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Il Teatro Carlo Felice di Genova ripropone "Macbeth" di Giuseppe Verdi, nella versione del 1865. La direzione è affidata a Sesto Quatrini, con George Gagnidze nel ruolo del protagonista.

Macbeth verdiano torna in scena a Genova

La stagione lirica del Teatro Carlo Felice di Genova si arricchisce con un titolo di grande rilievo. L'opera "Macbeth" di Giuseppe Verdi tornerà ad essere rappresentata sul palcoscenico genovese. L'allestimento si basa sulla versione rivista dal compositore nel 1865 per Parigi. L'opera segna un momento cruciale nella produzione verdiana.

Verdi, nella sua fase giovanile, si concentrò su opere corali legate al tema della libertà. Tuttavia, già in quel periodo, iniziò a esplorare le opere di grandi autori. Tra questi spiccavano Schiller, Hugo e, in modo particolare, Shakespeare. Il drammaturgo inglese era considerato il suo "idolo".

Il primo approccio di Verdi a Shakespeare avvenne nel 1847 con proprio "Macbeth". Il compositore sarebbe poi tornato al Bardo in età avanzata. Ne scaturirono due capolavori tardivi: "Otello" e "Falstaff". "Macbeth" andrà in scena al Carlo Felice a partire da venerdì 15 maggio. Le rappresentazioni proseguiranno fino al 24 maggio. Questo spettacolo rappresenta il penultimo titolo del cartellone genovese.

Presentazione dello spettacolo e la direzione di Quatrini

La presentazione ufficiale dell'opera si è tenuta questa mattina. Erano presenti il sovrintendente Michele Galli e il direttore artistico Federico Pupo. Hanno partecipato anche la vicepresidente della Regione Simona Ferro e Laura Sicignano per il Comune. Presenti inoltre il direttore d'orchestra Sesto Quatrini, il regista Fabio Ceresa e molti membri del cast.

Sesto Quatrini ha scelto la versione del 1865. Questa edizione fu curata da Verdi per la rappresentazione a Parigi. L'allestimento si basa sull'edizione critica del 2006. L'opera sarà eseguita in lingua italiana. Quatrini ha sottolineato l'importanza di questa versione. "Macbeth - ha affermato - è un'opera di svolta nella drammaturgia verdiana".

Il direttore ha poi aggiunto dettagli sulla partitura. "L'edizione del 1865, non a caso scritta mentre il compositore attendeva al Don Carlos, ha una timbrica secca, aggressiva. Questo conferisce alla partitura uno straordinario fascino". La scelta di questa edizione mira a esaltare la potenza espressiva dell'opera.

I protagonisti: Rowley e Gagnidze

Nel ruolo di Lady Macbeth si esibirà il soprano Jennifer Rowley. La parte principale, quella del generale scozzese, sarà affidata al baritono georgiano George Gagnidze. Il pubblico genovese ha già avuto modo di apprezzare Gagnidze in questo stesso ruolo. La sua precedente interpretazione risale a tredici anni fa.

George Gagnidze ha condiviso le sue riflessioni sul personaggio. "Macbeth - ha spiegato - richiede un notevole lavoro psicologico". L'artista ha descritto la trasformazione del personaggio. "Inizialmente è un eroe, un grande combattente. Poi si trasforma in una figura negativa, assetata di potere".

Gagnidze ha evidenziato come questa metamorfosi influenzi anche Lady Macbeth. "Una metamorfosi che naturalmente travolge anche Lady Macbeth. Sono dunque due personaggi molto complessi". Ha concluso sottolineando la necessità di un "notevole lavoro di approfondimento" per interpretarli.

La visione drammaturgica di Verdi e l'importanza della parola

Verdi, per questi ruoli complessi, richiedeva voci non necessariamente "belle" in senso tradizionale. Cercava piuttosto voci "teatrali", capaci di trasmettere asprezza. La sua visione drammaturgica era decisamente moderna. Puntava non solo sulla musica, ma anche sul testo e sulla potenza dell'azione. Le passioni umane dovevano emergere con forza.

Gagnidze ha ribadito l'importanza di comunicare le emozioni al pubblico. "Trovo che sia fondamentale fare arrivare l'emozione al pubblico attraverso la musica ma anche attraverso le parole". Ha sottolineato l'importanza della dizione. "Per questo occorre saper pronunciare bene".

Infine, ha evidenziato la necessità di una solida padronanza della lingua italiana. "Per questo è fondamentale imparare al meglio l'italiano". Questa cura nella pronuncia e nella comprensione del testo è essenziale per rendere giustizia alla complessità dell'opera verdiana.

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