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Due uomini rimangono in carcere dopo il sequestro di 130 chili di cocaina nel porto di Pra'. Il Tribunale del Riesame ha respinto le loro istanze di scarcerazione, confermando la gravità degli indizi a loro carico.

Droga nel porto di Pra', indagati restano in carcere

Domenico Gurrieri e Michele Crigna non usciranno dal carcere. Sono stati arrestati due settimane fa. L'indagine riguarda un ingente sequestro di cocaina. La droga, circa 130 chili, è stata trovata nel porto di Pra'. Il Tribunale del Riesame ha rigettato le loro richieste di libertà. Entrambi sono considerati coinvolti nell'operazione. Anche Vincenzo Maccarone e l'uruguaiano Eros Nicola Castellan Airaldo sono indagati.

Gurrieri era il proprietario del camion. Il mezzo era collegato al container con la sostanza stupefacente. I giudici ritengono il suo ruolo non casuale. La sua difesa, affidata agli avvocati Fabio Di Salvo e Giuseppe Gallo, aveva inizialmente negato la sua consapevolezza. Al momento dell'arresto, non sapeva della droga. Successivamente, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice per le indagini preliminari. Anche Crigna ha seguito lo stesso percorso.

Ruolo di Crigna e indizi a carico degli indagati

Crigna, dipendente dell'azienda di Gurrieri, è difeso dall'avvocato Francesco Schimio. È stato sorpreso mentre estraeva la cocaina. Secondo la testimonianza di Castellan Airaldo, Crigna avrebbe fornito gli attrezzi. Questi servivano per aprire la paratia. La paratia nascondeva la droga. Il Riesame ha ritenuto validi gli indizi contro entrambi. La posizione di Maccarone è ancora al vaglio. La gip Angela Maria Nutini lo indica come possibile leader del gruppo. Il suo Riesame è previsto per venerdì. A casa sua sono stati trovati bonifici. Questi fondi erano diretti in Sudamerica. Provengono da una società che doveva ricevere il carico di limoni.

Il racconto di Castellan Airaldo e il suo passato

Castellan Airaldo, 32 anni, è l'unico ad aver confessato. L'uruguaiano ha ammesso le sue responsabilità. Ha dichiarato di essere stato contattato da uno spagnolo. Gli è stata offerta una somma di 10mila dollari. Il suo compito era verificare l'arrivo del carico in Italia. I suoi legali, Samuele Zucchini ed Emanuele Tambuscio, non hanno presentato ricorso al Riesame. Gli investigatori della Guardia di Finanza stanno indagando sul suo passato. Ad agosto, è rimasto ferito in un agguato a Montevideo. Almeno 15 colpi di arma da fuoco sono stati esplosi contro la sua auto. Otto proiettili lo hanno colpito alla schiena e a una spalla.

Il telefono sequestrato a Castellan Airaldo appartiene a un uomo di 31 anni. Quest'ultimo è stato ucciso nella stessa città. L'omicidio è avvenuto lo stesso giorno dell'agguato. La vittima era ritenuta vicina al clan Los Puglia. Questo clan è noto per essere attivo nel traffico di droga. Le indagini proseguono per chiarire tutti i collegamenti e le responsabilità.