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La chiesa di San Torpete a Genova chiuderà domenica per l'adunata degli alpini. L'annuncio del parroco, don Farinella, cita l'impossibilità di gestire l'afflusso di fedeli e visitatori in un contesto di sicurezza cittadina potenziata.

Chiusura straordinaria per evento nazionale

La chiesa di San Torpete, situata nel cuore dei vicoli genovesi, non aprirà le sue porte domenica. La decisione è stata comunicata dal parroco, don Farinella. La motivazione ufficiale riguarda la concomitanza con l'adunata nazionale degli alpini.

Il sacerdote ha spiegato che la parrocchia non ha un territorio di riferimento specifico. I fedeli provengono da ogni zona di Genova e anche da fuori città. Utilizzano sia mezzi propri che il trasporto pubblico. La presenza di un elevato numero di persone per l'evento militare renderebbe impraticabile l'accesso e la gestione della chiesa.

L'annuncio è stato affisso sulla porta d'ingresso. La comunicazione del parroco evidenzia le difficoltà logistiche. «Questa chiesa non ha territorio e nemmeno parrocchiani», si legge nel foglietto. «Chi la frequenta viene da tutta Genova e anche da fuori, con mezzi pubblici propri o treni.»

La motivazione «causa alpini» ha generato qualche reazione. Sotto il foglietto informativo è apparsa una scritta di protesta. «Prete schifoso vergognati», si legge nel messaggio lasciato da ignoti.

Impatto dell'adunata sulla città

L'adunata nazionale degli alpini porterà a Genova un numero considerevole di visitatori. Si stima l'arrivo di circa 400mila persone. Questo afflusso imponente ha richiesto un piano di sicurezza e gestione urbana di vasta portata.

Le autorità cittadine hanno predisposto modifiche alla viabilità. Sono previste chiusure di strade, parchi e persino di alcuni istituti scolastici. L'obiettivo è garantire l'ordine pubblico e la fluidità degli spostamenti durante l'evento.

Nei carruggi, l'area storica dove si trova la chiesa, sono comparsi da giorni altri volantini. Questi manifestano un dissenso verso l'adunata. Alcuni messaggi sono critici nei confronti dell'evento. Uno di questi recita: «Non c'è festa se c'è chi molesta».

Un altro volantino, stampato su sfondo rosa, esprime un chiaro messaggio di benvenuto negato. «Non siete i benvenuti», si legge nel testo. Queste manifestazioni indicano una divisione di opinioni riguardo all'impatto dell'adunata sulla vita cittadina.

Il profilo di don Farinella

Don Farinella è una figura molto conosciuta nel centro storico di Genova e non solo. Il suo operato pastorale si distingue per un forte impegno sociale e politico. È noto per le sue posizioni antifasciste.

La parrocchia da lui guidata ha preso posizioni nette su questioni internazionali. Ha riconosciuto la Palestina, esprimendosi apertamente riguardo al concetto di genocidio. Inoltre, a marzo, si è schierato con decisione contro il referendum sulla riforma della giustizia.

Le sue prese di posizione pubbliche lo rendono una figura di riferimento per molti, ma anche oggetto di critiche. La chiusura della chiesa, legata a un evento di portata nazionale, evidenzia le complesse interazioni tra vita religiosa, eventi pubblici e dibattito sociale in una città come Genova.

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