Ambulanti di Genova esprimono forte dissenso per la chiusura dei mercati di Tortosa e Terralba durante l'adunata nazionale degli alpini. Contestano le motivazioni di sicurezza e chiedono alternative concrete.
Protesta ambulanti in consiglio comunale
Commercianti ambulanti hanno manifestato il loro disaccordo in consiglio comunale a Genova. Le sigle aderenti hanno protestato contro la decisione del Coc, il centro operativo comunale. La misura prevede la sospensione dei mercati di via Tortosa e Terralba. Questo avverrà durante i giorni principali dell'adunata nazionale degli alpini. L'evento è previsto dall'8 al 10 maggio. I manifestanti hanno esposto cartelli con lo slogan «Il lavoro non si tocca».
La protesta si è svolta sugli spalti dell'aula rossa del consiglio. L'obiettivo è sensibilizzare le istituzioni sulla loro situazione. La decisione di sospendere i mercati ha generato forte malcontento. Gli ambulanti ritengono che questa misura penalizzi ingiustamente la loro attività lavorativa.
Motivazioni e richieste degli ambulanti
Riccardo Capuano, referente di Aval e portavoce di una parte dei commercianti. Ha parlato al termine di un incontro con i capigruppo. Erano presenti esponenti di maggioranza e opposizione. Hanno partecipato anche membri della giunta e la sindaca Silvia Salis. Capuano ha dichiarato: «Mascherano carenze organizzative con motivi di sicurezza». Ha aggiunto: «Non accettiamo questa decisione unilaterale». Non esclude la possibilità di presentarsi comunque con i propri mezzi. Questo avverrebbe il giorno del mercato.
Circa 180 commercianti di via Tortosa sono coinvolti nella protesta. Le sigle degli ambulanti erano state precedentemente convocate dall'amministrazione comunale. Inizialmente, la protezione civile aveva disposto la sospensione di tutti i mercati di quartiere. La motivazione era legata alla sicurezza. Si prevedeva l'arrivo di circa 400mila alpini in città. Successivamente, la limitazione è stata circoscritta ai due mercati del sabato nella zona della Val Bisagno.
La risposta dell'amministrazione comunale
La maggior parte delle sigle sindacali di categoria ha accettato proposte di misure compensative. Altre sigle, invece, hanno mantenuto una posizione di fermo disaccordo. La sindaca Silvia Salis ha spiegato la posizione dell'amministrazione. Ha affermato: «Capiamo il disagio ma rispetto all'adunata nazionale del 2001 le normative sulla sicurezza sono cambiate». Ha sottolineato che tali normative «non sono derogabili».
La sindaca ha aggiunto che, insieme all'assessora al Commercio, sono state proposte una serie di soluzioni compensative. Spera che queste possano essere accettate da tutti. L'assessora al Commercio, Tiziana Beghin, ha illustrato l'offerta. L'idea è di consentire agli ambulanti colpiti dalla sospensione di lavorare un giorno extra. Questo avverrebbe a canone zero. Una proposta che, secondo Aval, non è sufficiente. Il danno economico legato alla mancata giornata di lavoro è considerato inquantificabile. Non tutti avrebbero la possibilità di partecipare a mercati in altre giornate.
Discussione in consiglio comunale
Il tema dell'adunata degli alpini è stato discusso anche in consiglio comunale. È stato presentato un ordine del giorno dalla Lega. La proposta era a firma della capogruppo Paola Bordilli. L'ordine del giorno chiedeva alla sindaca e alla giunta di prendere le distanze da alcune dichiarazioni. Queste dichiarazioni provenivano da esponenti di collettivi femministi. Avevano definito l'adunata degli alpini come «celebrazione di mascolinità tossica».
Tuttavia, il documento presentato dalla Lega non è stato accolto dalla giunta. È stato infine bocciato dalla maggioranza consiliare. La discussione ha evidenziato le diverse sensibilità politiche presenti in consiglio. La questione della gestione degli eventi pubblici e delle relative ripercussioni economiche rimane un punto critico.