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Una coppia è finita a processo sul Garda per aver truffato un'amica. Fingendosi ricchi e con conti bloccati, hanno sottratto oltre 66.000 euro alla vittima. La vicenda si è protratta per tre anni.

Inganno sul lago di Garda

Una coppia residente nell'entroterra gardesano è ora sotto processo. Sono accusati di aver raggirato due donne del loro paese. I coniugi, rispettivamente di 68 e 76 anni, avrebbero orchestrato una truffa elaborata. La loro strategia si basava sul millantare ingenti ricchezze. Affermavano di possedere conti bancari milionari bloccati da questioni legali.

Attraverso questa finzione, sono riusciti a farsi consegnare somme considerevoli. Una delle vittime ha versato circa 70.000 euro. Un'altra ha consegnato circa 16.000 euro. Quando le vittime hanno richiesto la restituzione del denaro, la coppia avrebbe risposto con minacce legali.

Metodi ingannevoli e manipolazione

Una delle imputate, secondo quanto emerso, avrebbe prima conquistato la fiducia di una delle vittime. Si sarebbe presentata come modella per Armani e poi come medico. Per indurre la vittima a prelevare denaro o effettuare bonifici, le offriva delle pastiglie. La donna sosteneva che fossero un aiuto per la menopausa. Dopo averle assunte, la vittima si sentiva confusa e disorientata.

La stessa cassiera della banca aveva notato il comportamento strano della cliente. Nonostante ciò, la donna continuava a prelevare contanti o disporre bonifici. Questi fondi venivano poi consegnati all'imputata. In un solo mese, sono stati registrati otto prelievi per oltre 2.000 euro. L'elenco delle operazioni è molto lungo.

La messa in scena della ricchezza

Per convincere le vittime, la coppia aveva costruito una narrazione dettagliata. Uno degli imputati mostrò una foto di un estratto conto bancario. L'estratto proveniva da una banca di Montecarlo, con un saldo di 47 milioni di euro. La donna si presentò come tutrice di un milionario. Affermò che questo milionario era interessato alla figlia della vittima.

Il marito aggiunse la sua parte, dichiarando di discendere da nobili famiglie. Sosteneva inoltre di possedere 40 appartamenti a Praga. La coppia convinse una delle vittime a investire 50.000 euro in un fondo privato ad alto rendimento. Promettevano guadagni per un milione di euro. Mostrarono auto di lusso e ville, affermando che fossero di loro proprietà.

La fragilità della vittima e la denuncia

In quel periodo, la vittima principale aveva perso i genitori. Si trovava in un momento di fragilità emotiva. La sua attività commerciale non stava andando bene. Le promesse di sistemare la sua situazione finanziaria e quella dei suoi figli la convinsero a credere alla coppia. Le operazioni bancarie, bonifici e prelievi, avvenivano dopo che la donna aveva assunto le misteriose pastiglie.

La promessa di recuperare il denaro con gli interessi non si è mai concretizzata. La vittima si è ritrovata con 66.000 euro in meno sul conto. Dopo tre anni, dal 2020 al 2023, si è resa conto di essere stata ingannata. Ha deciso quindi di denunciare tutto. Quando ha provato a chiedere la restituzione dei soldi, ha ricevuto risposte evasive. Le è stato detto che non dovevano nulla e che l'avrebbero fatta contattare dai loro legali.

Il processo e le richieste

La vicenda si svolge davanti al giudice Peter Michaeler. Il giudice ha respinto la richiesta di patteggiamento a pena sospesa per gli imputati. Ha invece accolto la richiesta dell'avvocato delle parti civili. Quest'ultimo ha sottolineato la necessità di un risarcimento per le vittime.

Con la seconda vittima, la coppia avrebbe utilizzato solo la scusa dei conti bloccati. La donna ha consegnato circa 16.000 euro in diverse tranche. Il processo è stato aggiornato a metà luglio. La difesa degli imputati è affidata agli avvocati Casali e Piasente. L'avvocato Beghini assiste le parti civili.

Domande frequenti

Come ha agito la coppia per truffare l'amica?

La coppia ha finto di avere conti milionari bloccati per questioni legali. Hanno promesso guadagni elevati da investimenti fittizi e hanno mostrato prove di ricchezza inesistente. Una delle imputate ha anche somministrato alla vittima delle pastiglie per confonderla prima di effettuare prelievi o bonifici.

Quanto denaro è stato sottratto alla vittima principale?

Alla vittima principale sono stati sottratti circa 66.000 euro attraverso bonifici, prelievi e altre operazioni effettuate nell'arco di tre anni.

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