A Celle San Vito, piccolo comune pugliese, si sta creando un dizionario francoprovenzale attraverso un'iniziativa porta a porta. L'obiettivo è preservare l'eredità linguistica per le future generazioni.
Un dizionario per preservare la lingua francoprovenzale
Lemmi, proverbi e ninne nanne vengono raccolti per creare il dizionario francoprovenzale di Celle San Vito. Questo comune, il più piccolo della Puglia, conta soli 144 abitanti. Si trova in provincia di Foggia. Insieme a Faeto, rappresenta l'unica isola linguistica francoprovenzale nel Sud Italia.
L'opera collettiva sarà pronta nel 2027. Tutti gli abitanti del borgo partecipano attivamente. L'iniziativa si svolge con un metodo porta a porta. Le operatrici dello Sportello Linguistico lavorano ogni giorno. Parlano con gli abitanti più anziani del paese. Cercano di recuperare parole dalla memoria del '900.
Il francoprovenzale è una lingua viva. Viene parlata quotidianamente a Celle San Vito. A volte è necessario uno sforzo maggiore. Bisogna ricercare parole quasi dimenticate. Queste parole conservano significati profondi. Raccontano la storia e la cultura locale. L'obiettivo è consegnare ai giovani un'eredità importante. Questa eredità dovrà spiegare chi siamo e da dove veniamo anche tra 100 anni.
Origini storiche della comunità francoprovenzale
La storia di questa comunità linguistica affonda le radici nel XIII secolo. Tutto ebbe inizio con Carlo I d'Angiò. Il re francese liberò Lucera dai Saraceni. Successivamente, concesse ai suoi soldati di stabilirsi con le loro famiglie. La scelta cadde sulle cellette dei monaci. Queste si trovavano alle pendici di Monte San Vito.
Dieci di queste famiglie fondarono Celle di San Vito. Nacque così una comunità di lingua francoprovenzale. Questa scelta strategica garantì la sicurezza. Permise anche la conservazione della lingua e delle tradizioni.
Riconoscimento e tutela della minoranza linguistica
L'isola linguistica di Celle di San Vito gode di un importante riconoscimento. È tutelata da una legge dello Stato. Viene definita una 'preziosa minoranza etnico-storico-linguistica'. Il francoprovenzale è stato anche riconosciuto dall'Unesco. È considerato una lingua a rischio di estinzione. Per questo motivo, è stato inserito nell'Atlante Atlas. È parte del patrimonio culturale immateriale da tutelare.
Lo Sportello Linguistico è gestito da un team dedicato. Le operatrici coinvolte sono Virginia Carosielli, Mariangela Genovese, Angela D'Aloia, Nausica Carosielli e Antonietta Altieri. Alla stesura del dizionario collabora attivamente anche la maestra Lina Giraldi. Il loro impegno è fondamentale per la riuscita del progetto.
Valorizzazione dell'identità culturale
La sindaca Maria Palma Giannini ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa. «Continueremo a valorizzare e divulgare la lingua e la cultura francoprovenzali», ha dichiarato. «Queste rappresentano la nostra identità». La prima edizione del vocabolario risale a quattro anni fa. La nuova edizione, in arrivo a breve, sarà significativamente più ricca e corposa. Questo dimostra l'impegno costante nel preservare e arricchire il patrimonio linguistico.