L'attore Checco Zalone è stato insignito di una laurea honoris causa in pianoforte jazz dal conservatorio di Foggia. Durante la cerimonia, ha condiviso aneddoti sulla sua giovinezza e il suo rapporto con la musica.
Checco Zalone riceve laurea honoris causa
Luca Medici, noto al grande pubblico come Checco Zalone, ha aggiunto un nuovo importante riconoscimento al suo percorso artistico. Il conservatorio Umberto Giordano di Foggia gli ha conferito la laurea honoris causa in pianoforte jazz.
La cerimonia si è svolta presso la sede di Rodi Garganico. L'evento era parte integrante della ventunesima edizione del Rodi Jazz Fest. L'accesso alla sede era riservato esclusivamente agli invitati, creando un'atmosfera esclusiva.
Durante l'occasione, il celebre artista ha tenuto una lectio magistralis. Ha intrattenuto i presenti con il suo consueto stile ironico e coinvolgente. Molti studenti del conservatorio erano tra il pubblico presente.
Il rapporto con la musica e il solfeggio
Zalone ha condiviso con il pubblico il suo primo approccio alla musica. Ha descritto la sua esperienza con il solfeggio durante gli anni giovanili. «Ho iniziato quella cosa che fate voi musicisti, il solfeggio», ha esordito con un sorriso.
Ha poi aggiunto, con la sua tipica esagerazione comica: «Dopo due mesi volevo denunciare al telefono azzurro mio padre». Questo aneddoto sottolinea il suo iniziale disagio con la disciplina musicale formale.
Ha spiegato di aver iniziato a suonare «un po' ad orecchio». Questo avvenne in un'epoca in cui erano diffuse le tastiere arranger. Le definisce «cose orrende» che semplificavano eccessivamente l'esecuzione.
«Suonavo un accordo e la tastiera ti faceva tutto l'accompagnamento», ha precisato. Ha aggiunto che queste tecnologie «hanno veramente rovinato un sacco di futuri musicisti».
Il sogno di diventare jazzista
L'artista ha poi rivelato un suo vecchio sogno: quello di diventare un musicista jazz. «Io ho sempre desiderato di fare il musicista, anche il jazzista», ha confessato.
Ha ammesso di aver avuto una «velleità da jazzista» in un certo periodo della sua vita. «Non ero bravissimo, però mi buttavo», ha aggiunto con autoironia.
Rivolgendosi ai giovani studenti, ha lanciato un messaggio ironico sul mondo del jazz. «È una musica difficilissima», ha avvertito. Ha scherzato sul fatto che i jazzisti debbano essere pronti a «vivere nel disagio, nella povertà».
«E quei pochi soldi che guadagnerete, li spenderete anche a meretrici, perché il jazzista non scopa», ha concluso, scatenando l'ilarità generale.
Il primo brano jazz e il riconoscimento
Checco Zalone ha anche raccontato un aneddoto sul suo primo contatto con il jazz. Ha ricordato una cantante di pianobar che eseguiva la canzone «Estate» di Bruno Martino.
«Questo è stato forse il primo brano con degli accenni al jazz che ho imparato a suonare quando ero bambino», ha rivelato. Per dimostrare la sua connessione con il brano, l'ha eseguito dal vivo durante la cerimonia.
Il conservatorio Umberto Giordano ha motivato la scelta di conferire il titolo a Luca Medici. Lo ha definito «un artista capace di coniugare comicità ed eccellenti qualità musicali».
L'istituzione ha voluto valorizzare una sua dimensione meno conosciuta al grande pubblico. Si tratta della sua profonda radice come pianista jazz, parte integrante del suo percorso professionale.
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