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Sei persone sono indagate a Napoli e Firenze per associazione finalizzata al terrorismo. Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, hanno portato a perquisizioni e al sequestro di dispositivi informatici. Le attività di propaganda avvenivano online, con l'elogio di gruppi terroristici.

Perquisizioni e sequestri informatici

La Procura di Napoli ha emesso un decreto di sequestro. Verranno acquisiti tutti i dispositivi elettronici. Telefoni, computer e altre apparecchiature saranno confiscati. Questo riguarda sei persone indagate. L'ipotesi è di associazione a delinquere per fini terroristici. Si contesta anche l'eversione dell'ordine democratico. Le indagini sono condotte dalla Digos di Napoli.

Le attività di propaganda si concentravano sul web. I social network erano il principale veicolo. Venivano esaltate le azioni delle Brigate Rosse. Anche quelle delle Nuove Brigate Rosse erano oggetto di lodi. La diffusione avveniva tramite profili online, anche con false identità.

Coinvolto un minore e sostenitori in piazza

Tra gli indagati figura un minorenne. Il giovane, di soli 17 anni, è risultato particolarmente attivo. È uno dei cinque indagati residenti a Napoli. Il sesto indagato si trova a Firenze. I cinque napoletani sono stati condotti in Questura. Alcuni hanno già completato le procedure. All'esterno della Questura, in via Medina, si è riunito un gruppo di sostenitori. Esponevano bandiere rosse del partito Carc.

I sostenitori hanno diffuso un comunicato sui social. Parlano di una «fase di guerra diffusa e di economia di guerra». Accusano gli apparati statali di costruire «montature giudiziarie». Citano il «reato di parola» introdotto dai recenti pacchetti Sicurezza. L'obiettivo sarebbe criminalizzare il dissenso. Questo dissenso, secondo loro, indica un incitamento a rovesciare il potere borghese. Propone la costruzione di nuovi sistemi economici e sociali.

Elogi a terroristi e attività di piazza

Le indagini hanno rivelato l'esaltazione di figure come Nadia Desdemona Lioce. Era un membro delle Nuove Brigate Rosse. Gli indagati, anche tramite profili con false identità, lodavano le sue gesta. L'indagine è coordinata dal sostituto procuratore Maurizio De Marco. Collabora il procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli.

Agli indagati viene contestato l'elogio di attività terroristiche. Le frasi utilizzate sui social sono state definite «chiare». I sei indagati sono perlopiù giovani. L'indagato più anziano si trova a Firenze. Sembra che abbiano anche partecipato a manifestazioni. Hanno portato le loro idee in piazza durante cortei.

Domande e Risposte

Cosa sono i Carc?

I Carc sono i Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo. Si tratta di un'organizzazione politica italiana di estrema sinistra.

Quali reati vengono contestati agli indagati?

Agli indagati viene contestato il reato di associazione finalizzata al terrorismo o all'eversione dell'ordine democratico. Viene anche contestata l'aggravante di aver indotto un minorenne a commettere reato.

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