Nuovi sviluppi nell'indagine sulla morte di Claudio Bertini. Una perizia conferma che il 75enne è deceduto a causa di strangolamento, rafforzando l'ipotesi accusatoria.
Perizia conferma strangolamento di Claudio Bertini
Una recente perizia medico-legale ha stabilito con certezza le cause del decesso di Claudio Bertini, 75 anni. L'esito degli accertamenti, richiesti dal gip del tribunale di Spoleto, Teresa Grano, e affidati alla professoressa Martina Focardi dell'istituto di medicina legale di Firenze, indica che Bertini è morto per strangolamento o soffocamento.
Questi risultati giungono a pochi giorni dall'udienza fissata per il 29 aprile. La perizia era stata disposta nell'ambito di un incidente probatorio. L'istanza era stata presentata dai legali dell'unica indagata nell'inchiesta per omicidio volontario. Si tratta della figlia della vittima, Scilla Bertini.
Indagine e ipotesi sull'omicidio
Secondo la procura, rappresentata dal pm Vincenzo Ferrigno, la donna avrebbe strangolato il padre. L'ipotesi è che il gesto sia avvenuto al culmine di una lite. Al centro del dissidio potrebbero esserci state ingenti spese effettuate da Scilla Bertini. Queste spese riguardavano calzature e abbigliamento, per un valore di migliaia di euro. I fondi sarebbero stati prelevati dai conti del padre anziano e malato.
L'autopsia preliminare, eseguita dal dottor Sergio Scalise Pantuso, aveva già evidenziato segni inequivocabili di strozzamento sul corpo del 75enne. La nuova perizia rafforza ulteriormente questa conclusione, chiudendo la porta ad altre ipotesi sul decesso.
La difesa contesta la perizia
Gli avvocati difensori di Scilla Bertini, Marusca Margutti e Beatrice Rocchi, hanno espresso riserve sull'ultima perizia. Hanno dichiarato che l'elaborato sarà discusso e analizzato attentamente il 29 aprile. «Ancora non abbiamo fatto le nostre osservazioni, nulla è certo», hanno affermato i legali. Hanno sottolineato che la difesa ha tempo per condurre proprie analisi con professionisti di parte.
I difensori hanno definito la perizia «abbastanza corposa» e hanno evidenziato che «non c'è nulla di così scontato». Hanno inoltre ricordato che tutti i precedenti accertamenti peritali erano giunti a conclusioni differenti rispetto all'ultima relazione. La difesa punta a dimostrare la non colpevolezza della loro assistita.
Situazione processuale dell'indagata
L'indagata, Scilla Bertini, ha ottenuto una modifica della misura cautelare. Inizialmente era stata disposta la custodia in carcere. Successivamente, era stata trasferita in una struttura Rems (Residenza per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza) e poi temporaneamente in una comunità terapeutica a Foligno.
Recentemente, è stata revocata la misura in Rems. La donna sta seguendo un percorso riabilitativo psichiatrico. È stata dichiarata incapace di intendere e di volere. I suoi legali hanno assicurato che ha sempre mantenuto un comportamento corretto. La colpevolezza, secondo la difesa, è ancora tutta da dimostrare. Se il processo non si concluderà con l'udienza preliminare, la difesa intende dimostrare la sua estraneità ai fatti durante il dibattimento.
Domande frequenti sulla morte di Claudio Bertini
Quali sono le cause del decesso di Claudio Bertini secondo la perizia?
La perizia medico-legale ha stabilito che Claudio Bertini è morto a causa di strangolamento o soffocamento.
Chi è l'unica indagata nell'inchiesta?
L'unica indagata è la figlia della vittima, Scilla Bertini, accusata di omicidio volontario.