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Un prezioso manufatto in oro e gemme, la Croce Reliquario della Passione, è stato riportato al suo antico splendore. L'opera, custodita a Firenze, sarà nuovamente accessibile al pubblico dopo un meticoloso intervento di restauro.

Restauro di un capolavoro fiorentino

La Croce Reliquario della Passione, nota anche come Croce della Granduchessa, è tornata visibile. Questo straordinario manufatto in oro, impreziosito da numerose gemme, rappresenta un pezzo fondamentale del patrimonio artistico fiorentino. La sua esposizione avviene presso il Museo dell'Opera del Duomo di Firenze.

Un elemento di particolare rilievo è un grande quarzo che adorna l'opera. La sua forma e lucentezza richiamano il celebre 'diamante fiorentino'. La pietra, un tempo ritenuta un topazio d'India, è stata identificata durante il recente restauro come un quarzo di eccezionale purezza.

Storia e commissione medicea

La realizzazione di questo reliquiario fu voluta dai granduchi Cosimo II de' Medici e sua moglie Maria Maddalena d'Austria. La coppia medicea era anche proprietaria del 'diamante fiorentino'. L'opera misura 130 cm in altezza e 74 cm in larghezza. Si tratta di una stauroteca a forma di croce latina.

Al suo interno sono conservati frammenti ritenuti appartenere alla croce di Gesù. Vi è anche una piccola croce d'oro filigranata. Questa contiene ulteriori frammenti legati alla Passione di Cristo. La tradizione narra che queste reliquie furono acquistate da Marco Chestialselim nel 1454. Egli era un funzionario dell'ultimo imperatore d'Oriente, e le portò a Firenze.

Materiali e decorazioni preziose

La croce è stata realizzata con tecniche raffinate. Si utilizzarono oro sbalzato, cesellato e parti fuse. Sono presenti smalti policromi, applicati sia a caldo che a freddo. L'ornamentazione include una vasta gamma di pietre preziose.

Si contano 120 perle scaramazze, 32 granati e 6 smeraldi sfaccettati. Sono presenti anche 4 ametiste, 2 acquemarine e 11 quarzi. Completano la decorazione 2 calcedoni e 14 smeraldi cabochon. La crocetta d'oro filigranata al suo interno custodisce 8 perle tonde, 2 granati e 2 zaffiri.

La base dell'opera, risalente al 1700, è opera dell'orafo Bernardo Holzmann. È realizzata in bronzo fuso, cesellato e dorato, aggiungendo ulteriore pregio alla struttura.

Il restauro e la presentazione

L'intervento di restauro è stato affidato nel 2025 dall'Opera di Santa Maria del Fiore. I lavori sono stati eseguiti dall'Opificio delle Pietre di Firenze. Il completamento di questo meticoloso lavoro ha permesso di svelare la vera natura della grande pietra preziosa centrale.

I risultati di questo importante restauro saranno illustrati pubblicamente il 4 giugno. L'evento si terrà presso l'Antica Canonica in piazza San Giovanni 7. Sarà una giornata di studi dedicata proprio alla Croce Reliquario della Passione.

Le analisi hanno confermato che la pietra non è un topazio d'India, come si credeva in precedenza, ma un quarzo di altissima qualità. Questo ritrovamento aggiunge un ulteriore tassello alla comprensione della storia e della composizione di questo eccezionale manufatto.

Domande frequenti

Chi ha commissionato la Croce Reliquario della Passione?
La Croce Reliquario della Passione fu commissionata dai granduchi Cosimo II de' Medici e dalla consorte Maria Maddalena d'Austria.

Dove si trova la Croce Reliquario della Passione?
La Croce Reliquario della Passione si trova ed è esposta al Museo dell'Opera del Duomo di Firenze.