Agricoltori toscani protestano a Firenze contro la speculazione sui prezzi di olio e grano. Chiedono controlli e prezzi equi per salvare le campagne.
Manifestazione a Firenze per prezzi equi
Una protesta unitaria ha avuto luogo oggi a Firenze. L'iniziativa è stata promossa da Coldiretti. L'obiettivo è contrastare la speculazione sui prodotti agricoli fondamentali. Si è tenuto un presidio davanti alla prefettura cittadina. L'evento ha visto la partecipazione di circa cento persone. I manifestanti provenivano da diverse aree della Toscana. Questa mobilitazione si è svolta in contemporanea in altre dodici regioni italiane.
Crisi filiera olivicola e cerealicola
La presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani, ha evidenziato la gravità della situazione. «È necessario squarciare il velo su quanto sta accadendo», ha dichiarato. La filiera produttiva presenta evidenti distorsioni. Gli agricoltori non riescono a coprire i costi di produzione. Questo fenomeno è definito «speculazione sul lavoro agricolo». La disparità tra il prezzo al consumo e quello pagato ai produttori è enorme. Un chilo di pane può costare fino a tre euro. Nello stesso tempo, un chilo di grano duro viene pagato solo 19 centesimi durante la raccolta. Il prezzo equo dovrebbe essere almeno di 28 centesimi al chilo.
Una delle richieste principali riguarda le importazioni. Si chiede lo stop all'arrivo di grano da Paesi che utilizzano il glifosate. Questa sostanza è vietata in Europa. È invece consentita in nazioni come il Canada. Uno striscione esposto recitava: «Giù le mani dalla salute dei cittadini». La preoccupazione per la sicurezza alimentare è alta.
Olio d'oliva: importazioni superano produzione
La situazione critica riguarda anche il settore dell'olio extravergine d'oliva. Nell'annata 2025/26, la produzione italiana è stata di 234 milioni di litri. Le importazioni hanno raggiunto la cifra di 545 milioni di litri. Il consumo interno si attesta sui 460 milioni di litri. Questi dati evidenziano un forte squilibrio. La presidente Cesani ha sollecitato un intervento deciso delle istituzioni. Sono necessarie maggiori attività di controllo. Bisogna applicare la normativa sulle pratiche commerciali sleali. Fondamentale è garantire un prezzo giusto agli agricoltori.
«Gli strumenti normativi esistono», ha affermato Cesani. «Chiediamo solo che vengano applicati concretamente». Viene proposta anche una soluzione tecnologica. Si suggerisce di controllare l'olio importato tramite risonanze magnetiche. Questo permetterebbe di tracciare con precisione il luogo di origine. «Se vediamo aumentare i prezzi sugli scaffali e diminuire ciò che resta agli agricoltori, c'è speculazione», ha concluso. La sopravvivenza delle campagne è a rischio.
Durante il presidio, una delegazione di Coldiretti si è recata in prefettura. È stato consegnato un documento contenente le specifiche richieste dell'organizzazione. L'obiettivo è sensibilizzare le autorità e ottenere risposte concrete.