Un anno dopo l'accordo sindacale, la vertenza Beko mostra progressi sugli esuberi ma preoccupa per il ritmo degli investimenti. Le parti sociali e l'azienda divergono sulla reale entità degli stanziamenti.
Vertenza Beko: un anno di valutazioni
Si è tenuto un incontro al Ministero delle Imprese. Si è discusso della vertenza Beko. L'accordo sindacale risale ad aprile 2025. La sottosegretaria Fausta Bergamotto era presente. Anche i rappresentanti aziendali e sindacali hanno partecipato. L'obiettivo degli esuberi sembra raggiunto. Le quote di mercato mostrano un lieve recupero. Gli investimenti, però, procedono lentamente.
Il mercato degli elettrodomestici è debole. La concorrenza asiatica è molto forte. I prezzi sono sotto pressione costante. Nonostante ciò, l'azienda conferma i suoi piani. Questi riguardano automazione, digitalizzazione e marketing. Le parti sociali giudicano questi piani insufficienti. La produzione mostra crescita in tutti gli stabilimenti italiani. Nelle Marche, Melano (Fabriano) ha visto +6,5%. Comunanza (Ascoli Piceno) ha registrato +2,7%.
Esuberi e ammortizzatori sociali nelle Marche
I sindacati notano una scarsa contrazione degli ammortizzatori sociali. La cassa integrazione rimane utilizzata. Per Melano, nei bimestri gennaio-febbraio e marzo-aprile, è stata rispettivamente del 25% e 32%. L'effettivo utilizzo è stato del 22% e 27%. Gli obiettivi sugli esuberi sono quasi raggiunti ovunque. A Melano, erano previsti 66 esuberi. Le uscite incentivate sono state 88. Questo supera il piano del 148%. Sono inclusi 8 operai in cassa integrazione.
Negli uffici di Fabriano, si prevedevano 206 esuberi. Ci sono state 96 uscite volontarie. Il piano è completato al 74%. Ci sono 56 impiegati in cassa integrazione. A Comunanza, su 89 esuberi previsti, 79 hanno scelto l'uscita volontaria. La percentuale di completamento è del 102%. Sono inclusi 12 dipendenti in cassa integrazione.
Investimenti Beko: divergenze e prospettive
Le parti sociali chiedono maggiore attenzione. Vogliono una rotazione più equa degli ammortizzatori sociali. Questo aspetto sarà monitorato. La preoccupazione principale riguarda il ritardo sugli investimenti. In particolare, mancano nuovi prodotti. Questi sarebbero cruciali per il rilancio dei siti. Le indicazioni suggeriscono un rinvio di questi progetti.
L'azienda, Beko, ha una visione differente. «A un anno dalla firma dell'accordo», scrivono i sindacati, «il piano di trasformazione industriale ha già prodotto risultati concreti». Si citano l'ottimizzazione dei costi e l'efficientamento dei processi. Il rilancio degli investimenti è confermato. «Ad oggi, circa 110 milioni di euro sono stati investiti negli stabilimenti italiani», si legge nella nota.
Il sito di Melano, hub per i piani cottura, ha visto investimenti. Questi riguardano l'automazione delle linee produttive. Anche la digitalizzazione dei processi è inclusa. Sono stati introdotti sistemi logistici automatizzati. Comunanza registra investimenti in infrastrutture. La sicurezza e l'efficienza energetica sono prioritarie. C'è anche attenzione all'innovazione di prodotto nel segmento del lavaggio. La nota ricorda ulteriori investimenti in marketing e comunicazione. Questi superano le previsioni iniziali. Sono fondamentali per sostenere i volumi. Servono anche a rafforzare il posizionamento dei brand.
Il ruolo delle istituzioni e le richieste sindacali
All'incontro ha partecipato anche l'assessore regionale al Lavoro delle Marche, Tiziano Consoli. Ha ribadito la necessità di un piano di investimenti concreto. Questo è fondamentale per i siti produttivi di Comunanza e Fabriano. L'obiettivo è garantire il futuro produttivo. Il sindacato FIOM-CGIL, tramite Marco Consoli, ha sottolineato la necessità di un programma preciso. Si chiedono tempistiche definite e evidenze realizzative. La situazione è complessa. La debolezza del mercato si scontra con le aspettative di rilancio.
Le cifre degli investimenti sono un punto chiave. L'azienda parla di 110 milioni di euro. I sindacati li ritengono insufficienti. La loro distribuzione sui vari siti è un altro aspetto da chiarire. La priorità va data ai nuovi prodotti. Questi sono visti come la vera chiave per il futuro. La discussione continua. Le parti cercano un punto d'incontro. La salvaguardia dell'occupazione rimane l'obiettivo primario.
Questa notizia riguarda anche: