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Un anno dopo l'accordo sindacale, la vertenza Beko evidenzia successi sugli esuberi ma solleva dubbi sugli investimenti. Le parti sociali e l'azienda divergono sulla reale entità e sul futuro dei siti produttivi.

Progressi e criticità a un anno dall'accordo

La gestione degli esuberi ha visto risultati positivi. Il mercato degli elettrodomestici, tuttavia, resta debole. La concorrenza asiatica esercita forte pressione sui prezzi. L'azienda ha confermato i piani di investimento. Questi includono automazione, digitalizzazione e marketing. Le parti sociali ritengono tali investimenti insufficienti. La produzione mostra una crescita in tutti gli stabilimenti italiani. Nelle Marche, si registra un +6,5% a Melano e +2,7% a Comunanza. Nonostante ciò, l'uso della cassa integrazione rimane elevato. Per Melano, si sono registrati picchi del 32%.

Esuberi nelle Marche: obiettivi raggiunti e superati

A Melano, gli esuberi dichiarati erano 66. Le uscite incentivate hanno portato a 88 abbandoni. Questo supera l'obiettivo del 148%. Sono stati considerati anche 8 operai in cassa integrazione. A Fabriano, gli uffici hanno visto 96 uscite volontarie su 206 esuberi previsti. Il piano è completato al 74%. Ci sono ancora 56 impiegati in cassa integrazione. A Comunanza, 79 dipendenti su 89 esuberi hanno scelto l'uscita volontaria. La percentuale di completamento è del 102%. Sono inclusi 12 lavoratori in cassa integrazione.

Dubbi sugli investimenti e futuro dei siti

Le parti sindacali chiedono maggiore attenzione alla rotazione degli ammortizzatori sociali. Questo aspetto sarà monitorato a livello territoriale. La maggiore preoccupazione riguarda il ritardo sugli investimenti. In particolare, si attende il lancio di nuovi prodotti. Questi sono cruciali per il rilancio dei siti produttivi. Le indicazioni attuali suggeriscono uno slittamento di tali progetti. L'azienda Beko, invece, presenta una visione differente. Afferma che il piano industriale ha già portato risultati tangibili. L'ottimizzazione dei costi e l'efficientamento dei processi sono evidenti. Gli investimenti dichiarati ammontano a circa 110 milioni di euro.

La versione di Beko: investimenti e innovazione

Secondo Beko, circa 110 milioni di euro sono stati investiti negli stabilimenti italiani. Il sito di Melano, specializzato in piani cottura, ha visto l'automazione delle linee produttive. Sono stati digitalizzati i processi e introdotti sistemi logistici automatizzati. Comunanza ha beneficiato di investimenti in infrastrutture. Sono stati potenziati sicurezza ed efficienza energetica. C'è una forte attenzione all'innovazione di prodotto nel settore lavaggio. L'azienda ha anche aumentato gli investimenti in marketing e comunicazione. Questo è fondamentale per sostenere i volumi di vendita. Serve anche a rafforzare il posizionamento dei marchi sul mercato.

Richieste sindacali e prospettive future

Le richieste sindacali puntano a un programma di investimenti preciso. È necessaria una definizione chiara delle tempistiche. Servono anche evidenze concrete di realizzazione. L'assessore regionale al Lavoro delle Marche, Tiziano Consoli, ha ribadito questa esigenza. Ha sottolineato la necessità di un piano dettagliato per i siti di Comunanza e Fabriano. L'obiettivo è garantire il futuro produttivo di queste realtà. La vertenza Beko continua a essere un punto di attenzione. Le parti cercano un punto d'incontro per assicurare stabilità e sviluppo.

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