Le organizzazioni sindacali esprimono forte insoddisfazione dopo il tavolo di monitoraggio al Ministero delle Imprese. Si profila un calo produttivo del 13% per lo stabilimento di Melano entro la fine dell'anno, con un massiccio ricorso alla cassa integrazione.
Preoccupazioni sindacali per investimenti e occupazione
Le sigle sindacali hanno manifestato profonda delusione al termine del recente tavolo di confronto tenutosi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L'incontro, presieduto dal Ministro Adolfo Urso, ha evidenziato ritardi significativi negli investimenti promessi. Inoltre, si registra un uso estensivo della cassa integrazione. Questi aspetti contrastano con gli accordi sottoscritti nell'aprile del 2025.
Le rappresentanze dei lavoratori hanno dichiarato: «Riteniamo questo incontro solo una pausa, siamo pronti a nuove azioni di protesta se i ritardi dovessero persistere». L'azienda ha replicato che il piano industriale sta proseguendo. Tuttavia, ha ammesso che la forte concorrenza asiatica sta mettendo a dura prova l'intera filiera produttiva europea.
Investimenti e ammortizzatori sociali: i numeri
Dai dati emersi, sia dalle fonti aziendali che sindacali, emergono cifre significative. Per quanto riguarda gli investimenti previsti in Italia, l'accordo stabiliva 300 milioni di euro. Di questi, ne sono stati effettivamente completati 101,5 milioni. Per quanto concerne il piano di esuberi, l'avanzamento è al 97%. Sono state registrate 981 uscite volontarie. Altri 315 dipendenti sono attualmente in cassa integrazione. Tra questi ultimi, 56 hanno già formalizzato la loro uscita volontaria.
La situazione produttiva generale dei siti Beko non raggiunge gli obiettivi prefissati. Nello specifico, lo stabilimento di Melano, situato a Fabriano (provincia di Ancona), rischia di chiudere l'anno con un calo produttivo del 13% rispetto al budget. Un quadro simile si presenta anche nell'altro sito marchigiano, a Comunanza (provincia di Ascoli Piceno). Anche qui si osserva un incremento massiccio nell'utilizzo della cassa integrazione.
Richiesta di intervento governativo e sostegno al settore
Di fronte a questo scenario, i sindacati hanno inoltrato una richiesta al Ministero. Chiedono che vengano fatte valere le garanzie di salvaguardia delle produzioni italiane. Queste garanzie erano state precedentemente assicurate dallo stesso dicastero. Per ottenere ciò, è necessario un intervento diretto del Governo. L'esecutivo dovrebbe rivolgersi alla proprietà turca dell'azienda. L'obiettivo è richiamarla alle proprie responsabilità.
Si chiede inoltre di garantire dignità e autonomia alle realtà produttive e al management italiano. Parallelamente, è fondamentale concretizzare una politica di sostegno al settore degli elettrodomestici. Questo comparto sta attraversando un periodo di oggettiva difficoltà. Le organizzazioni sindacali sottolineano l'importanza di queste misure per preservare l'occupazione e il tessuto industriale nazionale.
Risposta aziendale e prospettive future
L'azienda ha ribadito la propria posizione in merito alla situazione. «Siamo consapevoli che alcune attività non hanno ancora raggiunto i livelli previsti dal piano iniziale», ha dichiarato un portavoce. «Tuttavia, siamo impegnati a garantire la continuità produttiva». La dirigenza ha evidenziato che il mercato europeo rappresenta oltre il 50% del fatturato globale dell'azienda. L'obiettivo primario rimane il recupero della piena competitività.
L'azienda mira a completare il percorso di rilancio. Questo avverrà attraverso un dialogo costante e trasparente con il governo, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali. La volontà è quella di trovare soluzioni condivise per superare le attuali criticità e assicurare un futuro sostenibile agli stabilimenti italiani. La collaborazione è vista come la chiave per affrontare le sfide del mercato globale.
Domande frequenti
Cosa sta succedendo nel sito Beko di Melano?
Nel sito Beko di Melano a Fabriano si rischia un calo della produzione del 13% entro fine anno. Questo è dovuto a ritardi negli investimenti promessi e a un massiccio ricorso alla cassa integrazione, secondo quanto denunciato dai sindacati.
Quali sono le richieste dei sindacati al governo?
I sindacati chiedono al governo di intervenire direttamente sulla proprietà turca di Beko per richiamarla alle sue responsabilità. Sollecitano inoltre garanzie per le produzioni italiane, dignità e autonomia per il management locale, e una politica di sostegno al settore degli elettrodomestici.
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