La mostra 'Pietra Viva' dedicata all'arte legata al Vesuvio si conclude a Villa Campolieto. L'evento finale ha visto un confronto tra il Sottosegretario Barachini e l'artista Carotenuto sull'impatto dell'intelligenza artificiale sulla creatività umana.
Arte e intelligenza artificiale a confronto
La mostra 'Pietra Viva. Memoria e identità del Vesuvio' ha terminato il suo percorso espositivo. L'evento si è svolto presso la prestigiosa Villa Campolieto. L'esposizione, dedicata alle opere di Antonio Carotenuto, era originariamente prevista per concludersi il 18 luglio. Ha poi beneficiato di due proroghe successive. La chiusura definitiva è avvenuta il 30 settembre. La mostra ha presentato circa quaranta creazioni artistiche. Queste includevano sia dipinti che sculture. Il materiale principale utilizzato era la pietra lavica del Vesuvio. Questa pietra è stata trasformata in espressione artistica. Ha raccontato la storia e l'identità del territorio circostante.
Il dibattito sul futuro della creatività
Il giorno della chiusura, la Villa Campolieto è diventata teatro di un importante dibattito. Il tema centrale era 'Bellezza, identità e comunicazione nell'epoca dell'intelligenza artificiale'. L'incontro ha visto protagonisti il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alberto Barachini, con delega all'Informazione e all'Editoria. Al suo fianco, l'artista Antonio Carotenuto. Il confronto ha esplorato le sfide poste dall'intelligenza artificiale. Si è discusso di creatività umana, diritto d'autore e autenticità dei contenuti. Barachini ha sottolineato la necessità di governare l'innovazione tecnologica. Ha affermato: «L'intelligenza artificiale offre possibilità straordinarie, ma la responsabilità deve rimanere dell'uomo». Ha aggiunto l'importanza di tutelare il lavoro umano. Questo include il suo valore intellettuale ed economico. Anche il diritto d'autore e la riconoscibilità dei contenuti sono stati evidenziati come cruciali. L'innovazione tecnologica non deve essere subita, ma gestita attivamente.
L'artista e il rapporto con la materia
Il dialogo si è poi spostato sul lavoro concreto dell'artista. Antonio Carotenuto ha riportato la discussione alla fisicità della creazione artistica. Ha descritto il suo rapporto con la materia, in particolare con la pietra lavica. Ha spiegato il processo creativo: «Quando lavoro una pietra devo prima incontrarla, guardarla, sentirne il peso e scoprirne le imperfezioni». Ha evidenziato come la materia stessa possa influenzare il risultato finale. «La pietra non obbedisce sempre: qualche volta sono io a darle una forma, altre volte è la materia a indicarmi una strada diversa da quella che avevo immaginato», ha commentato Carotenuto. Questo sottolinea un processo di co-creazione tra artista e materiale. Il tempo necessario per trasformare un'idea in un'opera concreta è un altro aspetto fondamentale del suo lavoro.
L'uomo al centro tra pietra e AI
Il curatore della mostra, Paolo Chiariello, ha guidato il confronto. Ha collegato il lavoro di Carotenuto ai temi più ampi della bellezza, dell'identità e del territorio. Ha poi esteso la riflessione all'intelligenza artificiale. Chiariello ha affermato: «Siamo partiti dalla pietra e siamo arrivati all'AI. Sembrano mondi lontanissimi, ma la domanda è la stessa: che cosa fa l'uomo degli strumenti e della materia che ha a disposizione?». Ha concluso che, sia che si tratti di pietra o di intelligenza artificiale, è l'uomo a dare senso, responsabilità e direzione. L'arte, secondo Chiariello, rimane uno strumento per comprendere il mondo. Anche l'intelligenza artificiale, pur potentissima, necessita della guida umana. L'assessore alla Partecipazione Attiva e all'Immagine del Comune di Napoli, Carlo Puca, è intervenuto sul legame tra cultura e immagine territoriale. Ha dichiarato: «L'identità di una città nasce dalle persone, dai luoghi e dalla cultura che produce». Ha sottolineato come l'arte aiuti a raccontare la complessità dei territori. Evita di ridurli a semplici stereotipi.
Presenza istituzionale e culturale
Il finissage di 'Pietra Viva' ha visto la partecipazione di numerose personalità. Erano presenti rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cultura e delle professioni. Tra questi, Massimo Bignardi, storico e critico d'arte. Raffaele De Luca, presidente dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Gennaro Miranda, presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane. Roberto Chianese, direttore generale della Fondazione. Luisa Liguoro, assessora alla Cultura del Comune di Ercolano. Pasquale Di Lauro, sindaco di Boscoreale. Alba Russo, consigliera delegata del Comune di Boscotrecase. La mostra è stata promossa dall'Associazione forense In Oltre. Ha beneficiato della collaborazione della Fondazione Ente Ville Vesuviane. Ha ricevuto il sostegno dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio.
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