Cronaca

Desio: Pacco con 1kg di hashish, 60enne arrestata e poi liberata

23 marzo 2026, 16:36 4 min di lettura
Desio: Pacco con 1kg di hashish, 60enne arrestata e poi liberata Immagine generata con AI Desio
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A Desio, una donna di 60 anni è stata arrestata dopo aver ricevuto un pacco contenente un chilogrammo di hashish. Nonostante l'iniziale detenzione, è stata successivamente scarcerata. L'indagine punta ora verso la figlia.

Donna arrestata per pacco con droga a Desio

Un evento inaspettato ha scosso la tranquilla routine di una sessantenne residente a Desio. La donna, impiegata come addetta alle pulizie e priva di precedenti penali, si è trovata al centro di un'indagine per spaccio di stupefacenti. Tutto è iniziato con la consegna di un pacco sospetto.

Il plico, indirizzato proprio al suo domicilio, conteneva una quantità considerevole di sostanza stupefacente. All'interno della scatola, infatti, sono stati rinvenuti ben dieci panetti di hashish. Il peso totale della droga ammontava a circa un chilogrammo.

A complicare ulteriormente la situazione, il numero di telefono indicato sul pacco per eventuali comunicazioni era proprio quello della donna. Questo dettaglio ha immediatamente attirato l'attenzione delle autorità competenti. La consegna è avvenuta sotto gli occhi degli uomini della Guardia di Finanza.

La Guardia di Finanza interviene durante la consegna

L'intervento delle Fiamme Gialle è stato rapido e deciso. Al momento della consegna, i finanzieri erano già presenti sul posto, pronti a intervenire. La donna, ignara di quanto stesse per accadere, ha ricevuto il pacco. Subito dopo, è stata informata del contenuto illecito.

Le manette sono scattate quasi immediatamente. La sessantenne è stata accusata di detenzione ai fini di spaccio di un'ingente quantità di sostanze stupefacenti. L'accusa è grave e prevede pene severe.

Dopo l'arresto, la donna è stata accompagnata presso il carcere femminile di San Vittore. La notizia ha destato sorpresa nella comunità locale, data la sua fedina penale pulita e il suo profilo di cittadina incensurata.

La sua professione di donna delle pulizie, svolta in nero, e il suo ruolo di madre di famiglia, non sembravano presagire un coinvolgimento in attività illegali di tale portata. La sua reazione iniziale è stata di profondo stupore e incredulità.

Due giorni di detenzione e la scarcerazione

La detenzione della sessantenne è durata due giorni. Il periodo trascorso dietro le sbarre è stato intenso, culminato con l'udienza di convalida dell'arresto. Davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza, Andrea Guadagnino, la donna ha potuto esporre la sua versione dei fatti.

Il giudice, dopo aver ascoltato le argomentazioni della difesa e valutato le prove presentate, ha preso una decisione inaspettata. Non ha convalidato il provvedimento di arresto richiesto dalla Procura di Monza. La motivazione principale addotta è stata l'assenza della flagranza di reato.

Infatti, al momento dell'arrivo del corriere e della Guardia di Finanza, non era la sessantenne a trovarsi fisicamente alla porta. Il pacco era stato ritirato dal figlio della donna, che al momento della consegna non era presente. Questa circostanza ha creato un vuoto probatorio immediato.

Tuttavia, la decisione del giudice non ha chiuso l'indagine. Al contrario, è emersa la chiara necessità di approfondire ulteriormente le circostanze legate a quel recapito di droga. L'inchiesta è quindi proseguita per accertare la verità.

L'interrogatorio e la versione della donna

Durante l'interrogatorio, la sessantenne, assistita dall'avvocato Paolo Rivolta, ha fornito una spiegazione plausibile. Ha dichiarato che, essendo lei quasi sempre presente in casa, era lei a ricevere abitualmente tutti i tipi di pacchi destinati alla famiglia. Questo spiegava perché il suo indirizzo e numero di telefono fossero stati utilizzati.

Ha fermamente negato qualsiasi coinvolgimento nell'ordinazione o nella ricezione della merce illegale. Ha sottolineato l'assenza di un mittente chiaramente identificabile sul pacco. Inoltre, mancavano indicazioni precise su chi avesse effettuato il pagamento e con quali modalità.

Il figlio della donna, che materialmente ha ritirato il pacco, ha immediatamente pensato a un cugino. Quest'ultimo risiede nello stesso cortile e pare avere problemi legati all'uso di sostanze stupefacenti. Questo elemento ha aperto nuove piste investigative.

Sospetti sulla figlia e ritrovamenti

Le indagini non si sono fermate alla versione della madre. Le perquisizioni effettuate dalle forze dell'ordine hanno portato alla luce altri elementi. Nell'abitazione, i finanzieri hanno rinvenuto circa 11 grammi di hashish.

Questi 11 grammi sono stati giustificati dalla figlia della sessantenne come destinati al suo uso personale. Accanto alla droga, sono stati trovati anche 45 sacchettini in plastica. Secondo quanto dichiarato, questi sacchetti venivano abitualmente utilizzati dalla figlia per confezionare braccialetti e collanine, attività che suggerirebbe un contesto di hobbistica.

Non sono stati trovati bilancini di precisione, strumenti comunemente utilizzati per pesare dosi destinate allo spaccio. La somma di denaro contante rinvenuta era modesta. La donna ha spiegato che si trattava dei guadagni derivanti dal suo lavoro di pulizie, svolto senza un contratto regolare.

Nonostante questi ritrovamenti, la posizione della sessantenne si è alleggerita significativamente dopo la scarcerazione. L'inchiesta del Tribunale di Monza è ora chiamata a fare piena luce sull'intera vicenda, cercando di identificare i veri responsabili della spedizione di droga. I sospetti sembrano ora concentrarsi maggiormente sulla figlia, ma le indagini sono ancora in corso per definire ogni responsabilità.

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