L'aumento dei comuni soggetti a restrizioni per la peste suina africana a Cuneo spinge Confagricoltura a chiedere maggiore impegno nel contenimento dei cinghiali e nella biosicurezza degli allevamenti.
Aumentano i comuni in zona rossa
Sono ora 53 i comuni della provincia di Cuneo interessati da nuove misure restrittive. Questo incremento è dovuto alla recente registrazione di un focolaio di peste suina africana. L'aggiornamento delle zone di restrizione è stato comunicato da normative europee. L'allarme è scattato dopo la scoperta del virus in un allevamento nella zona di Montechiaro d'Acqui.
Le nuove disposizioni classificano i comuni in tre livelli di rischio. La provincia di Cuneo vede ora 35 comuni nella zona di restrizione I. Altri 16 comuni si trovano nella zona di restrizione II. Infine, 2 comuni sono stati inseriti nella zona di restrizione III, il livello di allerta più elevato. Tra le novità, la città di Alba entra per la prima volta in una zona soggetta a restrizioni.
Le località di Cortemilia e Perletto sono state collocate nel livello di allerta più alto. Questo indica una situazione di particolare gravità. La diffusione della malattia rappresenta una minaccia concreta per il settore suinicolo locale. La provincia di Cuneo è un polo importante per l'allevamento di suini.
Confagricoltura Cuneo: massima allerta e controllo
Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo, ha lanciato un duplice appello. Si rivolge innanzitutto agli allevatori. Chiede di mantenere la massima attenzione sulle misure di biosicurezza all'interno delle proprie aziende. La prevenzione è fondamentale per evitare ulteriori contagi. La collaborazione degli operatori del settore è cruciale in questo momento.
L'appello si estende anche alle istituzioni politiche. Allasia sottolinea l'importanza di un'azione coordinata. Il controllo della peste suina africana non può limitarsi ai soli confini amministrativi. È necessario un approccio più ampio e integrato. La collaborazione tra enti e territori è indispensabile per arginare la diffusione del virus.
La situazione attuale evidenzia un rischio elevato di ulteriore diffusione. La peste suina africana rimane una minaccia seria. Il comparto suinicolo della provincia di Cuneo, noto anche come la "Granda", è particolarmente strategico. La sua salvaguardia è una priorità assoluta per l'economia locale.
L'impatto sul settore suinicolo
La provincia di Cuneo ospita un numero considerevole di capi suini. Si contano circa 900mila capi. Questo dato rappresenta quasi la totalità degli allevamenti suini presenti in Piemonte. A livello nazionale, la provincia cuneese contribuisce per circa un decimo al totale dei suini italiani. La peste suina africana minaccia quindi un settore di primaria importanza.
L'inserimento di due comuni in zona di restrizione III è un segnale preoccupante. Dimostra che la malattia è ancora molto attiva sul territorio. Le misure di contenimento devono essere intensificate con urgenza. Il coinvolgimento di tutti gli attori è essenziale per proteggere la salute animale e l'economia del settore.
Confagricoltura Cuneo ribadisce la necessità di un impegno congiunto. Solo attraverso un'azione sinergica sarà possibile affrontare efficacemente questa emergenza sanitaria. La protezione del patrimonio zootecnico locale è un obiettivo comune da perseguire con determinazione.
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