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Il Wine Research Team di Orvieto destina 27 milioni di euro all'innovazione nel settore vitivinicolo, con un focus su intelligenza artificiale e sostenibilità. L'obiettivo è migliorare la gestione e supportare decisioni strategiche per il futuro del vino italiano.

Innovazione e sostenibilità nel vino

Sono stati stanziati 27 milioni di euro per la ricerca. Questi fondi sono destinati alla sostenibilità e all'intelligenza artificiale. L'applicazione riguarda l'intera filiera del vino. Il Wine research team, con sede a Orvieto, ha avviato una nuova fase. L'evento di lancio si è tenuto a Pollenzo, in provincia di Cuneo. Questo luogo è noto per essere la culla di Slow Food. Il network WRT unisce aziende vitivinicole da varie regioni italiane. Sono stati presentati i progetti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

L'iniziativa ha riunito esperti di ricerca. Hanno partecipato anche rappresentanti del mondo imprenditoriale e universitario. Sono stati illustrati undici programmi di innovazione. Nove di questi sono dedicati alle aziende associate al network. Due progetti sono stati sviluppati in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach. Un altro è stato realizzato con l'Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo.

Il ruolo dell'intelligenza artificiale

L'intelligenza artificiale (IA) è stata al centro dell'incontro. Annabella Pascale, presidente della Tenuta di Artimino, ha spiegato il potenziale dell'IA. Il settore vitivinicolo possiede già una grande quantità di dati. Questi provengono da droni, satelliti e sistemi di monitoraggio. L'obiettivo è integrare queste informazioni. Questo permetterà di migliorare la gestione delle risorse. Si punta a ottimizzare l'uso dell'acqua e dell'energia. L'IA supporterà decisioni più consapevoli. Il professor Attilio Scienza ha sottolineato l'importanza strategica dell'IA. Ha evidenziato la necessità di creare grandi banche dati nazionali. Queste banche dati permetteranno ai sistemi previsionali di operare. Si concentreranno sulle specificità della viticoltura italiana.

Andrea Fino, dell'Università di Pollenzo, ha definito il PNRR un'opportunità irripetibile. Ha affermato che il PNRR permetterà di produrre conoscenza. Sarà fondamentale per la visione strategica dell'intera filiera. La Fondazione Edmund Mach era presente con Lisa Rizzetto. La fondazione è un partner importante per questi progetti di ricerca.

Un network per il futuro del vino

Il presidente del WRT, Vincenzo Tassinari, ha aperto i lavori. Ha ricordato la nascita del network nel 2014. L'impulso iniziale venne dall'enologo Riccardo Cotarella. All'epoca parteciparono circa trenta aziende. Queste erano distribuite in diverse regioni italiane. Tassinari ha spiegato che il WRT è nato per fare ricerca e innovazione. Il principio del "working together" ha creato una collaborazione stabile. Diverse imprese lavorano insieme per obiettivi comuni. Il settore vitivinicolo affronta sfide decisive. I cambiamenti climatici sono una preoccupazione. Anche le trasformazioni economiche e dei consumi sono importanti. "Chi investe in innovazione e ricerca investe nel futuro", ha affermato Tassinari. I progetti mirano a produzioni più sostenibili ed efficienti. Un'attenzione particolare è rivolta al coinvolgimento delle nuove generazioni.

Un momento toccante è stato dedicato alla memoria di Carlo Petrini. La sorella Chiara era presente. È stata consegnata una targa commemorativa. La targa ricorda il fondatore di Slow Food. Riccardo Cotarella, presidente del Comitato scientifico del WRT, è intervenuto in video. Ha ricordato Petrini come una figura impegnata per il bene del settore. L'evento di Pollenzo segna l'inizio di una nuova fase per il network. Questa fase culminerà in autunno. Sarà presentata la nuova identità del Wine research team. Verranno svelati il logo rinnovato e le nuove iniziative. Queste accompagneranno il vino italiano nelle sfide future.

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