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Nonostante un calo delle esportazioni, la provincia di Cuneo dimostra una notevole resilienza economica. L'occupazione ha raggiunto livelli record, mentre la maggior parte delle imprese supera i cinque anni di attività.

Resilienza economica del territorio cuneese

Il 'modello Cuneo' dimostra una notevole tenuta. Questo emerge chiaramente dal rapporto 2026 della Camera di Commercio. Il presidente Luca Crosetto ha presentato i dati. La provincia si è trovata in un contesto instabile. Nonostante ciò, la sua struttura economica si è rivelata solida. Le difficoltà esterne hanno evidenziato la forza del sistema locale.

La Camera di Commercio ha analizzato i dati economici. Il rapporto evidenzia la capacità di adattamento del territorio. Questo è un segnale positivo per il futuro. La provincia affronta le sfide con determinazione.

Occupazione in forte crescita nel 2025

Il mercato del lavoro locale ha registrato un'ottima performance nel 2025. Il tasso di occupazione è salito dal 70,5% al 72,6%. Si tratta di un incremento significativo. In termini numerici, circa 7mila posti di lavoro in più sono stati creati. Questo aumento ha coinvolto sia uomini che donne. L'occupazione femminile ha visto un incremento.

L'incremento dei disoccupati, dal 2,8% al 3,3%, non desta preoccupazione. Elena Porta di Unioncamere spiega il fenomeno. «Gli inattivi sono diminuiti del 9%», ha affermato. Sono passati da 99mila a 90mila. «Una parte degli scoraggiati ora è entrata nella forza lavoro», ha aggiunto. Stanno attivamente cercando un impiego.

Longevità delle imprese e squilibri occupazionali

Un dato di grande solidità riguarda la longevità delle aziende locali. Oltre il 60% delle imprese supera i primi cinque anni di attività. Questo indica una struttura imprenditoriale robusta. La capacità di sopravvivenza è un indicatore chiave di salute economica. Le aziende cuneesi dimostrano resilienza nel tempo.

Permane uno squilibrio nell'occupazione. Il tasso maschile raggiunge il 74,8%. Quello femminile si attesta al 63%. La differenza è di quasi 12 punti percentuali. Questo divario richiede attenzione e politiche mirate. L'obiettivo è una maggiore equità nel mercato del lavoro. Le iniziative future dovranno affrontare questa disparità.

Export in flessione ma con nuove direzioni

Il 2025 ha visto un calo delle esportazioni. Il valore è sceso a 10 miliardi e 980 milioni di euro. Si tratta di una diminuzione dell'1,4% rispetto al record del 2024. L'anno precedente aveva toccato gli 11 miliardi. Le esportazioni 'made in Cuneo' hanno modificato le loro destinazioni. La quota verso i mercati dell'Unione Europea è diminuita. Ora rappresenta il 62,5% del totale.

Questo cambiamento nelle destinazioni suggerisce una diversificazione. Le aziende cercano nuovi mercati. La dipendenza dai mercati UE si è ridotta. Questo potrebbe portare a una maggiore stabilità nel lungo termine. La flessione del valore non indica necessariamente una crisi. Potrebbe essere una fase di riassestamento strategico. Le imprese si adattano alle dinamiche globali.