Nuove analisi sui resti di Corrado Gex hanno rilevato tracce di gas nervino. La perizia non conferma con certezza un avvelenamento, ma apre nuovi interrogativi sul disastro aereo del 1966.
Nuove scoperte sui resti di Corrado Gex
Sono state individuate tracce compatibili con la presenza di un agente nervino di Classe V2 nei resti di Corrado Gex. Tuttavia, gli esperti non possono affermare con assoluta certezza che si sia trattato di avvelenamento.
La concentrazione della sostanza attiva, se effettivamente presente, al momento del presunto incidente rimane sconosciuta. Questo impedisce una conclusione definitiva sull'ipotesi di avvelenamento.
Queste scoperte emergono dalla perizia commissionata dalla procura di Cuneo. I consulenti hanno esaminato i resti del parlamentare e aviatore aostano. Corrado Gex perse la vita il 25 aprile 1966 in un incidente aereo.
Il disastro aereo di Castelnuovo di Ceva
L'aereo, un Pilatus Porter, era pilotato dal 34enne deputato dell'Union Valdôtaine. L'apparecchio si schiantò su una collina a causa delle avverse condizioni meteorologiche. L'incidente causò la morte di altre sette persone.
Tra le vittime figuravano Giuseppe e Wilma Andorno, Giuseppe Chiavenuto, Maria Coudre, Plinio Maglione, Edy Tillot e Maria Adriana Zagari. La tragedia colpì profondamente la comunità locale.
Inizialmente, una commissione d'inchiesta attribuì la causa del disastro a un errore del pilota. Questa fu la conclusione ufficiale all'epoca dei fatti.
Indagini e piste alternative
Negli anni successivi, diverse indagini hanno esplorato ipotesi differenti. Si è ipotizzato un avvelenamento tramite gas nervino. Altre teorie riguardavano una possibile esplosione a bordo dell'aereo.
Queste piste alternative hanno portato alla riapertura del fascicolo nel 2020. La volontà era quella di chiarire definitivamente le circostanze della morte di Corrado Gex e degli altri passeggeri.
Il procuratore di Cuneo, Onelio Dodero, ha incaricato consulenti esperti per questa nuova fase investigativa. I professionisti Cristina Cattaneo, Domenico di Candia e Debora Mazzarelli hanno condotto gli esami.
Esumazione e stato dei resti
I resti di Corrado Gex sono stati esumati e successivamente tumulati nuovamente nel cimitero di Arvier, vicino Aosta. La cerimonia si è svolta lo scorso aprile.
Gli esperti hanno evidenziato le difficoltà nell'accertare la causa esatta del decesso. Lo stato di avanzata decomposizione dei resti ha limitato le possibilità di indagine. Questo è quanto riportato nella relazione finale degli esperti.
Non è stato possibile determinare con certezza se le lesioni contusive riscontrate siano state inflitte mentre Gex era ancora in vita. La decomposizione ha reso ambigue le prove fisiche.
Conclusioni provvisorie
Anche questa ultima indagine sembra avviarsi verso una conclusione senza risposte definitive. Le cause precise del disastro aereo rimangono avvolte nel mistero. Le tracce di gas nervino aggiungono un elemento di inquietudine.
La mancanza di dati precisi sulla concentrazione della sostanza rende difficile collegarla direttamente all'incidente. La vicenda continua a sollevare interrogativi a distanza di decenni.
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