L'assessore Bongioanni ha riunito i rappresentanti di 51 comuni piemontesi per discutere il futuro del Moscato d'Asti. Si punta a conquistare nuovi mercati e a sostenere questo prodotto d'eccellenza nonostante le sfide globali.
Incontro strategico per il vino piemontese
Si è tenuto un importante tavolo di confronto in Regione. L'incontro è stato promosso dall'assessore all'Agricoltura, Paolo Bongioanni. La richiesta è giunta dai sindaci di ben 51 comuni. Queste aree sono storicamente legate alla produzione del Moscato piemontese. Le province coinvolte sono Cuneo, Asti e Alessandria. Hanno partecipato all'evento anche i vertici del Consorzio di Tutela dell'Asti Docg e Moscato d'Asti Docg. Il presidente Stefano Ricagno era presente. Erano inoltre rappresentate le associazioni di categoria agricole. Hanno preso parte anche il mondo cooperativo. Erano presenti delegati della filiera agricola e industriale. La riunione mirava a definire strategie comuni per il settore.
Sfide globali e sostegno regionale
Paolo Bongioanni ha evidenziato la qualità dei vini. «Il Moscato d'Asti Docg e l'Asti Docg», ha dichiarato, «sono due eccellenze della vitivinicoltura piemontese». Ha poi analizzato le difficoltà attuali del settore vinicolo a livello mondiale. Tra queste, il calo dei consumi e i cambiamenti nelle abitudini. Ha menzionato anche la crisi dei mercati internazionali. Non ha dimenticato i dazi commerciali e i conflitti bellici. Infine, l'aumento dei costi delle materie prime. Nonostante queste criticità, ha sottolineato come il Moscato soffra meno di altre filiere. Questo dimostra la sua resilienza e il suo valore intrinseco. La Regione intende supportare attivamente questo comparto produttivo. L'obiettivo è garantire la sua competitività.
Promozione e nuovi mercati per il Moscato
«La Regione sta sostenendo il vino piemontese con 19 milioni di euro», ha affermato l'assessore. Di questi, quasi 8 milioni sono destinati alla promozione fuori dall'Unione Europea. È stato inoltre appena stanziato un fondo di 20 milioni. Questi fondi mirano a incentivare il ricambio generazionale nelle aziende agricole. Accanto a queste misure strutturali, la sfida principale rimane la promozione. L'obiettivo è conquistare nuovi mercati. Si vuole far apprezzare sempre di più questo prodotto straordinario. Ha aggiunto che il Moscato è più conosciuto all'estero che in Italia. Per questo motivo, ha voluto che l'Asti Docg fosse nominato «Vino dell'Anno 2026». Il vino viene promosso attivamente in tutti i 66 appuntamenti. Questi eventi si svolgono sia in Italia che nel mondo. In queste occasioni, il Piemonte promuove i suoi prodotti agroalimentari e il turismo. L'assessore ha ribadito l'impegno a valorizzare il Moscato.
Dati di produzione e prospettive future
Il vitigno Moscato trova in Piemonte un habitat ideale. Viene coltivato su circa 9.700 ettari di vigneto. Questi terreni si estendono nei 51 comuni già citati, distribuiti in 3 province. Il settore conta circa 3.500 aziende produttrici. Sono presenti inoltre 350 cantine dedicate alla trasformazione. Al primo giugno 2026, la produzione registrata ammonta a 31 milioni e 453mila bottiglie. Questo dato rappresenta un calo del 4% rispetto all'anno precedente, il 2025. L'Asti Docg mostra una leggera crescita, con un +1%. Tuttavia, il Moscato Docg fa registrare un calo più marcato, pari al 10%. Questa flessione è attribuita principalmente al crollo del tradizionale mercato statunitense. La situazione richiede un'attenta analisi e strategie mirate per recuperare quote di mercato. La collaborazione tra istituzioni e produttori è fondamentale.
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