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Il processo Glicine a Crotone si avvicina alla conclusione con richieste di condanna per l'ex governatore Mario Oliverio e numerosi politici. L'accusa ipotizza un comitato politico-affaristico legato alla 'ndrangheta.

Richieste di condanna nel processo Glicine

La Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha avanzato richieste di condanna nel processo noto come "Glicine". Il pubblico ministero Alessandro Rho ha concluso la sua requisitoria davanti al Tribunale di Crotone.

Le richieste riguardano figure di spicco della politica regionale calabrese. Tra gli imputati principali figurano l'ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, l'ex deputato del Partito Democratico Nicola Adamo, già consigliere e vice presidente regionale, e Vincenzo Sculco, ex consigliere regionale e leader del movimento "I DemoKRatici".

Accuse di condizionamento e legami con la 'ndrangheta

L'indagine, coordinata dalla DDA di Catanzaro, ha portato alla luce, nel giugno 2023, quella che l'accusa definisce una presunta associazione a delinquere. Si ipotizza un comitato politico-affaristico.

Questo presunto comitato avrebbe condizionato le amministrazioni pubbliche, sia a livello locale che regionale. Le decisioni su nomine e appalti sarebbero state influenzate. Si ipotizza anche un orientamento del voto.

In alcuni casi, le indagini hanno rivelato presunti legami diretti con le cosche di 'ndrangheta. In particolare, si menziona il clan Megna. Questi legami avrebbero rafforzato l'influenza del gruppo.

Dettagli sulle richieste di pena

Il pubblico ministero ha richiesto pene significative per i principali imputati. Per Vincenzo Sculco, ritenuto al centro dell'associazione a delinquere, sono stati chiesti 21 anni di reclusione.

Per l'ex governatore Mario Oliverio, la richiesta è di 6 anni. Per Nicola Adamo, invece, sono stati chiesti 4 anni e 6 mesi. Anche Flora Sculco, all'epoca consigliera regionale, è stata oggetto di una richiesta di 5 anni.

Complessivamente, il pubblico ministero ha sollecitato la condanna di 96 imputati su 100. La pena detentiva totale richiesta ammonta a 650 anni di carcere.

Il filone sui rifiuti e le richieste per gli imprenditori

Le richieste dell'accusa includono anche il filone investigativo relativo alla presunta gestione illecita e alle criticità del ciclo dei rifiuti. In questo contesto, sono state avanzate richieste specifiche.

Per i fratelli Giovanni e Raffaele Vrenna, imputati per la loro attività imprenditoriale legata alla società proprietaria della discarica di Columbra, sono stati chiesti 4 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno. I fratelli Vrenna sono noti anche per essere stati vertici del Crotone Calcio.

Sono stati chiesti 3 anni e 6 mesi per l'allora assessora regionale all'Ambiente, Antonietta Rizzo. La stessa pena è stata richiesta per l'ex direttore generale regionale, Domenico Pallaria.

Richieste per il filone mafioso

Per quanto concerne il filone strettamente legato alle attività mafiose, la richiesta più elevata è stata avanzata per Domenico Megna. Egli è ritenuto il promotore e vertice assoluto della cosca.

Per Domenico Megna sono stati invocati 30 anni di reclusione. Questa richiesta sottolinea la gravità delle accuse mosse nei suoi confronti.

Prossimi passi del processo

Il processo proseguirà ora con le arringhe difensive degli avvocati degli imputati. Le difese avranno l'opportunità di presentare le proprie argomentazioni.

La sentenza di primo grado è attesa per il 2027. I giudici dovranno valutare tutte le prove presentate durante il dibattimento.