Le piccole imprese calabresi hanno affrontato extracosti energetici per 81 milioni di euro, mentre le famiglie hanno visto aumentare le spese di 41 milioni in sei mesi. Questi dati evidenziano l'impatto del costo dell'energia sull'economia regionale e sul potere d'acquisto dei cittadini.
Impatto economico del caro energia in Calabria
Le micro e piccole imprese in Calabria hanno registrato spese elettriche superiori di 81 milioni di euro. Questo superamento è calcolato rispetto alla media europea dei costi. Parallelamente, le famiglie calabresi hanno affrontato un aggravio di circa 41 milioni di euro. Tale cifra riguarda la spesa per luce, gas e altri combustibili domestici. I dati provengono dall'Ufficio studi di Confartigianato. Essi sottolineano la pesante influenza del costo energetico sul tessuto produttivo e sui bilanci familiari della regione.
Dettagli sugli extracosti energetici regionali
Le cifre presentate da Confartigianato si riferiscono a periodi e fenomeni distinti. Gli 81 milioni rappresentano il costo aggiuntivo dell'elettricità per le piccole e micro imprese calabresi nel 2025. Il confronto è effettuato con i prezzi medi dell'Unione Europea. I 41 milioni, invece, stimano l'aumento dei costi per le famiglie. Questo rincaro è stato registrato tra febbraio e agosto 2026. Non si tratta quindi di una singola voce di spesa omogenea. Indicano piuttosto due distinte pressioni economiche sul territorio.
Analisi provinciale degli extracosti
Analizzando l'extracosto elettrico delle imprese a livello provinciale, Cosenza emerge con 29 milioni di euro. Segue Reggio Calabria con 22 milioni. Catanzaro registra 13 milioni. Sia Crotone che Vibo Valentia si attestano sui 7 milioni. Queste cifre rappresentano la differenza stimata rispetto a quanto le stesse attività avrebbero pagato ai prezzi medi europei. Per le famiglie calabresi, la spesa aggiuntiva per elettricità, gas e combustibili domestici è quantificata in 41 milioni. Nello stesso arco temporale, i prezzi di questi beni sono aumentati in Calabria dell'8,8%. Nelle province con dati disponibili, l'aggravio per le famiglie ammonta a 14 milioni a Cosenza, 12 milioni a Reggio Calabria e 8 milioni a Catanzaro. Le variazioni dei prezzi energetici locali sono state del 7,8%, 9,4% e 9,7% rispettivamente.
Appello per interventi urgenti
«Questi numeri ci indicano che l'energia è diventata una questione centrale per la tenuta economica della Calabria», ha dichiarato il presidente regionale di Confartigianato Calabria, Salvatore Ascioti. Una bolletta più alta per una piccola impresa significa minori risorse per investimenti in macchinari e innovazione. Per una famiglia, comporta la necessità di tagliare altre spese essenziali. L'unione di queste difficoltà impatta negativamente sui consumi e sulle prospettive delle attività locali. Ascioti chiede interventi mirati. Si punta a ridurre il divario con gli altri Paesi europei. Si auspica inoltre un riequilibrio del peso di imposte e oneri sulle bollette delle piccole imprese. «Occorre dare alle aziende condizioni più eque per competere», ha aggiunto. «E alle famiglie maggiore certezza sui costi». In una regione come la Calabria, con molte attività di piccole dimensioni, il prezzo dell'energia non può continuare a limitare la capacità di crescita.
Questa notizia riguarda anche: