Agricoltori calabresi in stato di agitazione permanente a Crotone. L'associazione Cia denuncia costi di produzione insostenibili e prezzi dei prodotti agricoli ai minimi storici, chiedendo interventi urgenti al governo e all'Europa.
Agricoltori calabresi in agitazione
Un'assemblea plenaria si è tenuta a Crotone. L'evento è stato promosso sotto lo slogan 'Terra calabra: dignità, sovranità, futuro'. L'incontro ha visto la partecipazione di numerosi agricoltori. Hanno espresso profonda preoccupazione per la loro condizione lavorativa.
Il presidente nazionale di Cia-Agricoltori italiani, Cristiano Fini, ha aperto i lavori. Ha descritto la situazione come «drammatica e mai vista prima». Ha evidenziato il divario tra costi elevati e prezzi bassi dei prodotti. Questa disparità mette a rischio la sopravvivenza delle aziende agricole.
Allarme rosso per il settore agricolo
Dalla riunione di Crotone è partito un forte grido d'allarme. Questo appello è rivolto al governo italiano e alle istituzioni europee. Gli agricoltori si dichiarano stremati. Hanno proclamato uno stato di agitazione permanente. La crisi è esplosa a causa dell'aumento dei costi di produzione. Questi sono aumentati a dismisura. Contemporaneamente, i prezzi riconosciuti per i prodotti sono crollati.
A peggiorare il quadro sono gli effetti del cambiamento climatico. Questo fenomeno ha causato una drastica riduzione delle rese agricole. Le aziende si trovano costrette a lavorare in perdita. I ricavi non coprono nemmeno i costi di produzione. Questa situazione è insostenibile nel lungo periodo.
Profitti delle multinazionali e gasolio agricolo
Il presidente regionale di Cia Calabria, Nicodemo Podella, ha criticato duramente le multinazionali dell'energia. Ha affermato che queste aziende stanno realizzando profitti record. Hanno usato le guerre come giustificazione per i loro guadagni. Il prezzo del gasolio agricolo è salito alle stelle. Podella ha sottolineato la necessità che anche gli agricoltori possano ottenere un profitto. Questo permetterebbe alle loro famiglie di vivere dignitosamente.
La richiesta è chiara: è ora che anche gli agricoltori possano trarre un utile dal proprio lavoro. La sopravvivenza delle aziende e delle famiglie che da esse dipendono è in gioco. La situazione richiede un intervento immediato per ristabilire un equilibrio economico.
Le richieste di Cia per evitare il collasso
Per prevenire il collasso del sistema agricolo e l'abbandono delle terre, Cia ha presentato una serie di richieste. Si tratta di misure straordinarie, emergenziali e strutturali. Tra queste, la garanzia di un prezzo minimo. Questo dovrebbe basarsi sui costi reali rilevati dall'Ismea. Sono richieste anche sanzioni severe contro le pratiche sleali lungo la filiera.
Inoltre, Cia chiede il ripristino immediato del credito d'imposta sul gasolio agricolo. Questo servirebbe a contrastare gli aumenti ingiustificati dei costi. Si chiede anche lo stop alle importazioni da Paesi extra-Ue. Questi Paesi utilizzano pesticidi vietati in Europa o sfruttano la manodopera a basso costo. Sono necessari maggiori controlli per contrastare le frodi. Infine, si sollecitano interventi decisi per la difesa del suolo agricolo e per il contenimento della fauna selvatica, come i cinghiali.