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In Lombardia sono 150mila i giovani che non studiano né lavorano. Un nuovo progetto mira a intercettare i segnali di fragilità e a riattivare i talenti inespressi di questa fascia demografica. L'obiettivo è ridurre drasticamente il numero di Neet.

Giovani inattivi in Lombardia, un fenomeno da affrontare

La regione Lombardia affronta una sfida significativa. Si stima che circa 150mila giovani tra i 15 e i 29 anni non siano attualmente impegnati in percorsi di studio, formazione o lavoro. Questa condizione, definita con il termine inglese Neet (Not in Education, Employment or Training), rappresenta un disagio sociale ed economico.

Per contrastare questo fenomeno, Regione Lombardia ha unito le forze con Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo. È stato presentato ufficialmente il progetto denominato “Sezione Rondine. La scuola a dispersione zero”. L'iniziativa si propone di offrire nuove prospettive a questi ragazzi.

Un metodo per riattivare i talenti giovanili

Il cuore del progetto è l'introduzione del Metodo Rondine all'interno degli istituti scolastici. Questo modello educativo si basa su pilastri fondamentali come il dialogo costruttivo, la gestione efficace dei conflitti e la cura delle relazioni interpersonali. L'obiettivo primario è quello di riconoscere precocemente i segnali di fragilità negli studenti.

Si vuole così accompagnare ogni giovane nel suo percorso formativo, evitando che si perda per strada. Il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha sottolineato con forza che «dietro ogni ragazzo fermo c'è un talento da riattivare». Ha inoltre evidenziato l'importanza di rafforzare il legame tra il mondo della scuola, la formazione professionale e il mercato del lavoro.

Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo, ha definito i 150mila Neet lombardi come «una sfida che riguarda il futuro sociale, economico e civile della regione». Ha aggiunto che l'ambizione è quella di «ridurre il fenomeno, fino ad azzerarlo» nel tempo.

Il progetto pilota e la sua espansione

L'iniziativa ha già preso avvio in tre scuole selezionate. Queste sono situate ad Albino, Brescia e Cremona, dove sono state attivate sei Sezioni Rondine. Il progetto si sta espandendo su tutto il territorio lombardo.

Attualmente, coinvolge 24 istituti scolastici distribuiti in 10 province. Include anche la Città metropolitana di Milano. Un importante sforzo formativo è in corso per i docenti: 236 sono in fase di aggiornamento, mentre 224 hanno già completato la formazione. Sono inoltre attivi 26 tutor dedicati e 111 studenti sono già stati inseriti nel percorso.

L'assessore regionale all'Istruzione, Simona Tironi, ha spiegato che il programma intende rimettere «al centro la persona e le relazioni». Questo avviene attraverso un'integrazione strategica tra servizi di orientamento, educazione civica e un più stretto collegamento tra scuola e mondo del lavoro.

Domande frequenti sui giovani Neet in Lombardia

Chi sono i giovani Neet in Lombardia?

I giovani Neet in Lombardia sono circa 150mila. Si tratta di ragazzi e ragazze tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non seguono corsi di formazione e non hanno un impiego.

Qual è l'obiettivo del progetto "Sezione Rondine"?

L'obiettivo principale del progetto "Sezione Rondine" è intercettare i giovani in difficoltà, riattivare i loro talenti inespressi e accompagnarli verso percorsi formativi e lavorativi, riducendo il fenomeno dei Neet in Lombardia.

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