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Il Consiglio comunale di Courmayeur ha bloccato l'applicazione del 'Piano Casa' per un massimo di due anni. L'obiettivo è rivedere gli strumenti urbanistici, proteggendo la residenza stabile e l'equilibrio territoriale.

Revisione urbanistica a Courmayeur dopo anni di ampliamenti

Il Consiglio comunale di Courmayeur ha deciso di sospendere l'efficacia della legge regionale denominata 'Piano Casa'. Questa normativa, in vigore dal 2009, permetteva di aumentare il volume degli edifici esistenti. La sospensione durerà al massimo 24 mesi.

L'intento di questa misura è avviare un processo di analisi approfondita. Si punta a una revisione degli strumenti urbanistici comunali. La priorità è tutelare la residenza stabile dei cittadini. Si vuole anche preservare l'equilibrio del territorio montano.

L'assessore Motta spiega le ragioni della sospensione

L'assessore all'urbanistica, Alberto Motta, ha illustrato la delibera. Ha evidenziato un notevole incremento dell'attività edilizia negli ultimi vent'anni. Questo sviluppo contrasta con il piano regolatore. Il piano consente nuove volumetrie solo per attività ricettive e abitative. Queste devono essere destinate alla residenza primaria e permanente dei residenti.

La legge regionale 24 del 2009 è stata la causa principale di questo boom edilizio. Dal 2009 al 2024, il comune ha registrato un aumento volumetrico di 76.089 metri cubi. Questo è avvenuto attraverso 459 pratiche edilizie.

Solo una piccola parte di questi volumi ampliati, circa il 14,8%, è destinata all'abitazione permanente. I dati comunali indicano che il trend è proseguito anche nei primi mesi del 2026. Si sono aggiunti circa 3.800 metri cubi con 52 pratiche.

Impatti negativi sull'equilibrio territoriale e sociale

Gli effetti di questa politica edilizia sono evidenti. Si è assistito alla creazione di numerose nuove unità residenziali. Questo ha comportato un impatto sul paesaggio. C'è stata anche una sottrazione di aree verdi in un contesto già saturo.

Si è verificato un aumento sproporzionato di abitazioni temporanee. Le seconde case sono aumentate a discapito delle prime case. Questo genera picchi di presenze nei periodi festivi. Si sono anche riscontrati disagi legati alle numerose aree di cantiere e al loro approvvigionamento.

L'assessore Motta ha sottolineato come l'impianto derogatorio del 'Piano Casa' abbia compromesso la pianificazione urbanistica. Il piano regolatore puntava a una crescita edilizia contenuta. Ora la sostenibilità delle reti infrastrutturali e dei servizi pubblici è messa a dura prova.

Calo demografico e aumento delle seconde case

Il monitoraggio effettuato dall'amministrazione comunale rivela dati preoccupanti. La popolazione residente è diminuita. Nel 2009 contava 3.059 abitanti, scesi a 2.548 nel 2025. Si tratta di una contrazione del 16,7%.

Questo calo demografico avviene parallelamente a una crescita costante delle unità immobiliari. Queste sono destinate all'uso turistico e non continuativo. Si concentrano soprattutto nei periodi di alta stagione. La sospensione del 'Piano Casa' mira a invertire questa tendenza.