La Polizia penitenziaria ha condotto un'operazione di controllo nel carcere di Rossano, rinvenendo numerosi telefoni cellulari e una quantità significativa di cocaina. L'intervento ha coinvolto diverse forze e ha evidenziato la necessità di ulteriori misure di sicurezza.
Maxi operazione nel carcere di Rossano
Un'intensa perquisizione si è svolta all'interno della casa circondariale di Rossano. L'operazione, condotta dalla Polizia penitenziaria, ha interessato sia la media che l'alta sicurezza della struttura. L'obiettivo era scovare oggetti e sostanze illecite.
L'attività di controllo è iniziata nel primo pomeriggio e si è protratta per circa dieci ore. Le operazioni si sono concluse nelle ore notturne, precisamente all'una. Questo ha richiesto un notevole dispiegamento di risorse umane e materiali.
Rinvenuti numerosi cellulari e droga
Durante la vasta operazione, gli agenti hanno fatto una scoperta sorprendente. Sono stati trovati ben ventiquattro telefoni cellulari. Questi dispositivi rappresentano un serio rischio per la sicurezza interna dell'istituto penitenziario.
Oltre ai telefoni, è stata rinvenuta anche una quantità considerevole di sostanza stupefacente. Gli agenti hanno sequestrato circa quaranta grammi di cocaina. La droga era probabilmente destinata alla distribuzione all'interno del carcere.
Coinvolti novanta agenti e unità cinofile
Per garantire l'efficacia e la sicurezza dell'operazione, sono stati impiegati circa novanta poliziotti penitenziari. Questi agenti provenivano da diversi istituti penitenziari della Calabria. La loro presenza ha permesso di coprire ampie aree della struttura.
L'intervento ha visto anche la preziosa collaborazione delle unità cinofile. I cani antidroga hanno giocato un ruolo fondamentale nell'individuazione delle sostanze illecite nascoste. La loro presenza ha aumentato l'efficacia del controllo.
Le dichiarazioni del sindacato Sappe
A rendere nota la notizia è stato Giovanni Vennari, segretario locale del Sappe (Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria). Il sindacato ha espresso apprezzamento per l'operato degli agenti coinvolti.
Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario nazionale, hanno rilasciato dichiarazioni. Hanno espresso i loro «complimenti per la brillante attività svolta» ai colleghi. Hanno sottolineato l'importanza dell'operazione per la sicurezza.
Richiesta di schermatura degli istituti
I rappresentanti del Sappe hanno colto l'occasione per ribadire una richiesta importante. Auspicano che venga presto implementata la schermatura dei telefoni cellulari negli istituti penitenziari. Questa tecnologia è già attiva a Napoli Secondigliano.
L'obiettivo è estendere questa misura di sicurezza anche alle carceri della Calabria e a tutti gli istituti penitenziari del paese. La schermatura impedirebbe l'uso di telefoni non autorizzati, migliorando il controllo interno.