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L'europarlamentare Mimmo Lucano ha visitato il carcere di Rossano incontrando tre detenuti palestinesi. Ha espresso solidarietà, denunciando le accuse come infondate e politiche. Un presidio chiedeva la loro scarcerazione.

Visita in carcere a Rossano

L'europarlamentare Mimmo Lucano ha fatto visita al carcere di Rossano. L'obiettivo era incontrare tre detenuti di nazionalità palestinese. La visita ha incluso un'ispezione della struttura penitenziaria. Ha anche avuto modo di dialogare con altri reclusi. Successivamente, ha incontrato individualmente i tre detenuti palestinesi. All'uscita, Lucano ha manifestato la sua vicinanza. Ha posto particolare enfasi sulle condizioni di salute di uno dei detenuti. Quest'ultimo soffre di diabete. Necessita urgentemente di una visita specialistica urologica.

Richiesta di scarcerazione e presidio

Davanti al penitenziario si è tenuto un presidio. L'iniziativa è stata promossa da attiviste locali. Queste facevano parte del coordinamento Corigliano-Rossano per la Palestina. Erano presenti anche membri della Freedom Flotilla Italia. Lo scopo era chiedere la liberazione dei tre detenuti. Gli organizzatori hanno diffuso una nota. Hanno denunciato l'impedimento all'ingresso di Shokri Hroub. Hroub è un interprete palestinese. Aveva già assistito Lucano e altre parlamentari in ispezioni carcerarie. È anche membro della Freedom Flotilla Italia.

Le dichiarazioni di Lucano

Uscendo dal carcere, Mimmo Lucano ha commentato la situazione. Ha riferito che la colpa dei tre detenuti è semplicemente quella di essere palestinesi. Ha aggiunto che vogliono mostrare solidarietà al loro popolo. Questo popolo, secondo Lucano, è vittima di un genocidio da parte di Israele da tre anni. Ha definito la loro detenzione assurda e inconcepibile. Ha concluso affermando di sentirsi colpevole anch'egli del "reato di Palestina".

Solidarietà e accuse politiche

Le attiviste dei coordinamenti calabresi per la Palestina hanno ribadito il loro impegno. Hanno dichiarato che continueranno a lottare. Sosterranno i detenuti fino alla loro scarcerazione definitiva. Le accuse mosse contro di loro sono considerate politiche. Servono a criminalizzare e reprimere i palestinesi. Colpiscono anche chi esprime solidarietà. La fonte di queste informazioni è la nota diffusa dalle attiviste e le dichiarazioni di Lucano.

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