Un'ampia operazione delle forze dell'ordine ha portato all'arresto di 41 persone, inclusi il sindaco di Corigliano-Rossano e altri individui coinvolti in attività mafiose. Le indagini hanno svelato reati gravi come omicidi, estorsioni e traffico di immigrati.
Maxi operazione contro la 'ndrangheta in Calabria
Le forze dell'ordine hanno eseguito un'importante operazione questa mattina. I Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Cosenza hanno arrestato 41 persone. Di queste, 24 sono state trasferite in carcere. Le restanti 17 si trovano agli arresti domiciliari.
Tra le persone sottoposte alla misura cautelare dei domiciliari figura anche Flavio Stasi. Egli ricopre la carica di sindaco di Corigliano-Rossano, rappresentando una coalizione di centrosinistra. Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Catanzaro. La richiesta è giunta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA).
Le accuse ipotizzate, a vario titolo, sono molteplici. Si parla di associazione di stampo mafioso. Sono inclusi anche reati come omicidio, detenzione e porto illegale di armi. Vengono contestate anche estorsioni, rapine e furti. L'intestazione fittizia di beni è un altro capo d'accusa. Vi sono inoltre procurata inosservanza di pena e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Tali condotte sono aggravate dal metodo o dalle finalità mafiose. È contestato anche il patto elettorale politico-mafioso. L'operazione mira a colpire le cosche della 'ndrangheta attive nell'area della Sibaritide e a Corigliano-Rossano.
Omicidi e traffico di esseri umani nel mirino
Due omicidi sono al centro delle indagini. Si contesta anche la gestione dell'immigrazione clandestina sul territorio. Questi sono solo alcuni dei reati attribuiti alle persone arrestate. L'operazione è stata coordinata dalla DDA.
Gli investigatori ritengono di aver identificato i presunti autori di un omicidio. Si tratta di Giorgio Salvatore Cimino. Egli fu colpito da diversi proiettili il 24 maggio 2001. L'agguato avvenne all'interno di un bar a Corigliano Calabro. La vittima morì il 13 giugno dello stesso anno.
L'altro delitto riguarda Carmine Morello. Egli scomparve il 9 agosto 2023. Il suo corpo fu ritrovato successivamente. Fu ucciso con tre colpi di pistola alla testa a Corigliano-Rossano. Le indagini avrebbero portato a individuare gli esecutori materiali di questo omicidio. Uno di loro è deceduto in un incidente stradale.
Secondo l'accusa, l'omicidio di Morello sarebbe maturato all'interno della 'ndrangheta. La vittima faceva parte della consorteria. Prima che ne venisse decisa la morte, egli era un membro attivo.
Favoritismo all'immigrazione clandestina con aggravante mafiosa
Alcuni indagati sono accusati di aver favorito l'immigrazione clandestina. Si parla di centinaia di cittadini stranieri. Hanno agito dietro pagamento di somme di denaro. Queste cifre si aggiravano nell'ordine di migliaia di euro. Hanno sfruttato il cosiddetto decreto flussi.
L'aggravante contestata è quella di aver agito per agevolare l'attività dell'associazione mafiosa. L'organizzazione, secondo quanto emerso, poteva contare sulla complicità di imprenditori. Questi ultimi presentavano domande di assunzione per lavoratori stagionali.
Ciò avveniva nei giorni del cosiddetto click day. Erano dedicati all'invio delle istanze telematiche. Non vi era però la reale intenzione di impiegare i lavoratori. L'unico scopo era ottenere il nulla osta. Questo permetteva l'ingresso o la permanenza in Italia. Il tutto avveniva dietro versamento di denaro.
Le indagini e le cosche coinvolte
L'indagine è partita nel 2021. Ciò è avvenuto dopo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Le investigazioni hanno delineato l'operatività dell'associazione. Essa era articolata nella cosca Acri e nella cosca di Corigliano. Queste erano funzionalmente autonome.
Tuttavia, agivano sotto il controllo del Locale di Cirò, nel crotonese. L'operazione odierna rappresenta un duro colpo alle organizzazioni criminali radicate nel territorio.