Una nuova truffa via SMS sta colpendo i residenti di 13 comuni veneti, segnalando irregolarità nella tassa rifiuti. Sive, la società di gestione, lancia l'allarme per proteggere i cittadini da furti di dati e denaro.
Allarme truffa sms sulla tassa rifiuti
Nuovi messaggi fraudolenti stanno circolando tra i cittadini. Questi SMS informano di presunte irregolarità nel pagamento della tassa sui rifiuti (Tari). L'obiettivo è indurre le persone a chiamare un numero specifico. La società Sive, che opera in 13 Comuni della Bassa Veronese, ha lanciato un avviso urgente. Molti residenti, tra cui quelli di Legnago e Cerea, hanno segnalato la ricezione di questi messaggi. La truffa mira a rubare dati sensibili e denaro.
La fantasia dei truffatori sembra non avere limiti. Sfruttano le nuove tecnologie per ingannare i cittadini. Questa volta il bersaglio è la Tari, l'imposta sui rifiuti. Le imprese e i privati cittadini pagano questa tassa tramite le società che gestiscono il servizio. I messaggi arrivano sui cellulari degli utenti. Notificano problemi nei pagamenti della tassa. L'invito è a contattare un numero per evitare conseguenze.
Il meccanismo della truffa
Il testo dei messaggi è allarmante. Indica una «posizione TARI irregolare». Chiede un «tempestivo contatto al numero: 89347772». L'obiettivo è creare urgenza e spingere all'azione. Chiamando quel numero, però, non si parla con gli operatori di Sive. Si attiva invece un meccanismo dannoso. Questo può portare al furto di dati personali. Vengono presi di mira anche i dati bancari. Il rischio è il prosciugamento del conto corrente. La truffa è stata segnalata anche in altre regioni italiane.
Gli utenti della Bassa Veronese hanno mostrato prontezza. Hanno contattato gli uffici di Sive per verificare la veridicità degli avvisi. L'azienda, guidata da Vittorio Ceccato, ha agito rapidamente. Dopo le prime segnalazioni, ha diffuso un comunicato ufficiale. La nota è a firma del direttore generale Davide Avanzo. L'avviso mette in guardia famiglie e aziende dei 13 Comuni serviti. Avanzo ha anche inviato una Pec alla Polizia postale. L'obiettivo è richiedere provvedimenti contro questa truffa diffusa a livello nazionale.
Comunicazione ufficiale di Sive
Il direttore generale Davide Avanzo ha chiarito la situazione. Nel comunicato ufficiale si legge: «Questo messaggio è un falso e un chiaro tentativo di truffa». Ha aggiunto: «La nostra società non utilizza questo numero e non invia comunicazioni di questo genere». Sive ribadisce che non contatta mai i propri utenti tramite numeri di questo tipo per questioni di pagamento. Si invitano i cittadini a non rispondere a tali messaggi. È consigliabile bloccare il numero e segnalare l'accaduto alle autorità competenti. La vigilanza dei cittadini è fondamentale per contrastare questi raggiri.
Affidamento del servizio di riscossione
Parallelamente all'allarme truffa, Sive ha avviato nuove procedure. Si tratta dell'affidamento in concessione del servizio di riscossione coattiva della Tari. Questo servizio riguarda i Comuni soci di Sive. Tra questi figurano Albaredo, Bonavigo, Cerea, Cologna, Legnago, Minerbe, Sanguinetto, Villa Bartolomea e l’Adige Guà (che comprende Pressana, Roveredo, Veronella e Zimella). Le imprese interessate hanno tempo fino all'8 maggio alle 12:00 per presentare le domande. Il contratto avrà una durata di 10 anni, dal 1° settembre al 31 agosto 2031.
L'operatore vincitore della gara riceverà un aggio. Questo non potrà superare il 12% dell'importo lordo riscosso. Sive stima che nei prossimi cinque anni saranno gestiti oltre 36mila solleciti di pagamento. Il valore totale ammonterebbe a circa 10,3 milioni di euro. La maggior parte di questi solleciti, secondo le previsioni, riguarderà Legnago. Si stimano oltre 13mila versamenti arretrati da riscuotere solo in questo comune.
Questa notizia riguarda anche: