Allarme a Cologna Veneta per la presenza di cloruro di vinile nella falda acquifera. Il sindaco Manuel Scalzotto ha lanciato un appello urgente ai cittadini, invitandoli a non utilizzare l'acqua dei pozzi privati per alcun uso. Le analisi hanno rivelato concentrazioni molto elevate, sollevando preoccupazioni per la salute pubblica e la necessità di identificare la fonte dell'inquinamento.
Appello del sindaco alla cittadinanza
Il sindaco di Cologna Veneta, Manuel Scalzotto, ha rivolto un accorato appello alla popolazione. Ha esortato tutti a effettuare analisi sui propri pozzi privati. L'invito è chiaro: evitare l'uso dell'acqua per irrigare o lavare veicoli. Questa raccomandazione nasce dalla scoperta di cloruro di vinile monomero (Cvm) nella falda acquifera centrale. L'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (Arpav) ha rilevato i contaminanti. Le autorità locali stanno monitorando la situazione con grande attenzione. Al momento, non sono disponibili dati definitivi sulle nuove analisi commissionate dal Comune. Tuttavia, il primo cittadino ha indicato che, per ora, non sembrano esserci altre aree contaminate.
Pericoli del cloruro di vinile
L'incontro pubblico, organizzato dal circolo Perla Blu di Legambiente, ha fornito dettagli cruciali sul Cvm. Questo composto chimico è descritto come incolore e infiammabile. È anche estremamente tossico per gli organismi viventi e poco solubile in acqua. L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) classifica il Cvm come cancerogeno accertato per l'uomo. Il chimico Fabrizio Zago ha illustrato i suoi molteplici impieghi. Il Cvm è fondamentale nella produzione del Pvc, materiale usato in tubi, infissi e sedie. Il fatturato globale del Pvc supera i 100 miliardi di dollari. Il medico Francesco Bertola, dell'Associazione Medici per l'Ambiente (Isde), ha sottolineato i limiti di sicurezza. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) raccomanda 0,3 microgrammi per litro. La normativa italiana accetta fino a 0,5 microgrammi per litro nell'acqua potabile. Le concentrazioni rilevate a Cologna Veneta superano di gran lunga questi valori.
Concentrazioni allarmanti e possibili origini
I livelli di Cvm registrati a Cologna Veneta sono significativamente elevati. Sono paragonabili a quelli trovati in siti industriali gravemente inquinati. Il dottor Bertola ha citato un caso a Serravalle Scrivia, dove concentrazioni elevate di Cvm nella falda superficiale portarono a un aumento dei tumori. Le prime rilevazioni di Cvm nella falda di Cologna Veneta risalgono a settembre 2024. Furono effettuate tramite i pozzi piezometrici dell'Arpav, usati per il monitoraggio dei Pfas. Nel pozzo più profondo di piazzale Vittorio Veneto, i livelli variavano tra 289 e 1.730 microgrammi per litro. Nel pozzo più superficiale, i valori erano tra 0,67 e 9,8 microgrammi per litro. Anche a San Sebastiano, a 4 chilometri dal centro, i valori oscillavano tra 0,89 e 12,9 mg/l. Un dato particolarmente preoccupante, simile a quello di Porto Marghera, è stato registrato a settembre 2025: 2.440 microgrammi per litro. Il sindaco Scalzotto ha espresso incertezza sulla provenienza dell'inquinamento. Potrebbe trattarsi di uno sversamento di solventi industriali. Oppure, di un vecchio deposito chimico che rilascia Cvm seguendo i movimenti della falda. Le indagini sulle aziende locali non hanno rivelato perdite tossiche dirette. Legambiente ha reso noto che Arpav offre analisi gratuite per pozzi privati e aziende.