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I cani da tartufo sono stati i protagonisti indiscussi del 46° Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato a Città di Castello. L'evento, svoltosi nei primi tre fine settimana di novembre, ha celebrato questi straordinari animali e il loro legame con la tradizione locale.

Cani da tartufo in gara al salone nazionale

La 46ª edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato ha visto i cani da cerca come assoluti protagonisti. L'evento si è tenuto a Città di Castello, una località rinomata per la sua ricca tradizione tartufigena. Le competizioni canine si sono svolte nei Giardini del Cassero, attirando l'attenzione di appassionati e curiosi. Questi fedeli amici a quattro zampe hanno dimostrato le loro eccezionali abilità nella ricerca del pregiato fungo ipogeo.

L'associazione Tartufai Alta Valle del Tevere, in collaborazione con il Comune, ha organizzato il quinto memorial Alessandro Ghigi. Questa competizione è dedicata a celebrare la figura di Ghigi e a promuovere l'arte della cerca del tartufo. Le gare hanno visto la partecipazione di cani di diverse età e razze. Le categorie includevano cuccioli fino a sette mesi, la categoria libera per adulti e la prova di riporto. Ogni categoria ha messo in luce differenti aspetti delle capacità dei cani.

Un momento particolarmente toccante è stato il premio “Jimmy”. Questa iniziativa è stata istituita in memoria di Giovannino Jimmy Cecchini, una figura storica nel settore del tartufo e un imprenditore di successo. Il premio è stato assegnato al giovane tartufaio in gara, incoraggiando le nuove generazioni a proseguire questa antica tradizione. La cerimonia di premiazione ha sottolineato l'importanza di tramandare il sapere e la passione per il tartufo.

Oltre 70 “cavatori”, ovvero tartufai, hanno risposto all'invito dell'Associazione Tartufai Altotevere. L'associazione ha organizzato una competizione su ring specificamente dedicata alla ricerca e all'estrazione del tartufo da parte dei cani. La partecipazione numerosa testimonia l'importanza dell'evento e l'entusiasmo della comunità tartufigena locale. La competizione ha rappresentato un'occasione per confrontare tecniche e strategie di cerca.

Tra i partecipanti, erano presenti diverse razze canine specializzate nella cerca. Si sono visti bracchi, bracchi-pointer, lagotti, meticci selezionati e cocker spaniel. Ogni razza porta con sé caratteristiche uniche che contribuiscono al successo nella ricerca del tartufo. La diversità delle razze in gara ha reso la competizione ancora più interessante, evidenziando l'adattabilità dei cani a questo lavoro specifico.

Per conquistare il podio, i cani dovevano individuare, nel minor tempo possibile, sei tartufi di ottima qualità. Questi tartufi, denominati “trifola”, erano disseminati a debita distanza l'uno dall'altro in un'area di terreno accuratamente delimitata. La precisione e la velocità erano fondamentali per ottenere un buon punteggio. La qualità del tartufo trovato era un altro criterio di valutazione importante.

Valorizzazione del territorio e delle tradizioni

La presenza di cani da tartufo in Altotevere è una delle più elevate in Italia. Questo dato sottolinea la profonda connessione tra il territorio e questa attività. La regione è un vero e proprio scrigno di biodiversità, dove il tartufo trova un habitat ideale per la sua crescita. La tradizione della cerca si tramanda di generazione in generazione, mantenendo vive le radici culturali.

Il sindaco Luca Secondi e l'assessora al Commercio e Turismo, Letizia Guerri, hanno evidenziato l'importanza dell'evento. Hanno sottolineato come il salone contribuisca alla promozione e valorizzazione del comprensorio e dell'intera Umbria. L'evento non è solo una competizione, ma un veicolo per promuovere il patrimonio culturale, artistico e ambientale della regione. Il turismo legato al tartufo è un settore in crescita.

«I tartufai e i loro straordinari cani, razze impareggiabili», hanno affermato il sindaco e l'assessora, «sono i veri protagonisti di questo importante settore agro-alimentare». Hanno aggiunto che questa attività contribuisce significativamente a elevare l'immagine e la promozione del territorio. La cerca del tartufo è un'attività profondamente radicata nella storia e nelle tradizioni locali. La sua valorizzazione passa anche attraverso eventi come questo salone nazionale.

Il salone nazionale del bianco pregiato rappresenta un’occasione unica per scoprire le eccellenze enogastronomiche dell'Umbria. Il tartufo bianco, in particolare, è un prodotto di altissimo pregio. La sua ricerca richiede conoscenze specifiche, pazienza e, soprattutto, l'aiuto insostituibile dei cani addestrati. L'evento ha offerto anche degustazioni e momenti di approfondimento sul mondo del tartufo.

La presenza dei cani da tartufo non è solo una questione di abilità, ma anche di un legame profondo tra l'uomo e l'animale. Questo rapporto di fiducia e collaborazione è fondamentale per il successo della cerca. I cani, con il loro olfatto finissimo, sono in grado di individuare i tartufi nascosti nel sottosuolo. La loro dedizione e intelligenza sono ammirate da tutti i partecipanti.

L'organizzazione dell'evento ha curato ogni dettaglio per garantire il successo delle competizioni e la piena soddisfazione dei partecipanti. La scelta dei Giardini del Cassero come location ha offerto uno scenario suggestivo. L'area è stata allestita per permettere ai cani di esprimere al meglio le loro potenzialità, in un ambiente sicuro e controllato. La competizione ha rappresentato un momento di aggregazione per la comunità.

Il Comune di Città di Castello si conferma ancora una volta un punto di riferimento per la valorizzazione dei prodotti tipici e delle tradizioni locali. L'amministrazione comunale ha dimostrato un forte impegno nel sostenere iniziative che promuovono il territorio e le sue eccellenze. Il salone del tartufo è un esempio di come cultura, agricoltura e turismo possano integrarsi efficacemente.

La Valle del Tevere, in particolare l'area di Città di Castello, è un territorio vocato alla produzione di tartufi di alta qualità. La presenza di boschi e terreni adatti, unita a un clima favorevole, crea le condizioni ideali per la crescita di diverse specie di tartufi. La cerca è un'attività che richiede grande rispetto per l'ambiente e per le normative vigenti, garantendo la sostenibilità della raccolta.

L'evento ha avuto anche una risonanza mediatica significativa, attirando l'attenzione di testate giornalistiche e appassionati da tutta Italia. Questo ha contribuito a rafforzare l'immagine di Città di Castello come capitale del tartufo bianco pregiato. La copertura mediatica ha permesso di raggiungere un pubblico più ampio, promuovendo ulteriormente il territorio e le sue peculiarità.

In conclusione, il 46° Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato è stato un successo, grazie soprattutto alla partecipazione attiva dei tartufai e dei loro instancabili cani. Questi animali, veri e propri atleti del bosco, hanno dimostrato ancora una volta perché sono considerati insostituibili nella caccia a questo prezioso dono della terra. L'evento ha ribadito l'importanza di preservare e promuovere le tradizioni legate al tartufo, un patrimonio inestimabile per l'Umbria e per l'Italia.