La 46ª edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato ha preso il via a Città di Castello, celebrando un prodotto d'eccellenza con esemplari di notevole valore. L'evento, che si estende per diversi fine settimana, mette in risalto la tradizione, la cultura e l'economia legate alla trifola in Umbria.
Il Salone del Tartufo Bianco Pregiato apre i battenti
La 46ª edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato ha ufficialmente preso il via a Città di Castello. L'inaugurazione si è svolta nel pomeriggio di domenica 31 ottobre 2026, segnando l'inizio di una manifestazione dedicata a uno dei prodotti gastronomici più ricercati. L'evento si protrarrà per diversi fine settimana nel cuore del centro storico della città.
I primi giorni della kermesse hanno già stupito i presenti con la presentazione di tartufi di dimensioni eccezionali. Queste pregiate trifole sono state stimate con valori che oscillano tra i 2.000 e oltre i 4.000 euro al chilogrammo. Un vero e proprio tributo della terra umbra a un evento che da quasi mezzo secolo celebra l'unicità di Città di Castello.
Questa località è nota per essere il luogo di origine di circa un terzo dei tartufi italiani. Il "tuber magnatum pico", il tartufo bianco pregiato, si conferma il re indiscusso della stagione autunnale. La sua ricerca e raccolta coinvolge oltre 1.500 cavatori, supportati da circa 3.000 cani con un fiuto infallibile. Questa attività, profondamente radicata nel territorio, è stata riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
L'offerta gastronomica non si limita al tartufo bianco. Durante l'anno, la regione celebra anche il "bianchetto" in primavera, il tartufo nero e lo "scorzone" estivo. Questi prodotti completano il ricco ventaglio di specialità che la terra umbra offre ai buongustai.
Un'immersione nel mondo del tartufo e delle eccellenze locali
Il Salone si articola in tre fine settimana di novembre, tutti percorsi dal profumo inebriante del tartufo. I visitatori potranno esplorare il mercato dedicato al tartufo bianco pregiato, immergersi nel villaggio dei sapori e scoprire le numerose eccellenze del territorio umbro. La manifestazione include anche proposte culinarie tipiche, showcooking e attività esperienziali pensate per tutte le età.
Un'area speciale, situata sotto il loggiato Gildoni, è interamente dedicata al mondo del tartufo bianco pregiato. Qui, sei aziende locali specializzate e l'Associazione Tartufai dell'Alta Valle del Tevere presentano i loro prodotti e le loro competenze. Un'occasione unica per conoscere da vicino la filiera e le storie di chi lavora con passione.
Particolare interesse suscita il museo del tartufo, frutto della passione e della dedizione di Saverio Bianconi, uno storico del tartufo. Bianconi ha raccolto nel tempo oggetti e pezzi unici che raccontano la leggendaria figura del cavatore: dalla bicicletta alla bisaccia, dai vanghini all'affettatrice più grande del mondo. Questo percorso museale mira a far conoscere il prodotto, il lavoro e la passione che custodiscono la tradizione e la cultura del tartufo.
Il percorso culturale e gastronomico prosegue verso il "quadrilatero" di Palazzo Bufalini. Questo spazio, ribattezzato il "palazzo del bianco pregiato", offre un viaggio attraverso le eccellenze del territorio, i prodotti agricoli e le specialità promosse dai presidi Slow Food. Le piazze di Città di Castello diventano così protagoniste indiscusse di questi tre weekend dedicati al gusto e alla scoperta.
Un gemellaggio tra terre di tartufo
L'inaugurazione ha visto la partecipazione di figure istituzionali di rilievo, tra cui il sindaco di Alba (Cuneo), Alberto Gatto. La sua presenza sottolinea il consolidamento del rapporto di amicizia e sinergia tra l'Altotevere umbro e il Piemonte, in particolare le Langhe, terre entrambe patria della "trifola" e riconosciute eccellenze nazionali.
Al taglio del nastro erano presenti anche il sindaco di Città di Castello, Luca Secondi, l'assessore al turismo e commercio, Letizia Guerri, il presidente dell'Ente fiera del salone nazionale bianco pregiato, Lazzaro Bogliari, e l'assessore regionale alle politiche agricole, Simona Meloni. Erano inoltre rappresentati istituzioni nazionali e regionali, autorità civili, religiose e militari, nonché l'intera filiera del tartufo, espositori e associazioni di categoria.
Le parole pronunciate dai presenti hanno evidenziato l'orgoglio nel celebrare l'identità autentica del mondo della trifola, considerata in questi territori come sinonimo di cultura, tradizione, passione, gastronomia ed economia. La nota del Comune ha riportato queste dichiarazioni, sottolineando il valore dell'evento.
L'assessora regionale Simona Meloni ha ribadito il valore crescente del Salone nazionale del bianco pregiato, evidenziandone la qualità, la partecipazione e l'attrattiva in continua crescita. Ha descritto la manifestazione non solo come un appuntamento gastronomico, ma come un vero e proprio motore di promozione territoriale. È un luogo d'incontro tra tradizione, ricerca e imprese locali che valorizzano le eccellenze umbre. Il tartufo bianco, ha aggiunto, porta l'Umbria sulle tavole di tutto il mondo, raccontando la bellezza e la magia della regione e la qualità delle imprese del settore.
Il sindaco di Alba, Alberto Gatto, ha espresso il piacere di essere presente alla 46ª edizione, ricordando che Alba fa parte dell'Associazione nazionale città del tartufo. Ha sottolineato la coincidenza con la Fiera internazionale di Alba, rendendo il confronto tra i due territori particolarmente significativo. Temi comuni come il cambiamento climatico, la stagionalità e la gestione sostenibile della cerca sono stati al centro della discussione. Gatto ha evidenziato l'importanza di conoscere da vicino una realtà che coinvolge oltre 1.800 cavatori negli otto comuni dell'Alta Valle del Tevere, con una produzione di tartufo distribuita lungo tutto l'arco dell'anno.
Prospettive stagionali e riconoscimenti
Gli esperti del settore prevedono una stagione di grandi soddisfazioni a tavola, grazie alla qualità e, potenzialmente, anche alla quantità del raccolto. Il periodo di cerca, che si sta allungando rispetto al passato, sembra promettere bene. Giuliano Martinelli, presidente di Cna Umbria, ha confermato: "Si preannuncia una buona stagione allungata con un tartufo di ottima qualità. In Umbria e in altotevere non ci saranno forse grandi quantità ma tanta qualità".
Subito dopo il taglio del nastro, si è tenuta una cerimonia di consegna di targhe ufficiali. Il Comune e l'ente fiera hanno voluto premiare persone che nel corso degli anni hanno rappresentato un punto di riferimento nella promozione del territorio e nella salvaguardia di valori e tradizioni tramandate di padre in figlio. Tra i premiati, una menzione speciale è andata ad Aldo Bianchini, 93 anni, da oltre 70 anni un esperto cavatore di tartufi. Bianchini è considerato un simbolo degli oltre 1500 tartufai tifernati, una comunità che si posiziona al secondo posto in Italia per numero, subito dopo Forlì.
Un'altra targa è stata assegnata a Gianna Bianconi, conosciuta da tutti come "Nara". A 65 anni, è la prima donna tartufaia a ricevere questo riconoscimento, con oltre 50 anni di appassionata e tenace attività nel campo della cerca del tartufo. Questi riconoscimenti sottolineano l'importanza di preservare e valorizzare le figure storiche e le nuove generazioni che portano avanti questa antica tradizione.