Le cure e il supporto per i disturbi alimentari risultano spesso inadeguati sia in Italia che a livello globale. Esperti sottolineano l'urgenza di potenziare la prevenzione, agendo su fattori protettivi e informando sui rischi legati ai social media e alla 'diet industry'.
Allarme sulla carenza di cure adeguate
Le patologie legate all'alimentazione non sempre ricevono cure e sostegno sufficienti. Questa è la dura realtà, secondo la psichiatra Laura Dalla Ragione. La dottoressa, esperta riconosciuta nel campo, evidenzia una criticità diffusa sia in Italia che nel resto del mondo. La sua analisi sottolinea l'importanza cruciale di agire sulla prevenzione per contrastare questo fenomeno.
La dottoressa Dalla Ragione è una figura di spicco nel panorama degli studi sui disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. La sua consulenza scientifica per la Fondazione Cotarella le conferisce un'ulteriore autorevolezza nel dibattito.
Giornata mondiale e strategie di prevenzione
Il prossimo 2 giugno si celebra la Giornata mondiale dedicata ai disturbi alimentari. Questa ricorrenza, istituita nel 2015 dall'Academy for Eating Disorders (Aed), mira a sensibilizzare l'opinione pubblica. L'obiettivo è accrescere la consapevolezza su patologie che rappresentano un grave problema sociale.
Per una prevenzione efficace, secondo Dalla Ragione, è necessario intervenire sui cosiddetti fattori protettivi. Questi includono il supporto ai giovani nello sviluppo dell'autostima e della consapevolezza di sé. Altrettanto importante è la capacità di gestire le emozioni e il rapporto con il proprio corpo.
Il Ministero della Salute individua quattro aree d'intervento prioritarie. La scuola riveste un ruolo fondamentale in questo contesto. Anche il mondo dello sport è considerato un ambito cruciale per la prevenzione.
Il ruolo dei social media e della 'diet industry'
I social media rappresentano un terreno particolarmente delicato. È indispensabile fornire ai giovani gli strumenti e le regole per affrontare l'impatto emotivo delle informazioni online. La dottoressa Dalla Ragione sottolinea questo aspetto come essenziale.
Un altro fattore critico è la cosiddetta 'diet industry'. Questa promuove ancora troppo spesso la magrezza come unico ideale di bellezza e salute. Tale messaggio può avere conseguenze negative sulla percezione del proprio corpo.
Evoluzione dei disturbi e nuove forme emergenti
Le patologie legate all'alimentazione sono in continua evoluzione. L'anoressia nervosa rimane il disturbo più diffuso. Tuttavia, negli ultimi anni sono emerse nuove forme, talvolta più difficili da identificare.
Tra queste, la psichiatra cita l'Arfid (Avoidant Restrictive Food Intake Disorder). Questo disturbo, ancora poco conosciuto, porta a una forte limitazione dei cibi assunti. Le cause possono essere legate alla forma, al colore, all'odore o alla paura di malessere.
Altri disturbi in crescita includono l'ortoressia, un'ossessione per l'alimentazione sana. Spesso si collega alla bigoressia, l'ossessione per la massa muscolare. La diabulimia, infine, riguarda persone con diabete di tipo 1 che usano impropriamente l'insulina per controllare il peso.
Situazione dei centri specializzati in Italia e Umbria
Nel nostro Paese operano circa 150 centri specializzati in disturbi alimentari. Di questi, 120 appartengono al Servizio sanitario nazionale, mentre 30 sono privati accreditati. La distribuzione geografica vede 78 strutture al Nord, 31 al Centro e 41 tra Sud e Isole.
L'assistenza, come ribadito più volte, risulta ancora insufficiente, specialmente in alcune aree del Paese. L'Umbria vanta centri di eccellenza come Palazzo Francisci a Todi, il Centro Dai di Città della Pieve e il Centro Dca di Umbertide.
Esistono anche strutture di supporto che accompagnano il paziente nelle fasi iniziali e post-acuzie. Queste aiutano a prevenire aggravamenti e ricadute. Tra queste, la Fondazione Cotarella opera con Verdeluce.
Il ruolo della Fondazione Cotarella
La Fondazione Cotarella, istituita nel 2021, si dedica alla prevenzione dei disturbi alimentari. Offre supporto alle strutture sanitarie, ai pazienti e alle loro famiglie. Il suo impegno mira a colmare le lacune nell'assistenza e a promuovere una maggiore consapevolezza.