Un comitato civico di Chieti esprime forte preoccupazione per il futuro della sanità locale, accusando il Comune di disinteresse e assenza di risposte concrete. Vengono evidenziati rischi per la scuola di Medicina, la qualifica ospedaliera e la disponibilità di posti letto.
Criticità sanitarie e preoccupazioni per il futuro
La salute pubblica a Chieti è al centro di un acceso dibattito. Un comitato civico ha sollevato serie preoccupazioni riguardo al futuro del sistema sanitario cittadino. Viene denunciato un «assordante disinteresse» da parte della classe politica locale. La situazione attuale è definita «allarmante».
Il Comitato civico Salute pubblica di Chieti ha deciso di rendere pubblica la propria posizione. Annuncia un incontro aperto alla cittadinanza. L'appuntamento è fissato per mercoledì 1° aprile alle ore 11. La location scelta è il Caffè Vittoria, situato in corso Marrucino.
L'iniziativa nasce dalla mancata convocazione di un consiglio comunale straordinario. Tale richiesta era stata formalizzata lo scorso 9 febbraio. L'obiettivo era discutere delle molteplici criticità che affliggono il sistema sanitario locale. Il comitato esprime frustrazione per la mancanza di ascolto.
«Siamo costretti a convocare una conferenza stampa», dichiara il comitato. La motivazione è chiara: «l’assenza di risposte da parte della giunta e dei consiglieri comunali». Si attende un confronto diretto con le istituzioni.
La scuola di Medicina a rischio
Una delle principali preoccupazioni riguarda la scuola di Medicina e Chirurgia. Esiste il concreto rischio di una sua possibile chiusura. La scadenza prevista per la verifica dei requisiti di accreditamento da parte della commissione Anvur è il 2026. Questo rappresenta un nodo cruciale per il futuro dell'ateneo.
«Senza correttivi sui percorsi formativi», sottolineano i rappresentanti del comitato, si potrebbe compromettere seriamente l'offerta universitaria. Non solo, anche il futuro dell'assistenza sanitaria nella regione potrebbe risentirne negativamente. La formazione dei futuri medici è fondamentale.
La qualità dell'insegnamento e della ricerca è strettamente legata all'accreditamento. La perdita di questo status avrebbe conseguenze a cascata. L'università di Chieti potrebbe perdere attrattività per studenti e ricercatori. Questo indebolirebbe ulteriormente il tessuto sanitario locale.
Il comitato chiede interventi urgenti per garantire la sostenibilità della scuola. Si auspica un dialogo costruttivo con le autorità accademiche e sanitarie. La formazione medica di alto livello è un pilastro per la salute dei cittadini.
Ospedale di Chieti e riorganizzazione regionale
Un altro punto dolente riguarda il ruolo dell'ospedale di Chieti. La sua posizione all'interno della rete ospedaliera regionale è a rischio. Si paventa la concreta possibilità di una perdita della qualifica di Dea di secondo livello. Questa funzione potrebbe essere trasferita a Pescara.
La scadenza per questa potenziale riorganizzazione è fissata entro settembre 2026. La decisione si basa su una riorganizzazione approvata a livello regionale. Il comitato teme che questo possa creare uno squilibrio nell'offerta sanitaria. L'ospedale di Chieti rischierebbe di essere declassato.
La perdita del livello Dea implicherebbe una riduzione delle specializzazioni e dei servizi offerti. Questo avrebbe un impatto diretto sulla qualità delle cure per i pazienti. L'accesso a trattamenti complessi potrebbe diventare più difficile.
Si segnala inoltre una generale diminuzione dei posti letto disponibili. La Asl Lanciano Vasto Chieti soffre di questa carenza. Particolarmente critica è la situazione per i reparti di riabilitazione e lungodegenza. La minore disponibilità di posti letto ha ripercussioni dirette sull'assistenza erogata.
I cittadini potrebbero dover attendere più a lungo per accedere a cure necessarie. La qualità dell'assistenza ne risentirebbe inevitabilmente. Il comitato chiede un piano concreto per aumentare la capacità ricettiva delle strutture.
Chiusura scuole di specializzazione e proposte
Il quadro delle criticità si completa con la recente chiusura di alcune scuole di specializzazione. Tra queste, si citano Urologia e Anestesia e rianimazione. Questi eventi vengono interpretati come un progressivo indebolimento del sistema sanitario. Anche quello universitario cittadino ne uscirebbe penalizzato.
La chiusura di queste specializzazioni riduce le opportunità formative per i medici. Inoltre, limita la disponibilità di specialisti sul territorio. Questo può tradursi in tempi di attesa più lunghi per i pazienti.
Di fronte a questo scenario, il comitato avanza delle proposte concrete. Una delle più importanti è la riattivazione del percorso per la costituzione dell'azienda ospedaliero-universitaria a Chieti. Questo progetto era già stato avviato in passato ma non è mai stato portato a termine.
La creazione di un'azienda unica integrerebbe meglio le funzioni ospedaliere e universitarie. Potrebbe portare a una maggiore efficienza e a un miglior coordinamento delle attività. Si creerebbero sinergie preziose per la ricerca e la cura.
La domanda che il comitato rivolge all'amministrazione comunale è diretta: «Perché non è stato convocato il consiglio comunale richiesto?». Si chiede un confronto urgente e trasparente sul futuro della sanità cittadina. La salute dei cittadini non può attendere.