Modena: 14 arresti, sventato assalto a portavalori
Quattordici persone sono state arrestate nel Modenese. La Polizia di Stato ha sventato un imminente assalto a un portavalori sulla A1. Le indagini sono partite da Chieti.
Operazione antidroga nel Modenese: 14 arresti
Un'importante operazione di polizia ha avuto luogo nel pomeriggio di ieri, 18 marzo 2026. L'azione si è concentrata nella zona di Vignola, in provincia di Modena. Le forze dell'ordine hanno eseguito quattordici ordinanze di custodia cautelare.
L'obiettivo principale dell'operazione è stato lo smantellamento di una pericolosa banda criminale. Questa associazione a delinquere era dedita a rapine. Le autorità sono riuscite a prevenire un grave colpo.
Si trattava di un assalto pianificato ai danni di un portavalori. Il bersaglio si trovava sull'autostrada A1. L'azione era in fase avanzata di preparazione.
Sventato assalto a portavalori sulla A1
La banda criminale aveva messo nel mirino dei furgoni blindati. Questi mezzi appartenevano a una nota società di trasporto valori. I furgoni erano in partenza da Bologna. La loro destinazione finale era Paderno Dugnano, nel milanese.
Le indagini che hanno portato agli arresti sono iniziate tempo fa. La scintilla è scoccata a Chieti. In particolare, la città di Ortona è stata teatro di un recente assalto simile. Questo evento risale allo scorso gennaio.
La Procura di Chieti ha coordinato le prime fasi investigative. Successivamente, la magistratura di Modena ha collaborato attivamente. La sinergia tra le due procure è stata fondamentale.
L'operazione di ieri a Vignola ha visto l'esecuzione di un decreto di perquisizione e sequestro. Tale decreto era stato emesso proprio dalla procura di Chieti. L'azione ha di fatto sventato il colpo armato.
Identikit dei fermati e armamenti sequestrati
La maggior parte degli arrestati proviene dall'area di Cerignola, in provincia di Foggia. Tra i fermati figura anche un cittadino di nazionalità albanese. L'operazione è scattata in prossimità del mercato ortofrutticolo di Vignola.
Oltre ai quattordici arresti, sono state sequestrate numerose armi. Si tratta di armamenti automatici di grosso calibro. Tra questi, sono stati trovati almeno quattro mitra AK 47.
Il sequestro ha riguardato anche materiale esplosivo. Sono state recuperate polveri piriche, sia con inneschi elettronici che manuali. Questo materiale indica la pericolosità del gruppo.
Per ostacolare il traffico e bloccare eventuali inseguimenti in autostrada, la banda aveva preparato dei deterrenti. Sono stati trovati tre secchi riempiti di chiodi a punta. Inoltre, sono state rinvenute taniche di benzina.
Gli arrestati erano equipaggiati per il travisamento. Sono stati sequestrati numerosi indumenti utili a nascondere la loro identità.
Veicoli e tecnologia per l'assalto
Per trasportare l'ingente quantitativo di armi e attrezzature, il gruppo utilizzava un autoarticolato. Questo mezzo pesante è risultato essere di proprietà di uno degli arrestati. È stato regolarmente sequestrato.
A disposizione della banda c'erano anche quattro automobili di grossa cilindrata. Tra queste, sono state identificate vetture dei marchi Maserati e Audi. Questi veicoli servivano per gli spostamenti rapidi e per la fuga.
Un elemento di particolare rilievo è il ritrovamento di un apparecchio Jammer. Questo dispositivo è in grado di inibire le comunicazioni telefoniche. Il suo scopo era impedire o almeno rallentare l'arrivo dei soccorsi e delle forze dell'ordine durante l'assalto.
Coinvolgimento di reparti speciali
L'operazione ha richiesto un dispiegamento massiccio di risorse. Hanno partecipato numerosi agenti del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. Uno di questi agenti ha riportato lievi ferite durante l'intervento.
Le Squadre Mobili di Chieti e Modena hanno lavorato in stretta sinergia. Il supporto operativo è stato garantito dai reparti speciali. In particolare, erano presenti i NOCS (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza).
Per avere una visione completa e coordinare le azioni a terra, è stato impiegato anche un elicottero. Questo mezzo aereo ha fornito supporto dall'alto, monitorando la situazione.
Contesto e precedenti
L'operazione nel Modenese si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la criminalità organizzata e le rapine ad alto impatto. Gli assalti ai portavalori, sebbene meno frequenti rispetto al passato, continuano a rappresentare una minaccia significativa per la sicurezza.
La provincia di Modena, situata nella regione Emilia-Romagna, è un nodo strategico per la logistica e i trasporti. La vicinanza all'autostrada A1, la principale arteria nord-sud d'Italia, la rende un'area appetibile per attività criminali di questo tipo.
Le indagini partite da Chieti evidenziano la possibile ramificazione di queste organizzazioni criminali su scala nazionale. La presenza di soggetti provenienti da diverse regioni italiane, come la Puglia, e dall'estero, conferma la natura transnazionale di alcuni gruppi.
Il sequestro di armi automatiche come gli AK 47 e di dispositivi come il Jammer segnala un elevato livello di professionalità e pericolosità dei soggetti coinvolti. Questi equipaggiamenti sono tipicamente utilizzati da gruppi criminali ben strutturati e con accesso a risorse considerevoli.
Le autorità continueranno a monitorare la situazione per prevenire futuri episodi e garantire la sicurezza dei cittadini e delle attività economiche sul territorio.