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Un uomo di 65 anni è stato trasportato d'urgenza da Chieti a Pavia con un aereo militare per ricevere un trapianto di polmone. L'operazione è stata resa possibile da una complessa rete di coordinamento tra ospedale, 118 e Aeronautica.

Trasferimento d'urgenza da Chieti a Pavia

Un paziente di 65 anni è stato trasferito nella notte tra lunedì 30 e martedì 31 marzo da Chieti a Pavia. Il motivo del trasporto era la necessità di un trapianto di polmone. Le sue condizioni di salute erano peggiorate rapidamente. La patologia che lo affliggeva era grave e irreversibile. L'unica cura possibile era appunto il trapianto.

L'uomo era ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Il quadro clinico era apparso subito molto compromesso. Il direttore della Rianimazione, Fabio Guarracino, ha spiegato l'urgenza della situazione. «Il peggioramento è stato progressivo», ha dichiarato il dottor Guarracino. «Quando mi ha riferito di essere in lista d'attesa a Pavia, mi sono attivato subito».

Coordinamento tra ospedali e istituzioni

Il dottor Guarracino ha contattato un collega dell'ospedale San Matteo di Pavia. I due medici hanno concordato sulla necessità di un trasferimento immediato. Un ulteriore peggioramento delle condizioni del paziente avrebbe potuto precludere la possibilità del trapianto. Si è quindi avviata una complessa macchina organizzativa per garantire il trasporto in sicurezza.

Il viaggio in ambulanza era impraticabile a causa della lunga distanza. Anche l'uso di un elicottero è stato scartato. Le condizioni meteorologiche sugli Appennini erano avverse. La prefettura di Chieti è stata quindi contattata. È stata richiesta la disponibilità di un mezzo aereo. L'Aeronautica Militare ha risposto prontamente mettendo a disposizione un velivolo.

La complessa operazione di trasferimento

Il paziente è stato trasportato dall'ospedale Santissima Annunziata all'aeroporto d'Abruzzo. L'autista dell'ambulanza era Emanuela Maceroni. Da lì, il volo lo ha condotto all'aeroporto di Milano Linate. Contemporaneamente, la sala operativa del 118 ha gestito il coordinamento. I medici Christian Cellucci e Valeria Albanese hanno lavorato con Areu Lombardia e il Centro trapianti.

È stato organizzato il trasferimento da Linate all'ospedale San Matteo di Pavia. È stata predisposta anche una staffetta con la Polizia di Stato. Durante il volo, il 65enne è stato assistito dal medico della Rianimazione Elisabetta Saraceni e dall'infermiere del 118 Massimiliano Petrelli. I due professionisti stanno rientrando in Abruzzo.

Una corsa contro il tempo per la vita

Il dottor Guarracino ha sottolineato l'importanza di agire rapidamente. «È necessario eseguire il trapianto nel momento in cui c'è la disponibilità dell'organo», ha spiegato. «Da parte nostra, il caso è stato seguito con la massima accuratezza. Abbiamo fatto le cose giuste al momento giusto». Ha espresso gratitudine alla prefettura, all'Aeronautica Militare e a tutto il personale sanitario. «Siamo stati una squadra», ha concluso.

Questa operazione ha dimostrato la grande sinergia tra le diverse istituzioni. La prefettura, il 118, l'ospedale di Chieti e l'Aeronautica Militare hanno collaborato efficacemente. Hanno lavorato insieme per salvare la vita di un uomo. La prontezza di intervento è stata cruciale. Ha permesso al paziente di raggiungere Pavia in tempo utile per il trapianto.

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