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La Regione Abruzzo non soddisfa il fabbisogno di posti residenziali per persone autistiche, offrendo solo 15 posti a fronte di 56 necessari. L'associazione Autismo Abruzzo Onlus denuncia la mancanza di servizi per adulti e minori, chiedendo interventi urgenti.

Mancanza di posti residenziali per adulti autistici

Una recente delibera regionale sull'autismo promette più ambulatori e centri diurni. Tuttavia, la situazione della residenzialità per adulti autistici resta critica. Fino al 2028, sono confermati solo i 12 posti già attivi presso la ASL di Chieti. Questi posti sono saturi da tempo.

Autismo Abruzzo Onlus segnala questa criticità. La Regione stessa stima un fabbisogno di 56 posti residenziali. Nonostante ciò, ne vengono programmati solo 15. Questo divario crea notevoli disagi per le famiglie.

Richieste di inserimento e costi elevati

Dall'inizio dell'anno, sono state presentate 5 nuove richieste di inserimento. Si aggiungono a 4 abruzzesi già ospitati fuori regione. Questi ultimi si trovano in strutture in Molise ed Emilia-Romagna. Le rette giornaliere possono superare i 250 euro.

Queste spese pubbliche potrebbero finanziare servizi e posti di lavoro in Abruzzo. L'associazione evidenzia un paradosso. Esistono posti residenziali previsti per la ASL Avezzano Sulmona L'Aquila (10 posti) e per la ASL di Teramo (8 posti). Tuttavia, questi posti non vengono attivati né finanziati.

Le famiglie si sentono abbandonate. Sono costrette a intraprendere azioni legali. Devono inviare diffide e ricorsi per ottenere servizi essenziali. Questi servizi dovrebbero essere garantiti dalla Regione.

Situazione critica per i minori autistici

Per quanto riguarda i minori autistici, la situazione è ancora più grave. In Abruzzo non esistono posti residenziali dedicati ai bambini e ragazzi autistici. Questi servizi non sono nemmeno contemplati nella programmazione regionale. Una scelta che grava sulle famiglie e sui servizi sociali.

Il problema è di competenza sanitaria e sociosanitaria. Quando il supporto familiare viene a mancare, i bambini finiscono in case famiglia. Queste strutture non sono specializzate. Non sono progettate per gestire bisogni così complessi. Gli operatori fanno del loro meglio, ma non basta.

Queste situazioni di disagio sono destinate a ripetersi. La mancanza di programmazione specifica aggrava il problema nel tempo. Le famiglie affrontano sfide continue.

La continuità assistenziale è fondamentale

Il presidente di Autismo Abruzzo, Dario Verzulli, sottolinea un concetto fondamentale. «Un bambino autistico diventa adulto», afferma. Programmare posti per bambini senza garantire continuità per l'età adulta crea nuove emergenze.

La DGR 408/2025, relativa alle risorse per il 2026, mostra sproporzioni. Ci sono disparità evidenti tra le diverse ASL. Anche tra i diversi setting assistenziali si notano differenze.

L'assenza di fondi per il residenziale nelle ASL dell'Aquila, di Pescara e di Teramo non è un ritardo. È una scelta precisa. Sarebbe invece necessario armonizzare la ripartizione delle risorse. Bisogna finanziare i posti che sono solo sulla carta.

Le richieste di Autismo Abruzzo Onlus

L'associazione rivolge diverse richieste alla Giunta regionale. Chiede un atto di finanziamento immediato per i servizi residenziali. Questi devono essere attivati nelle tre ASL che ne sono prive. Si chiede l'attivazione dei posti previsti dalla programmazione.

Inoltre, si richiede l'integrazione delle risorse della DGR 408/2025. È necessaria un'armonizzazione della ripartizione tra le ASL. Bisogna eliminare le disparità territoriali esistenti. Si chiede anche l'inserimento nella programmazione regionale di posti residenziali per minori.

Infine, si sollecita un cronoprogramma preciso. Questo deve riguardare l'attivazione dei 56 posti residenziali indicati nella Delibera 148/2026. Tali posti corrispondono al fabbisogno stimato dalla Regione stessa. La continuità assistenziale è un diritto.

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