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Il Tribunale di Chieti ha confermato la condotta antisindacale di Aquila Spa, rigettando il ricorso dell'azienda. La sentenza del 26 marzo 2026 riconosce le illegittimità commesse durante uno sciopero del 25 luglio 2025, a seguito della proclamazione della Filcams CGIL.

Sentenza del Tribunale di Chieti

La giustizia del lavoro di Chieti ha emesso un verdetto favorevole alla Filcams CGIL. Con una sentenza datata 26 marzo 2026, il Tribunale Ordinario ha respinto il ricorso presentato dalla società Aquila Spa. La decisione conferma integralmente un precedente decreto che aveva già accertato la natura antisindacale delle azioni intraprese dall'azienda.

L'azienda aveva contestato l'accertamento di antisindacalità, ma il giudice del lavoro ha confermato la validità delle contestazioni mosse dal sindacato. La sentenza rappresenta un importante precedente nel settore della vigilanza privata.

Le azioni contestate ad Aquila Spa

La controversia legale è scaturita dalle reazioni di Aquila Spa a uno sciopero indetto dalla Filcams CGIL di Chieti il 25 luglio 2025. L'azienda aveva adottato una serie di misure considerate illegittime dal sindacato e successivamente confermate dal tribunale.

Tra queste, l'indicazione di livelli di servizio essenziale che superavano ampiamente i limiti di legge. Aquila Spa aveva richiesto l'impiego dell'80-90% dell'organico normalmente in servizio, a fronte del limite massimo del 50% previsto dalla normativa vigente per i servizi minimi essenziali durante uno sciopero.

Inoltre, l'azienda aveva rifiutato di avviare un confronto con il sindacato per definire i servizi minimi da garantire. Un'altra condotta contestata è stata la richiesta preventiva ai lavoratori di comunicare la propria intenzione di aderire allo sciopero. Infine, Aquila Spa non aveva fornito i nominativi dei lavoratori inclusi nelle cosiddette "comandate", ovvero gli elenchi del personale designato per garantire i servizi essenziali.

Impedito l'esercizio del diritto di sciopero

Secondo il giudice del lavoro, le azioni di Aquila Spa hanno avuto l'effetto concreto di ostacolare l'esercizio del diritto di sciopero da parte dei lavoratori. Le modalità operative e le richieste dell'azienda hanno creato un clima di intimidazione.

Questo clima ha di fatto scoraggiato la partecipazione all'astensione dal lavoro. La prova di ciò è l'adesione registrata, che si è limitata a un solo lavoratore. Una partecipazione così bassa è stata interpretata come diretta conseguenza delle pressioni aziendali.

La sentenza sottolinea come tali pratiche siano in contrasto con i principi fondamentali del diritto sindacale e della libertà di espressione dei lavoratori. L'intento dell'azienda era chiaramente quello di disincentivare l'adesione allo sciopero.

Dichiarazioni della Filcams CGIL

Daniela Primiterra, Segretaria Generale della Filcams CGIL di Chieti, ha espresso soddisfazione per l'esito della vertenza. Ha definito la sentenza una vittoria significativa, non solo per i lavoratori direttamente coinvolti ma per l'intero settore della vigilanza privata nella regione Abruzzo.

«Si tratta di una vittoria importante,» ha dichiarato la Primiterra. «La sentenza ribadisce con chiarezza che il diritto di sciopero non può essere svuotato di contenuto attraverso pratiche intimidatorie. Il confronto con le organizzazioni sindacali non è una concessione aziendale, ma un obbligo di legge.»

La Segretaria ha inoltre ringraziato l'Avvocato Carlo De Marchis del foro di Roma per il prezioso supporto legale fornito nel corso della vertenza. Il suo contributo è stato fondamentale per ottenere questo risultato.

Obblighi per Aquila Spa

A seguito della sentenza, Aquila Spa è ora tenuta a rispettare precisi obblighi nei confronti della Filcams CGIL. L'azienda dovrà avviare un confronto improntato alla correttezza e alla trasparenza.

Gli obiettivi di questo confronto sono la definizione dei servizi minimi essenziali e dei criteri oggettivi per l'individuazione dei lavoratori da inserire nelle "comandate". Questo processo dovrà essere condiviso con il sindacato.

Inoltre, Aquila Spa dovrà astenersi dal richiedere preventivamente l'adesione dei lavoratori alle future iniziative di sciopero. Questa pratica è stata giudicata illegittima dal tribunale e non potrà più essere adottata dall'azienda.

Contesto normativo e sindacale

La legislazione italiana tutela il diritto di sciopero come fondamentale espressione della libertà sindacale. La legge n. 146 del 1990 e successive modifiche disciplina l'esercizio di questo diritto, stabilendo limiti e procedure per garantire la continuità dei servizi pubblici essenziali e la salvaguardia dei diritti dei lavoratori.

In particolare, durante gli scioperi, le aziende sono tenute a garantire l'erogazione dei servizi minimi essenziali, la cui definizione deve avvenire tramite accordi con le organizzazioni sindacali più rappresentative. I livelli di personale da impiegare per tali servizi non possono superare le percentuali stabilite dalla legge, salvo specifiche deroghe previste per settori particolari.

Il rifiuto di confrontarsi con il sindacato e l'adozione di misure intimidatorie rappresentano una violazione della normativa. La sentenza del Tribunale di Chieti si inserisce in questo quadro, riaffermando la necessità di un corretto e leale rapporto tra datori di lavoro e rappresentanze sindacali.

Il settore della vigilanza privata

Il settore della vigilanza privata in Italia è caratterizzato da una forte presenza sindacale e da frequenti vertenze legate alle condizioni di lavoro e ai diritti dei dipendenti. Le aziende operanti in questo comparto, come Aquila Spa, svolgono un ruolo cruciale nella sicurezza del territorio.

Tuttavia, la natura del servizio, spesso continuativo e legato alla sicurezza, rende particolarmente delicato l'esercizio del diritto di sciopero. La normativa cerca di bilanciare questo diritto con la necessità di garantire la sicurezza pubblica.

La sentenza di Chieti assume quindi un'importanza strategica per il futuro delle relazioni sindacali nel settore, rafforzando la posizione dei sindacati nel rivendicare il rispetto delle prerogative dei lavoratori e il corretto svolgimento delle procedure di contrattazione.

Prospettive future

L'esito della vertenza apre ora la strada a un nuovo dialogo tra Aquila Spa e Filcams CGIL. La definizione congiunta dei servizi minimi e dei criteri per le "comandate" è un passaggio fondamentale per evitare future controversie.

La sentenza funge da monito per tutte le aziende del settore, ricordando l'importanza del rispetto dei diritti sindacali e della correttezza nelle relazioni industriali. La tutela del diritto di sciopero rimane un pilastro fondamentale per le organizzazioni sindacali.

La Filcams CGIL continuerà a vigilare sul rispetto degli accordi e sulla corretta applicazione della normativa, pronta a intervenire qualora si dovessero verificare nuove violazioni.