Pazienti emodializzati e trapiantati a Chieti attendono da sette mesi rimborsi per le spese di trasporto, previsti da una legge regionale. L'associazione Fintred odv denuncia ritardi e mancanza di risposte dalla ASL.
Ritardi nei rimborsi per pazienti fragili
Pazienti che necessitano di dialisi o trapianto attendono da sette mesi il rimborso delle spese di trasporto. Questi spostamenti sono fondamentali per raggiungere le strutture ospedaliere e sottoporsi a trattamenti salvavita. Attualmente, non vi è chiarezza su quando questi rimborsi verranno erogati. La situazione riguarda la ASL Lanciano Vasto Chieti.
La Federazione italiana nefropatici trapiantati di rene e donatori (Fintred) odv di Chieti ha sollevato la questione. Una legge regionale del 1998 prevede il rimborso delle spese di trasporto per i pazienti nefropatici. Questo diritto si applica a chi deve recarsi in ospedale per cure salvavita, come la dialisi, con frequenza elevata.
Tuttavia, la sezione teatina dell'associazione segnala che il diritto sancito dalla legge è ostacolato da tempi di erogazione indefiniti. Si registrano ritardi significativi nell'accredito dei rimborsi dovuti. Questa situazione crea notevole disagio per i pazienti coinvolti.
Solleciti ignorati e mancanza di risposte
La presidente di Fintred odv Chieti, Stefania Fasciani, ha inviato numerosi solleciti. Già da dicembre 2025, ha contattato l'azienda sanitaria. Le comunicazioni sono avvenute tramite email e telefonate. Successivamente, il 26 marzo è stata inviata una Posta Elettronica Certificata (PEC).
La PEC era indirizzata sia alla ASL che al dipartimento Sanità della Regione Abruzzo. Nonostante questi sforzi, l'associazione lamenta una totale assenza di riscontri. I rimborsi attesi riguardano le spese di trasporto sostenute dai pazienti. Questi sono necessari per accedere alle cure.
Stefania Fasciani sottolinea la fragilità dei pazienti coinvolti. Molti devono affrontare trattamenti salvavita tre volte a settimana. Le strutture dialitiche di Chieti e del territorio sono i loro punti di riferimento. La dialisi non è una scelta, ma una necessità vitale.
La presidente descrive la dialisi come una terapia invasiva e debilitante. Incide profondamente sulla qualità della vita delle persone. Fasciani ha vissuto personalmente questa esperienza, sottoponendosi a un doppio trapianto nel 2009. Da allora, si dedica alla sensibilizzazione sulla donazione di organi e alla difesa dei diritti dei pazienti.
Costi anticipati e normativa inadeguata
L'associazione critica la necessità per i pazienti di anticipare continuamente i costi per potersi curare. I rimborsi arrivano con ritardi inaccettabili. Inoltre, gli importi erogati sono spesso insufficienti a coprire le spese reali. Questo è dovuto anche a una normativa ormai superata.
La legge attuale non tiene conto del caro vita. I rimborsi previsti dalla normativa vigente servono a garantire il diritto alla cura. Mirano anche a non gravare ulteriormente su persone già in condizioni di fragilità. La presidente Fasciani evidenzia come sia intollerabile che i pazienti debbano affrontare incertezze economiche e burocratiche.
La situazione attuale è un segnale preoccupante. Indica una disattenzione verso le fasce più deboli della popolazione. Il ritardo nei rimborsi non è solo un disservizio amministrativo. Rappresenta una mancanza di rispetto verso chi lotta quotidianamente per la propria sopravvivenza.
Richieste dell'associazione Fintred odv
L'associazione che tutela i pazienti emodializzati e trapiantati avanza richieste precise alla ASL. Chiede lo sblocco immediato dei rimborsi arretrati. Richiede inoltre il rispetto di tempi certi nei procedimenti amministrativi. È necessaria una revisione della normativa vigente.
Gli importi dei rimborsi devono essere adeguati ai costi reali della vita attuale. L'associazione sollecita maggiore attenzione e sensibilità verso i pazienti nefropatici. Fasciani definisce la questione una questione di dignità umana. Non si può continuare a ignorare il disagio di chi affronta un percorso sanitario complesso.
La sanità pubblica dovrebbe essere vicina ai cittadini. Non dovrebbe allontanarli con ritardi e inefficienze. Ogni rimborso non erogato in tempo rappresenta una persona, una famiglia, una storia. La situazione a Chieti evidenzia la necessità di interventi urgenti per garantire i diritti fondamentali dei pazienti.