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La Flc Cgil di Chieti contesta fermamente l'inclusione dei licei Vico e Masci in una "lista nera" relativa alla celebrazione del Giorno del Ricordo. Il sindacato definisce l'iniziativa una forma di propaganda politica e intimidazione.

Flc Cgil Chieti: "No a liste nere nelle scuole"

La Flc Cgil di Chieti ha espresso forte disapprovazione. La loro critica si rivolge a una "lista nera" di istituti scolastici. Questa lista è emersa da un'interrogazione parlamentare. L'interrogazione è stata presentata dal vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli. L'atto è indirizzato al Ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara. Riguarda scuole che non avrebbero adeguatamente trattato il Giorno del Ricordo.

Tra i 41 istituti menzionati, figurano anche importanti realtà di Chieti. Si tratta del liceo classico G.B. Vico e del liceo scientifico Masci. Secondo l'accusa, questi istituti non avrebbero celebrato correttamente la ricorrenza. La celebrazione riguarda le vittime delle Foibe e l'esodo giuliano-dalmata.

Il sindacato ha rilasciato una nota ufficiale. In essa si legge un netto rifiuto. "No, anche questa volta secco e deciso come per la recente campagna referendaria", dichiara la Flc Cgil. Viene criticata l'interrogazione parlamentare. La definiscono "con obiettivi politici". Si oppongono a "meccanismi poco chiari" e "all’incertezza delle fonti".

La Flc Cgil contesta la "schedatura dei docenti". Si oppone fermamente alle "liste nere nei luoghi di istruzione". Il sindacato ritiene che questa operazione non sia legata alla memoria storica. La definisce piuttosto "propaganda".

Giorno del Ricordo: tra memoria e propaganda politica

La ricorrenza del Giorno del Ricordo è stata istituita con una legge. La legge è del 2004. Ogni anno, il Ministero dell'Istruzione invita le scuole a organizzare iniziative. Queste iniziative devono essere coerenti con lo spirito della legge. Non è previsto alcun obbligo rigido. Il quadro normativo rispetta pienamente l'autonomia scolastica. Non prevede meccanismi sanzionatori. Questo è un punto sottolineato dalla Flc Cgil.

Il sindacato evidenzia che Rampelli e i cofirmatari sono a conoscenza di questi aspetti. Nonostante ciò, cercano di trasformare una sollecitazione ministeriale. Vogliono renderla qualcosa di più vincolante e prescrittivo. La Flc Cgil ribadisce che non si tratta di tutela della memoria. La definisce "pressione politica travestita da adempimento istituzionale".

Il sindacato rifiuta con decisione. Si oppone all'introduzione di qualsiasi meccanismo punitivo. Questo vale sia per le scuole che per i docenti. La legge non lo prevede. La Costituzione lo impedisce. L'articolo 33 garantisce la libertà dell'insegnamento. L'autonomia scolastica non è un privilegio. È un presidio democratico fondamentale.

L'interrogazione parlamentare si basa su "testimonianze raccolte". Non vengono specificate la natura e la provenienza di tali segnalazioni. Questo aspetto solleva ulteriori dubbi. La Flc Cgil incalza con domande precise. "Chi ha segnalato?", si chiede il sindacato. "Attraverso quali canali le notizie sono arrivate ai deputati di FdI?"

Le informazioni alla base dell'atto parlamentare appaiono non adeguatamente verificate. Diversi docenti degli istituti citati hanno già smentito i presupposti dell'interrogazione. Hanno precisato che il tema delle Foibe e dell'esodo giuliano-dalmata è regolarmente affrontato. Viene trattato nell'ambito della programmazione didattica annuale. La Flc Cgil chiede che le fonti vengano rese pubbliche. Le comunità scolastiche hanno il diritto di sapere da dove provengono le accuse.

Scuola pubblica sotto attacco: la difesa della libertà d'insegnamento

La Flc Cgil non può tacere sul contesto di questa iniziativa. Non è la prima volta che la destra di governo punta il dito contro la scuola pubblica. Viene sistematicamente rappresentata come un ambiente ostile o ideologicamente orientato. La "schedatura dei docenti ‘di sinistra’" è stata in passato uno strumento di intimidazione intollerabile. Oggi si aggiunge un nuovo elemento.

Vengono creati "elenchi di istituti messi alla berlina". Questo avviene davanti all'opinione pubblica. La base sono segnalazioni anonime. La Flc Cgil sottolinea che questo non è vigilanza democratica. È un lavoro di pressione e intimidazione. Colpisce istituzioni che necessitano di operare in piena autonomia e serenità. La scuola deve essere libera da tali condizionamenti.

La Flc Cgil Chieti difende con forza la libertà di insegnamento. Questo principio è sancito dall'articolo 33 della Costituzione. Non si tratta di un valore astratto. È la condizione necessaria affinché la scuola possa svolgere la sua funzione primaria. Questa funzione è formare cittadini capaci di pensiero critico. Cittadini in grado di ricercare la verità storica e scientifica. Cittadini che resistono a ogni forma di conformismo intellettuale e omologazione culturale.

Questa esigenza è oggi più urgente che mai. Nell'era della disinformazione di massa e dell'intelligenza artificiale, il pensiero critico è fondamentale. L'approccio divergente non sono lussi pedagogici. Sono strumenti essenziali per la sopravvivenza civile e democratica. Ogni interferenza politica nella didattica, sia essa esplicita o intimidatoria, indebolisce questo presidio. Rende la scuola più fragile. Di conseguenza, rende più fragile l'intera società.

La scuola non è un terreno da sorvegliare o schedare. È uno spazio vitale. Uno spazio di elaborazione critica e di pensiero libero. La Flc Cgil dichiara la propria ferma posizione. "Noi siamo qui a difenderlo", conclude la nota sindacale. La difesa della scuola pubblica e della sua autonomia è prioritaria. La libertà di insegnamento è un pilastro della democrazia.

L'interrogazione parlamentare solleva interrogativi importanti. La mancanza di trasparenza sulle fonti è preoccupante. La Flc Cgil chiede chiarezza. La scuola deve essere un luogo di apprendimento e crescita. Non un bersaglio di polemiche politiche. La memoria storica va coltivata con rispetto. Non strumentalizzata per fini politici. La libertà di espressione e di insegnamento sono diritti inalienabili.

La posizione dei licei Vico e Masci è chiara. Hanno sempre affrontato gli argomenti previsti dalla programmazione didattica. Le accuse mosse sembrano infondate. La Flc Cgil si pone come garante. Protegge i docenti e le istituzioni scolastiche da pressioni indebite. La scuola italiana merita rispetto e autonomia. Le polemiche strumentali non devono minare il suo ruolo educativo.

La discussione sulle Foibe è delicata. Richiede un approccio storico accurato. Non deve essere oggetto di strumentalizzazioni politiche. Il Giorno del Ricordo è un'occasione per riflettere. Per educare le nuove generazioni alla comprensione della storia. Senza creare divisioni o accuse infondate. La scuola è il luogo deputato a questo compito. Deve poterlo fare in serenità e libertà.