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A Chieti, un bambino di soli 6 anni, Filippo Caratelli, debutta nella processione del Venerdì Santo con il violino. La sua famiglia vanta una tradizione musicale di quattro generazioni legata a questo evento religioso.

Una tradizione musicale che attraversa quattro generazioni

Le melodie del Miserere di Saverio Selecchy risuonano profondamente nel cuore della famiglia Caratelli. Questa eredità musicale si tramanda di padre in figlio, unita a una fede incrollabile e all'emozione che pervade la città di Chieti ogni Venerdì Santo. Quest'anno, la famiglia Caratelli, profondamente legata alla città, celebra un momento eccezionale: l'ingresso della quarta generazione tra i musicisti della sacra processione.

Il piccolo Filippo, all'età di 6 anni, si unirà ai suoi familiari dietro il feretro del Cristo Morto. Segue così le orme del suo bisnonno, del nonno e del padre, diventando parte integrante di uno degli appuntamenti più sentiti dell'anno a Chieti. La sua partecipazione segna un nuovo capitolo in una storia di devozione e passione musicale.

Dalle origini a Nicola Caratelli: la nascita di un legame

Tutto ebbe inizio negli anni Settanta, quando Mario Caratelli, capostipite di questa stirpe di musicisti, fece la sua prima apparizione come cantore. La sua passione per l'evento più solenne della Settimana Santa teatinese non si esaurì con lui. Questa fiamma fu sapientemente alimentata e trasmessa al figlio Nicola, figura nota in città anche come fotografo.

Nicola Caratelli ha raggiunto quest'anno un traguardo straordinario: la sua 62esima partecipazione consecutiva alla processione. Un record impressionante, che testimonia la sua dedizione. La sua avventura musicale iniziò all'età di 7 anni, quando intraprese lo studio del violino sotto la guida esperta del maestro Francesco Maviglia.

La sua duplice passione, per la musica e per le antiche tradizioni di Chieti, si è rivelata contagiosa. Nicola ha saputo infondere questo amore anche nella generazione successiva, creando un legame indissolubile tra la famiglia e la processione del Venerdì Santo.

La continuità con Giacomo e l'arrivo di Filippo

La tradizione musicale e devozionale è proseguita con Giacomo Caratelli, nipote di Mario. Nel 1999, Giacomo ha intrapreso lo studio del flauto traverso. La sua formazione musicale si è sviluppata sotto la guida del maestro Sandro Coppola, all'interno della sezione a indirizzo musicale della scuola media Chiarini. Questo percorso scolastico ha ulteriormente rafforzato il suo legame con la musica e con la cultura locale.

La storia familiare giunge così al 2026, con l'entusiasmante debutto del giovanissimo Filippo. Pronipote di Mario e figlio di Giacomo, Filippo, a soli 6 anni, si prepara a calcare le scene della processione del Venerdì Santo. Sotto la guida e con lo studio della maestra Silvia Di Virgilio, il piccolo musicista seguirà le orme dei suoi avi.

La sua partecipazione imminente non è solo un evento musicale, ma rappresenta la continuità di un legame profondo. Un legame che unisce fede, amore per la musica e un forte senso di appartenenza alla comunità di Chieti. L'emozione per l'antica processione si intreccia indissolubilmente con la gioia di un appuntamento che coinvolge l'intera famiglia Caratelli.

Un rito che unisce fede, musica e famiglia a Chieti

La processione del Venerdì Santo a Chieti non è soltanto un evento religioso di grande importanza. Per la famiglia Caratelli, essa rappresenta un vero e proprio rito che celebra la fede, la passione per la musica e l'unità familiare. L'introduzione di Filippo, a soli 6 anni, sottolinea la forza di questa tradizione.

La scelta di far suonare il violino a un bambino così piccolo dimostra la cura con cui viene tramandata questa eredità. Non si tratta solo di imparare uno strumento, ma di assorbire un'atmosfera, di comprendere il significato profondo di ogni nota eseguita in un contesto così solenne. La guida dei maestri Silvia Di Virgilio e, in passato, di Francesco Maviglia e Sandro Coppola, assicura una formazione di qualità.

Questa storia di quattro generazioni di musicisti nella processione del Venerdì Santo è un esempio di come le tradizioni possano evolversi e rafforzarsi nel tempo. La famiglia Caratelli, con il suo impegno costante, contribuisce a mantenere viva una delle manifestazioni culturali e spirituali più significative di Chieti. Il piccolo Filippo è ora il nuovo custode di questo prezioso patrimonio.

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