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Una ristoratrice di Chiampo ha espresso la sua ferma opposizione ai controlli sul green pass, affermando che il suo locale è aperto a tutti, indipendentemente dallo stato vaccinale. La decisione si basa su principi di non discriminazione e sul diritto costituzionale.

Ristoratrice critica il green pass e la privacy

Caterina Ferraù, proprietaria insieme al marito del ristorante Dal Francese a Chiampo, ha manifestato il suo dissenso verso le normative statali. Le regole che impongono il controllo del green pass sono viste come una violazione della privacy.

«Controllare il green pass significa violare la privacy delle persone», ha dichiarato Ferraù. La ristoratrice ha spiegato che, sebbene eseguano i controlli richiesti dalla legge, trovano inopportuno dover richiedere dati personali sensibili ai clienti. La sua obiezione principale riguarda la richiesta di accertare informazioni sanitarie private.

«Non vedo perché fare divisioni tra sì vax e no vax», ha aggiunto. «Sono tutti cittadini. Qui entrano tutti, anche i no vax». Ferraù ha citato l'articolo 3 della Costituzione per sostenere la sua posizione, affermando che tutti i cittadini godono degli stessi diritti fondamentali.

Sostegno dai colleghi e posizione del Garante Privacy

La titolare del ristorante ha condiviso sui social media un'immagine di un cartello esposto da altri ristoratori. Questo gesto simboleggia un sostegno collettivo alla loro linea di pensiero. La loro protesta mira a evidenziare le problematiche etiche e legali legate alle discriminazioni basate sullo stato vaccinale.

Tuttavia, il Garante della Privacy ha offerto una prospettiva differente. Secondo l'organo di controllo, il green pass, introdotto in conformità con un regolamento UE, non è uno strumento di controllo. Viene definito piuttosto come un mezzo per promuovere le libertà individuali.

La sua efficacia è dichiaratamente temporanea e legata all'emergenza pandemica. Il sistema è stato progettato per essere efficiente, ma anche per rispettare la privacy e l'autodeterminazione delle persone riguardo alle scelte vaccinali. La posizione del Garante sottolinea l'intento normativo di bilanciare le esigenze sanitarie con la protezione dei dati personali.

La filosofia del locale: accoglienza senza distinzioni

Il ristorante Dal Francese ha scelto una linea di condotta basata sull'inclusività. La signora Ferraù ha ribadito che il suo locale non intende creare barriere tra i clienti. L'obiettivo è offrire un servizio di ristorazione a tutti, senza richiedere alcuna certificazione sanitaria.

Questa scelta, sebbene controcorrente rispetto alle direttive vigenti, riflette una convinzione profonda della titolare. La convinzione che la discriminazione sia anticostituzionale e che ogni persona debba essere accolta senza giudizi o requisiti aggiuntivi. La loro pagina Facebook è diventata un punto di riferimento per chi condivide questa visione.

La discussione sollevata da Ferraù tocca temi complessi. Si intrecciano questioni di salute pubblica, diritti individuali e interpretazione delle leggi. La sua dichiarazione ha generato dibattito tra i cittadini e gli operatori del settore della ristorazione.

La sua determinazione nel non discriminare si allinea con un'interpretazione rigorosa dei principi costituzionali. La ristoratrice sottolinea l'importanza di trattare tutti i clienti con equità. Questo principio guida la gestione del suo esercizio commerciale in un periodo di normative stringenti.

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