Una ristoratrice di Chiampo afferma che il suo locale non discrimina e accoglie tutti, inclusi i non vaccinati, citando principi costituzionali.
Ristoratrice critica le norme sui green pass
Caterina Ferraù, proprietaria del ristorante "Dal Francese" a Chiampo, ha espresso forte dissenso verso le normative statali. Queste richiedono controlli rigorosi sui certificati verdi. La sua posizione è chiara: non intende fare distinzioni tra i clienti. La sua critica si focalizza sulla presunta violazione della privacy.
La ristoratrice ritiene che chiedere dati personali ai clienti sia una forzatura. Non vede la ragione di accertare informazioni sensibili. "Controllare il green pass vuol dire violare la privacy delle persone", ha dichiarato Ferraù. La sua preoccupazione è legata alla natura dei dati richiesti.
Principi costituzionali alla base della scelta
Caterina Ferraù basa la sua decisione su principi fondamentali. Cita l'articolo 3 della Costituzione italiana. Questo articolo garantisce l'uguaglianza di tutti i cittadini. "Non vedo perché fare divisioni tra sì vax e no vax, sono tutti cittadini", ha affermato. La sua interpretazione sottolinea che tutti dovrebbero godere degli stessi diritti.
Il ristorante "Dal Francese" ha condiviso sui social media un'immagine. Questa mostra un cartello di altri ristoratori con posizioni simili. L'iniziativa mira a sostenere la tesi della non discriminazione. La titolare sottolinea l'importanza di accogliere ogni cliente.
Parere del Garante della privacy
Il Garante della privacy ha fornito un parere in merito. La certificazione verde, introdotta dal regolamento UE 2021/953, è vista come uno strumento di promozione delle libertà. Viene definita temporanea e legata all'emergenza pandemica. Il sistema è considerato efficiente e rispettoso della privacy.
Secondo il Garante, il green pass non è uno strumento di controllo. È piuttosto un mezzo per facilitare la mobilità e la partecipazione alle attività. L'autodeterminazione nelle scelte vaccinali viene preservata. La normativa mira a bilanciare sicurezza e diritti individuali.
La posizione del ristorante "Dal Francese"
Nonostante il parere del Garante, Caterina Ferraù mantiene la sua posizione. Il suo locale continuerà ad accogliere tutti i clienti. La scelta è motivata dalla convinzione che la discriminazione sia anticostituzionale. "Qui entrano tutti, anche i no vax", ha ribadito la titolare.
La sua iniziativa solleva un dibattito sui limiti delle normative sanitarie. Mette in luce la tensione tra obblighi di legge e convinzioni personali. La ristoratrice si appella ai diritti fondamentali per giustificare la sua apertura totale.
Implicazioni e dibattito locale
La dichiarazione della titolare del ristorante di Chiampo ha generato discussione. Molti esercenti si trovano a dover bilanciare le normative con le proprie visioni. La questione della privacy e della discriminazione è centrale in questo dibattito.
La posizione di Ferraù rappresenta una forma di protesta. Sottolinea la complessità della gestione di queste normative in un contesto commerciale. La sua affermazione risuona come un appello alla coesione sociale.