Operazione Libeccio a Catanzaro: 18 arresti per mafia e droga
Diciotto persone sono state arrestate all'alba di oggi dai Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro. L'operazione, denominata "Libeccio", ha smantellato un'organizzazione criminale dedita all'associazione mafiosa, al traffico di stupefacenti e all'estorsione, con epicentro nel capoluogo calabrese e ramificazioni in diverse località della provincia.
Le misure cautelari, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, riguardano soggetti ritenuti affiliati o contigui a una cosca di 'ndrangheta attiva nel territorio. Per 15 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per i restanti 3 gli arresti domiciliari.
L'inchiesta e le accuse
L'inchiesta è partita due anni fa, focalizzandosi su dinamiche criminali emergenti nell'area di Catanzaro e nei centri limitrofi. Le indagini hanno rivelato una struttura ben organizzata, capace di controllare diverse attività illecite sul territorio.
I Carabinieri hanno utilizzato intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a prolungati servizi di osservazione e pedinamento. Queste attività hanno permesso di ricostruire la rete di spaccio e i meccanismi di imposizione delle estorsioni.
Tra i reati contestati figurano l'associazione di tipo mafioso, il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, l'estorsione, il porto abusivo di armi e la ricettazione. Le accuse sono aggravate dal metodo mafioso, come riconosciuto dalla DDA.
Il traffico di stupefacenti
Il traffico di droga rappresentava una delle principali fonti di reddito per il gruppo criminale. L'organizzazione gestiva un vasto giro di spaccio di cocaina, hashish e marijuana, rifornendo diverse piazze nella provincia di Catanzaro, inclusi i comuni di Lamezia Terme e Soverato.
Le indagini hanno documentato numerosi episodi di compravendita di stupefacenti, con consegne a domicilio e punti di spaccio fissi. I carichi di droga provenivano da altre regioni italiane e venivano distribuiti attraverso una fitta rete di pusher.
Durante le fasi investigative, i Carabinieri hanno già effettuato diversi sequestri "preventivi" di droga. In totale, sono stati sequestrati oltre 5 chilogrammi di cocaina e circa 10 chilogrammi tra hashish e marijuana, impedendo che raggiungessero il mercato illecito.
Le estorsioni e il controllo del territorio
L'attività estorsiva era un altro pilastro dell'operatività del clan. Diverse vittime, principalmente commercianti e imprenditori locali, sono state costrette a versare somme di denaro o a subire l'imposizione di servizi e forniture.
Le minacce, spesso velate ma efficaci, facevano leva sulla fama criminale del gruppo. I Carabinieri hanno raccolto testimonianze e prove che hanno permesso di identificare i responsabili e di dare voce a chi per anni ha subito in silenzio.
Il controllo del territorio si manifestava anche attraverso l'ingerenza in appalti e subappalti, cercando di condizionare l'economia locale. Questo sistema creava un clima di paura e omertà, difficile da scardinare senza un'azione decisa delle forze dell'ordine.
Identikit degli arrestati e sequestri
Gli arrestati sono uomini di nazionalità italiana, con età compresa tra i 28 e i 65 anni, molti dei quali con precedenti penali specifici per reati di mafia e droga. Alcuni ricoprivano ruoli di vertice all'interno dell'organizzazione, altri erano figure di supporto logistico o esecutori materiali.
Nel corso delle perquisizioni domiciliari e personali eseguite contestualmente agli arresti, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato ulteriore materiale. Tra gli oggetti sequestrati figurano piccole quantità di droga, bilancini di precisione, materiale per il confezionamento, telefoni cellulari e documentazione ritenuta utile alle indagini.
Sono stati inoltre sequestrati beni per un valore complessivo stimato in circa 2 milioni di euro, ritenuti provento delle attività illecite. Si tratta di immobili, veicoli di lusso e conti correnti bancari, ora a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Il commento delle autorità
Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha sottolineato l'importanza dell'operazione nella lotta alla criminalità organizzata. Ha evidenziato come l'azione congiunta di magistratura e Carabinieri sia fondamentale per contrastare la pervasività della 'ndrangheta nel tessuto sociale ed economico calabrese.
L'operazione "Libeccio" rappresenta un duro colpo per le cosche attive nel Catanzarese, indebolendo le loro capacità operative e finanziarie. L'impegno delle forze dell'ordine e della DDA rimane costante per garantire legalità e sicurezza ai cittadini.
Contesto della lotta alla 'ndrangheta
La Calabria è da anni al centro di un'intensa attività investigativa e giudiziaria contro la 'ndrangheta, una delle organizzazioni criminali più potenti e ramificate a livello globale. Operazioni come "Libeccio" si inseriscono in un quadro più ampio di contrasto che mira a colpire le cosche non solo sul fronte militare, ma anche su quello economico e patrimoniale.
La Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, in particolare, è da tempo impegnata in inchieste complesse che hanno portato allo smantellamento di importanti reti criminali. Questi successi dimostrano la resilienza e la determinazione dello Stato nel ripristinare la legalità in territori storicamente afflitti dalla presenza mafiosa, offrendo un segnale di speranza e fiducia alla popolazione.
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