Condividi

Una marcia silenziosa si è tenuta a Catanzaro per sensibilizzare le istituzioni sul grave problema dei decessi sul lavoro. L'iniziativa, promossa da sindacati e associazioni datoriali, chiede maggiore sicurezza e rispetto delle normative.

Marcia silenziosa per le vittime del lavoro

Una manifestazione pacifica ha attraversato le strade di Catanzaro. L'obiettivo era puntare i riflettori sul tragico fenomeno delle morti bianche. L'evento si è svolto nel pomeriggio. È stato organizzato da Cgil, Cisl e Uil. Hanno aderito anche Unindustria Calabria e Ance. La marcia è una risposta diretta ai recenti incidenti mortali. La Calabria ha visto numerosi decessi sul lavoro nelle ultime settimane. A Anoia Superiore un operaio di 46 anni è deceduto dopo una caduta da un ponteggio. A Francavilla Angitola, un operaio di 53 anni è stato investito da un camion-gru. L'incidente è avvenuto nel cantiere per il depuratore. A Paola, un giovane di 23 anni ha perso la vita mentre allestiva un lido. Infine, il 1° maggio a Spezzano Albanese, un uomo è morto in un incidente con un trattore.

Le richieste dei sindacati e delle associazioni

Circa trecento persone hanno partecipato alla marcia. Il corteo è partito da Piazza Matteotti. Ha percorso il corso principale della città. Gianfranco Trotta, segretario della Cgil Calabria, ha sottolineato la gravità della situazione. «In Calabria, mentre festeggiavamo il 1° maggio, qualcuno lavorava e non è tornato a casa», ha affermato. Ha definito le morti sul lavoro una «strage quotidiana». Ha chiesto alle istituzioni maggiore attenzione. Il silenzio della marcia, ha aggiunto, «grida alle coscienze di chi ha responsabilità». Ha puntato il dito contro gli imprenditori che impiegano lavoratori in nero. Questi lavoratori, ha spiegato, operano senza adeguate protezioni.

Unità tra datori di lavoro e sindacati

Alla marcia era presente anche Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria. Ha dichiarato che la partecipazione dell'associazione è «una presenza consapevole, convinta». Ha evidenziato l'unione tra le forze datoriali e sindacali sul tema della sicurezza. «Siamo unite e dalla stessa parte», ha specificato. Unindustria si impegna da tempo nella prevenzione. Lavora per contrastare infortuni e malattie professionali. Maria Elena Senese, segretaria della Uil Calabria, ha definito la marcia un «gesto forte ma simbolico». Ha insistito sulla necessità di chiamare le cose con il loro nome. Non si tratta sempre di fatalità. Quando le aziende violano le norme di sicurezza, ha spiegato, creano un rischio concreto di infortuni mortali. Questo avviene anche attraverso il dumping contrattuale e il lavoro nero.

Appelli per politiche di sicurezza più efficaci

Giuseppe Lavia, segretario della Cisl Calabria, ha invocato una «svolta radicale». Ha chiesto nuove politiche e interventi per la salute e sicurezza sul lavoro. L'obiettivo è fermare questa «vera ecatombe». Ha sottolineato la necessità di più ispettori del lavoro. Serve una maggiore qualità della formazione. Ha criticato gli «attestatifici» e i «corsi fantasma». Luigi Leone, direttore di Ance Calabria, ha affermato che la sicurezza è «il faro che guida le nostre attività». Ha riconosciuto che i cantieri edili sono luoghi a rischio. Ance sta investendo molto nella formazione. I lavoratori sono considerati il «vero capitale sociale delle nostre imprese».