Omicidio Chimirri: ricorso a Consulta e Cedu contro archiviazione
Omicidio Chimirri: ricorso a Consulta e Cedu
I familiari di Francesco Chimirri, pizzaiolo ucciso a Crotone il 7 ottobre 2024, hanno presentato un ricorso alla Corte Costituzionale e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU). L'azione legale contesta l'archiviazione del caso e l'operato del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP).
La vicenda giudiziaria prende le mosse dall'omicidio di Chimirri, avvenuto nel quartiere Lampanaro a seguito di un colpo di pistola sparato dal poliziotto Giuseppe Sortino. La Procura aveva richiesto l'archiviazione, ma la decisione finale spetta al GIP.
Contestata l'imparzialità del GIP
Al centro del dibattito vi è la presunta mancanza di imparzialità del GIP Elisa Marchetto. I legali della famiglia Chimirri, Tiziano Saporito e Andrea Filici, hanno sollevato dubbi sull'operato del magistrato. Il GIP aveva precedentemente definito l'omicidio un «estremo atto di autodifesa».
L'istanza di ricusazione presentata dalla difesa è stata dichiarata inammissibile dalla Corte d'Appello di Catanzaro. L'ordinamento attuale, infatti, non riconosce alla persona offesa la qualifica di "parte" necessaria per poter ricusare un giudice.
Ricorso alla Corte Costituzionale
La difesa ha impugnato la decisione in Cassazione, sostenendo che il GIP, nell'ordinanza del 3 dicembre 2024, non si fosse limitato a una valutazione preliminare degli indizi. Si afferma che il magistrato avrebbe invece costruito una narrazione completa, sposando la tesi difensiva dell'indagato Sortino.
Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha deferito la questione alla Corte Costituzionale, chiedendo di valutare la legittimità costituzionale delle norme che impediscono la ricusazione del GIP da parte della persona offesa. L'udienza presso la Consulta è fissata per il 20 maggio 2026.
La CEDU valuta il caso
Parallelamente, il caso è stato portato all'attenzione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) di Strasburgo. La Corte europea ha dichiarato ricevibile il ricorso dei legali della famiglia Chimirri.
La CEDU dovrà pronunciarsi su una presunta "indagine non effettiva" (violazione dell'art. 2 CEDU) e sul "deficit di imparzialità oggettiva" (violazione dell'art. 6 CEDU). Si contesta l'inerzia investigativa delle autorità nazionali e la parzialità nell'orientare l'accertamento verso la tesi della legittima difesa.
Archiviazione confermata, ma in attesa di verdetti
Nonostante la pendenza dei ricorsi, il 28 luglio 2025 il GIP ha formalmente archiviato il procedimento a carico di Giuseppe Sortino, confermando la legittima difesa. La decisione finale sull'archiviazione è ora legata all'esito dei ricorsi presentati.
Un eventuale accoglimento della questione di legittimità costituzionale da parte della Consulta potrebbe portare all'annullamento dell'archiviazione. I legali della famiglia Chimirri hanno dichiarato che «l'accertamento della verità viene definitivamente sottratto alle secche del formalismo locale per essere affidato alle due massime giurisdizioni di garanzia».
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