Cronaca

Medici di famiglia: Calabria meno colpita da carenza

17 marzo 2026, 12:05 5 min di lettura
Medici di famiglia: Calabria meno colpita da carenza Immagine generata con AI Catanzaro
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La Fondazione Gimbe ha rivelato che la Calabria presenta una carenza di medici di famiglia inferiore rispetto ad altre regioni italiane. Nonostante ciò, si prevedono 420 pensionamenti entro il 2028, ma il numero di candidati ai corsi di formazione è in aumento.

Medici di famiglia: la situazione in Calabria

La Calabria registra una carenza di medici di famiglia stimata in 43 unità. Questo dato emerge da un'analisi condotta dalla Fondazione Gimbe, basata su informazioni provenienti dal Sisac. La situazione, sebbene non critica come in altre aree del paese, richiede attenzione per garantire la continuità dell'assistenza sanitaria.

Entro l'anno 2028, la regione vedrà il pensionamento di ben 420 medici di famiglia. Questo numero rappresenta una sfida significativa per il sistema sanitario regionale. La sostituzione di questi professionisti sarà cruciale per evitare un peggioramento della carenza.

La Fondazione Gimbe monitora costantemente la disponibilità di medici sul territorio nazionale. I suoi report forniscono un quadro dettagliato delle criticità e delle potenziali soluzioni. L'obiettivo è migliorare l'accesso alle cure primarie per tutti i cittadini.

Assistiti per medico: dati a confronto

Al 1° gennaio 2025, il numero medio di assistiti per ogni medico di famiglia in Calabria si attestava a 1.242. Questo dato è inferiore alla media nazionale, che registrava 1.383 assistiti per medico. La Calabria sembra quindi offrire un rapporto più favorevole tra medici e pazienti.

Tuttavia, questo dato positivo deve essere letto alla luce delle proiezioni future. Il numero di medici di famiglia è diminuito significativamente tra il 2019 e il 2024. La flessione è stata del 20,2%, superando la media nazionale del 14,1%.

Questa diminuzione rappresenta un campanello d'allarme. Sebbene il numero di assistiti per medico sia ancora gestibile, la tendenza al ribasso dei professionisti impone una riflessione strategica. È necessario invertire questa tendenza per il futuro.

Concorsi e formazione: un segnale positivo

Nonostante la diminuzione del numero di medici, si osserva un segnale incoraggiante riguardo ai concorsi per la formazione specifica in Medicina generale. Nel 2025, i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili. In Calabria, l'incremento dei candidati è stato del 273% rispetto alle borse finanziate.

Questo aumento dei partecipanti indica un rinnovato interesse verso la professione di medico di famiglia. La media nazionale di candidati rispetto ai posti disponibili è stata del 26%. La Calabria mostra quindi un interesse significativamente maggiore.

Questo dato è fondamentale per il ricambio generazionale. La Fondazione Gimbe sottolinea l'importanza di garantire un numero adeguato di borse di studio. Questo permetterà di formare i medici necessari per sostituire quelli che andranno in pensione.

Le dichiarazioni del presidente Gimbe

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha commentato la situazione generale della carenza di medici di medicina generale. «La carenza dei medici di medicina generale», ha affermato, «è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata».

Cartabellotta ha evidenziato come la programmazione sanitaria non abbia garantito per anni il necessario ricambio generazionale. Questo ha portato a una situazione di criticità in molte aree del paese. La professione ha perso attrattiva negli ultimi anni.

«Oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa», ha aggiunto Cartabellotta. Questo comporta disagi crescenti e potenziali rischi per la salute. Le persone anziane e i pazienti più fragili sono i più esposti a queste difficoltà.

Prospettive future per la sanità calabrese

La Calabria si trova di fronte a una sfida complessa. Da un lato, la carenza di medici di famiglia è meno marcata rispetto ad altre regioni. Dall'altro, il numero di pensionamenti previsti nei prossimi anni è elevato. L'aumento dei candidati ai corsi di formazione è un dato positivo, ma non sufficiente da solo.

È necessario un impegno congiunto tra istituzioni regionali e nazionali. Bisogna investire nella formazione medica e rendere la professione più attrattiva. Incentivi economici e migliori condizioni di lavoro potrebbero giocare un ruolo fondamentale.

La Fondazione Gimbe continuerà a monitorare la situazione. I suoi dati sono essenziali per orientare le politiche sanitarie. L'obiettivo primario resta quello di garantire un'assistenza sanitaria di qualità e accessibile a tutti i cittadini calabresi.

Il contesto nazionale della carenza medica

La carenza di medici di famiglia non è un problema esclusivo della Calabria. L'intera Italia sta affrontando questa criticità, con alcune regioni più colpite di altre. La Fondazione Gimbe ha più volte lanciato l'allarme sulla necessità di una programmazione sanitaria più efficace.

Le cause sono molteplici: un numero insufficiente di borse di studio per la formazione specifica in Medicina generale in passato, la progressiva uscita di medici dal sistema per pensionamento e la scarsa attrattiva della professione, soprattutto nelle aree interne o meno servite.

Il numero medio di assistiti per medico in Italia, pari a 1.383, evidenzia una pressione significativa sui medici di base. Questo si traduce in tempi di attesa più lunghi per le visite e una minore disponibilità per le urgenze.

La pandemia di COVID-19 ha ulteriormente esacerbato queste problematiche, mettendo a dura prova il sistema sanitario e evidenziando la necessità di rafforzare la medicina territoriale. La figura del medico di famiglia è centrale per la gestione della salute dei cittadini.

L'importanza della medicina territoriale

La medicina territoriale rappresenta la prima linea di difesa del sistema sanitario. I medici di famiglia svolgono un ruolo cruciale nella prevenzione, diagnosi e cura delle malattie più comuni. Sono il punto di riferimento per i pazienti e svolgono un'attività di filtro verso le strutture ospedaliere.

Una carenza di medici di famiglia può portare a un sovraccarico dei pronto soccorso e degli ospedali. Questo aumenta i costi per il sistema sanitario e riduce la qualità delle cure.

Investire nella medicina territoriale significa potenziare gli ambulatori, migliorare le dotazioni tecnologiche e incentivare la formazione di nuovi professionisti. La digitalizzazione dei servizi e la telemedicina possono inoltre contribuire a ottimizzare il lavoro dei medici e a migliorare l'accesso alle cure.

La Calabria, come altre regioni, deve puntare su queste strategie per garantire un futuro sostenibile al proprio sistema sanitario. La collaborazione tra le istituzioni, le università e i professionisti della salute è fondamentale per affrontare questa sfida.

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