Antonio Marziale lascia il ruolo di Garante per l'Infanzia in Calabria a causa di limiti normativi sul mandato. Nonostante l'incompatibilità, sottolinea di non essere stato bocciato, ma semplicemente non rieleggibile per un terzo mandato consecutivo.
Marziale: "Orgoglioso del lavoro svolto per i minori calabresi"
Il sociologo Antonio Marziale ha rilasciato una dichiarazione importante riguardo alla sua posizione di Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza in Calabria. La sua nota giunge in risposta ad alcuni articoli di stampa apparsi recentemente. Questi articoli trattavano delle imminenti nomine di nuove figure di garanzia presso il Consiglio Regionale della Calabria. Marziale ha voluto chiarire la sua situazione personale e professionale.
La sua carriera nella tutela dei minori ha radici profonde. Già nel 2001, a Milano, ha fondato e tuttora presiede l'Osservatorio sui Diritti dei Minori. Questo comitato scientifico ha avuto un ruolo cruciale nella storia della protezione dei più piccoli. Ha contribuito significativamente alla stesura di codici fondamentali. Tra questi, i vigenti codici "Tv e Minori" e "Internet e Minori".
L'attività dell'Osservatorio ha anche supportato le istituzioni nella lotta alla pedofilia e alla pornografia. Questo impegno gli ha conferito una notevole autorevolezza nel settore. È diventato una presenza abituale nei principali programmi televisivi, sia pubblici che privati. La sua competenza è riconosciuta anche nell'informazione online e cartacea, persino a livello internazionale.
Due legislature: un riconoscimento bipartisan per Marziale
Il percorso di Antonio Marziale come Garante per l'Infanzia in Calabria è stato caratterizzato da un ampio consenso politico. Nel 2016, il Consiglio regionale, allora guidato da una coalizione di centro-sinistra, gli conferì il prestigioso incarico. Successivamente, nel 2022, la coalizione di centro-destra ha confermato la sua fiducia, rieleggendolo per un secondo mandato.
Marziale esprime un profondo orgoglio per questo doppio riconoscimento. Il fatto che due schieramenti politici opposti abbiano riconosciuto il suo merito è per lui motivo di grande soddisfazione. Questo dimostra, a suo dire, la capacità dell'assemblea legislativa calabrese di andare oltre le divisioni partitiche. L'obiettivo è sempre stato la tutela dei più giovani.
Questo sostegno trasversale sottolinea l'efficacia e l'imparzialità del suo operato. Ha sempre cercato di agire nell'interesse superiore dei minori. La sua riconferma da parte di maggioranze politiche diverse evidenzia la qualità del suo impegno e la sua capacità di ottenere risultati concreti. Un segnale di maturità politica per la regione.
Risultati concreti: la "Champions League" della tutela minorile
Il sociologo Antonio Marziale ha sottolineato con forza i risultati concreti ottenuti durante i suoi mandati. Ha evidenziato come il suo lavoro abbia lasciato un segno indelebile nella storia della Calabria. Uno dei traguardi più significativi è stata l'istituzione della prima Terapia Intensiva Pediatrica nella regione. Un servizio fondamentale per i bambini in condizioni critiche.
Inoltre, Marziale si vanta di essere stato il Garante che ha prodotto il maggior numero di Tutori per minori stranieri non accompagnati (MSNA). Questo impegno ha garantito protezione e supporto a giovani vulnerabili giunti in Italia senza un nucleo familiare. Ha anche segnato un primato personale, costituendosi parte civile in un processo per abusi sessuali all'infanzia. Un atto coraggioso per dare voce alle vittime.
Un altro successo importante è stata l'ottenimento dell'unanimità del Consiglio regionale. Questo consenso è stato raggiunto su una mozione volta ad innalzare la soglia anagrafica del consenso sessuale. Tale proposta è stata poi trasformata in un progetto di legge alla Camera dei Deputati. È firmato dai deputati Antoniozzi, Cannizzaro, Furgiuele, Loperfido e Zurzolo. Marziale auspica che diventi presto legge. Non vanno dimenticati gli oltre mille interventi risolutivi di problemi specifici relativi ad altrettanti minori.
Il limite normativo: "Ineleggibile, non bocciato"
Nonostante la volontà di proseguire il suo impegno, Antonio Marziale deve fare i conti con i limiti imposti dalla legge. La normativa istitutiva del ruolo di Garante è piuttosto datata. Essa, infatti, non consente un terzo mandato consecutivo. Questa circostanza rattrista profondamente Marziale, che avrebbe desiderato continuare a servire i bambini della sua terra.
Ha presentato domanda anche in questa occasione, pienamente consapevole del limite legislativo. La sua intenzione era dimostrare che la sua vocazione alla tutela dei minori non si è mai affievolita. Questa vocazione, infatti, continua indipendentemente dalla carica ricoperta. È quindi del tutto legittimo che il comitato di valutazione lo abbia dichiarato ineleggibile.
Marziale non intende presentare alcun ricorso. Ha voluto precisare un punto fondamentale, in risposta a certe interpretazioni giornalistiche. L'essere dichiarato ineleggibile non equivale a una bocciatura. Si tratta di una questione di correttezza linguistica e di interpretazione delle norme. La sua dichiarazione non ha intenti polemici, ma mira solo a chiarire eventuali dubbi.
Un ringraziamento e uno sguardo al futuro
Antonio Marziale ha concluso la sua dichiarazione con un sentito ringraziamento. Ha espresso gratitudine a tutte le testate giornalistiche e ai colleghi giornalisti per il supporto offerto alla sua azione in questi anni. Ha ringraziato anche i Consigli regionali che lo hanno eletto, riconoscendo il grande onore e l'onere conferitogli.
Marziale ha poi espresso una considerazione più ampia. Le leggi che regolamentano gli istituti di garanzia, non solo in Calabria ma in tutta Italia, necessitano di un ammodernamento. Presentano diverse criticità e falle che andrebbero colmate. Tuttavia, riconosce che le norme attuali vanno rispettate.
Infine, ha assicurato la massima collaborazione a chi gli succederà nel ruolo. Pur mantenendo il distacco richiesto dal galateo istituzionale, Marziale è certo di aver rappresentato per la Calabria un Garante di altissimo livello. Ha definito il suo operato come appartenente alla "Champions League" della tutela minorile, superando le mere categorie di serie A o B.