Commercianti del centro storico di Catanzaro esprimono forte preoccupazione per la crisi economica che affligge la zona. Hanno presentato al sindaco proposte concrete per rilanciare l'area, ma le risposte sulle azioni a breve termine sono state deludenti.
Crisi del centro storico a Catanzaro
Le serrande che si abbassano segnano un declino preoccupante. Il centro storico di Catanzaro sta affrontando un progressivo spopolamento. Le difficoltà quotidiane minano ogni prospettiva futura per le attività commerciali. Molti operatori lottano per invertire questa tendenza negativa. Vogliono offrire all'amministrazione comunale idee e progetti concreti. L'obiettivo è rilanciare il commercio e l'economia della città.
Si tratta di un vero e proprio grido d'allarme. È anche una piattaforma di proposte dettagliate. Questo è il senso dell'incontro avvenuto presso Spazio 2 a Palazzo Fazzari. L'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Nicola Fiorita, ha incontrato una delegazione di commercianti. Erano presenti anche l'assessore Giuliana Furrer e la consigliera delegata Daniela Palaia. La maggior parte dei commercianti proveniva dal settore food. Erano presenti anche operatori di altri settori.
L'associazione Food Centro Storico, con il presidente Sandro Laugelli, il vice Massimo Esposito e il segretario Ivan Procopio, ha guidato la delegazione. Circa quaranta persone hanno partecipato all'incontro. Tutte condividono una profonda preoccupazione per la tenuta economica della città.
Commercianti al limite: richieste urgenti
«Non siamo più di fronte a problemi di lungo periodo, ma a un'emergenza», ha dichiarato Sandro Laugelli. «Siamo arrivati al limite. Il commercio in città sta vivendo una fase drammatica». Questa condizione, secondo gli operatori, non è imputabile ai singoli. È piuttosto il sintomo di un sistema complessivamente in crisi. Il documento presentato al sindaco descrive un contesto «non più sostenibile nemmeno a medio termine». Si parla di oltre il 50% delle serrande abbassate. Il centro storico viene percepito come «desolato, abbandonato e difficilmente raggiungibile».
Da qui emerge la richiesta di un cambio di passo immediato. «Non ci siamo arresi e non intendiamo farlo», ha sottolineato Laugelli. «Ma è evidente che da soli non possiamo invertire la rotta. Servono risposte concrete e soprattutto interventi nel breve periodo». Il confronto con l'amministrazione è durato circa due ore. Tuttavia, non ha pienamente soddisfatto le aspettative degli operatori. «Il sindaco ha parlato di programmazione a lungo termine», ha evidenziato Laugelli. «Ma sul breve ci è stato detto che le risorse sono pari a zero. Questa è stata la risposta».
Una posizione che ha alimentato ulteriori timori. «Abbiamo chiesto di anticipare eventuali fondi già previsti, ad esempio per il Natale, perché il problema è oggi. A Natale rischiamo di non arrivarci. Su questo non abbiamo avuto risposte».
Proposte per rilanciare il centro storico
Nel documento consegnato al Comune, i commercianti hanno indicato tre linee di intervento prioritarie. L'obiettivo è rilanciare l'attrattività della città. Si tratta del decoro urbano, della mobilità e del ripopolamento degli spazi. Sul primo punto, si chiede un piano strutturato e continuativo di manutenzione e pulizia. Bisogna superare gli interventi sporadici e non programmati. Sul secondo punto, viene proposta una revisione del sistema dei parcheggi. Si chiede una riduzione delle strisce blu e formule agevolate. Inoltre, si auspica il potenziamento dei collegamenti, specialmente nelle ore serali.
Ma è sul tema della vitalità urbana che si concentra la parte più significativa delle proposte. «Bisogna riempire la città», si legge nel documento. L'idea è puntare su studenti, eventi e nuove attrattive. Gli studenti universitari sono indicati come una risorsa strategica. La loro presenza stabile potrebbe generare un indotto economico rilevante. Attualmente, i benefici si riversano soprattutto su altri territori. Tra le richieste più immediate, anche misure di sostegno diretto alle attività. Si chiede la liberalizzazione temporanea dei dehors senza oneri aggiuntivi. Anche la semplificazione delle autorizzazioni per musica e movida è importante. Si sollecita la programmazione di eventi già dalla primavera. Inoltre, un calendario stabile di iniziative fino al periodo natalizio.
Appello per un ruolo attivo del Comune
Non manca la richiesta di una maggiore regia pubblica. «Il sindaco deve assumere un ruolo straordinario per il centro storico», scrivono gli operatori. «E concentrarsi sull’oggi per evitare il collasso del tessuto economico». Sul piano pratico, restano aperte criticità quotidiane. La mobilità serale è insufficiente. La chiusura anticipata di servizi, come l'ascensore di Bellavista, è un problema. Anche le condizioni generali di manutenzione e sicurezza incidono negativamente. «Sono problemi concreti che incidono direttamente sulla vita delle attività e sulla percezione della città», ha ribadito Laugelli.
L'incontro si è concluso con l'impegno a un nuovo confronto. Questo dovrebbe tenersi giovedì 30 aprile. Sarà presente una delegazione ristretta di operatori. «Parciperemo con spirito costruttivo», ha detto ancora Laugelli. «Ma è chiaro che non possiamo sostituirci all’amministrazione. Noi siamo imprenditori, non organizzatori di eventi».
Nel frattempo, il quadro resta critico. «La città si sta svuotando e le attività continuano a chiudere», ha concluso. «Ma non siamo rassegnati. Vogliamo contribuire a trovare soluzioni, a patto che ci sia un’assunzione di responsabilità chiara da parte di chi amministra».